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mercoledì 28 settembre 2011

Napoli - Villareal: ieri i brividi...oggi i sorrisi...

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Riviviamo i brividi di ieri sera al momento dell'inno della Champions, con un coro finale del San Paolo che resterà nella storia, con il commento di Auriemma e poi i sorrisi di oggi con Gargano e Zuniga che ricoprono la preziosa Ferrari del Pocho con ogni tipo di materiale di risulta!






martedì 27 settembre 2011

Champions 2011-12: 2a - Napoli - Villareal 2-0 (14' Hamsik, 17' rig.Cavani)

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Sette anni e un giorno fa, 26 settembre 2004, Napoli - Cittadella 3 a 3, primo gol azzurro dell'era De Laurentiis di Ignoffo, umile centrale difensivo venuto dal Perugia assieme ad un manipolo di pionieri guidati da Ventura.


Tutti i tifosi che assistettero alla gara di quel giorno, allo stadio o per radio (perchè non c'era ancora alcuna televisione a seguire in diretta quello storico esordio) sognavano e sapevano che prima o poi al posto del Cittadella sul terreno del San Paolo si sarebbero ospitate le grandi d'Italia e d'Europa...e quel sogno e quel giorno è arrivato oggi, 27 settembre 2011, quasi 21 anni dopo l'ultima apparizione in coppa dei Campioni a Mosca (c'era ancora il grande ma già tormentato Diego).

L'attesa è stata grande, da giorni, da mesi, da anni, da quel 2004 o da quel disgraziato 1990: inutile riassumere a parole lo stato d'animo di chi ha vissuto da allora troppo poche gioie e troppo grandi umiliazioni...inutile perchè non ne vale più la pena ...e perchè non c'è tempo... perchè gli azzurri scendono in campo nel suono assordante del San Paolo e della musichetta troppo tempo ascoltata soltanto lontano da qui...il Napoli di Manchester è stato immenso e resterà nella storia, ma per il popolo di Napoli il vero esordio è stasera!

Ma adesso ci siamo...musichetta con il pubblico del San Paolo che chiude l'inno urlando THE CHAMPIOOOONSSS e palla al centro! Sono le 20:47!


Il nebbione generato dai festeggiamenti del San Paolo si dirada e intorno alle 21 scoppia come una deflagrazione atomica la forza del Napoli e del Pocho: al 12' fulminante triangolazione tra i tre tenori conclusa con un tiro al volo del Pocho di poco alto, al 14' assist del Pocho per Hamsik solo davanti alla porta che non sbaglia il colpo della vita. Ancora due minuti appena e di nuovo Lavezzi brucia la difesa spagnola, anticipando in pressing Gonzalo che se lo vede spuntare alle spalle e deve atterrarlo in area.

Rigore trasformato impeccabilmente dal Matador e partita virtualmente chiusa. Giusto un paio di brividi nel primo tempo e un colpo di testa di Rossi ad inizio ripresa, poi soltanto pressione sterile del Villareal e tanta gestione di palla da parte degli azzurri, con naturale e comprensibile flessione nella ripresa, dopo un primo tempo condotto a ritmo mostruoso.

Una prova di squadra straordinaria e un San palo ebbro di gioia...al fischio finale però inizia anche la dura (e inconsueta, per il Napoli) contabilità degli infortunati in vista del big match di sabato con  l'Inter: Aronica e Cavani vanno ad aggiungersi a Donadel, Dzemaili, Britos e Maggio...ma per ora sorridiamo... abbiamo vinto e siamo secondi, visto che il Bayern ha battuto anche il Manchester City e che aspettiamo per i prossimi due turni del girone: Bayern 6, Napoli 4, Manchester 1, Villareal 0...chi ci avrebbe scommesso dopo il sorteggio di Montecarlo?

***
De Sanctis: 7 - Attento nell'unica vera occasione per il Villareal del primo tempo (tiro da fuori di Nilmar al 27') e nell'unica vera occasione nella ripresa (testa di Rossi al 51'). Oltre a questo sempre massima concentrazione.

Campagnaro: 8 - Strepitoso muro difensivo, tantissime chiusure efficaci e spettacolari e qualità elevata nelle incursioni offensive soprattutto a sostegno di Zuniga, specie nel primo tempo.

Cannavaro: 6,5 - Piccola sbavatura iniziale con Aronica, poi concentrazione massima per tenere a bada un Rossi ben più in forma di quanto si potesse immaginare. Nella ripresa fatica in un paio di occasioni dove Rossi gli sfugge e in una di esse viene graziato dall'arbitro che ravvisa un fallo dal limite.

Aronica: 8 - Si deve sacrificare con un cartellino giallo dopo soli 4 minuti per fermare Nilmar lanciato a rete da un rimpallo tra il palermitano e Cannavaro. Poi chiusure inesorabili, nette, puntuali, efficacissime e anche qualche imperiosa discesa che infiamma il San Paolo. Straordinario!

Zuniga: 7 - Viene cercato sulla corsa lunga e veloce come Maggio, ma ovviamente non è Maggio. Ciò nonostante qualche buona iniziativa offensiva ma ancora più importante nel mantenere equilibrata la difesa azzurra, specie nella ripresa dove sigilla ogni varco difensivo e trova spesso la forza per ripartire. Rischia solo di procurare un rigore al Villareal con un contrasto dubbio contro Nilmar nella ripresa.

Inler: 6 - Decisamente più vivo, più in partita rispetto alle ultime uscite. Va anche detto che da un lato viene trovato meglio dai compagni che gli permettono una più continua partecipazione al gioco, mentre dall'altro lo svizzero spreca di meno i palloni che riceve, anche se nella ripresa sembra risentire della stanchezza e si fa trovare a volte fuori posizione in interdizione e poco preciso negli appoggi

Gargano: 8,5 - Prestazione stellare per quantità di palloni recuperati: alla sua quinta partita consecutiva dimostra di essere un autentico fenomeno sul piano atletico, recuperando palloni inimmaginabili per qualunque altro centrocampista al mondo. I centrocampisti e gli attaccanti del Villareal se lo vedono spuntare ovunque, pure da sotto i pantaloncini! Se poi riduce al minimo, come questa sera, gli errori in fase di appoggio siamo di fronte al pilastro assoluto dell'impianto azzurro. Nella ripresa una lieve flessione nella fase di precisione dei passaggi, ma è evidente che lo sforzo enorme profuso nel primo tempo viene scontato in parte nella ripresa, ma si mostra generoso fino allo stremo delle forze. Commovente!

Dossena: 8 - Spinge come un forsennato e difende come una tigre: dopo una settimana per lui molto dura, dimostra di aver voltato pagina con la forza del fuoriclasse. Macina chilometri e nella ripresa, quando in genere cala, continua a essere ovunque, in difesa e in attacco, in pressione sui difensori avversari e in sapiente copertura quando la squadra mostra la corda sulla pressione degli spagnoli

Hamsik: 7 - Il nuovo quotidiano sportivo napoletano, Il Domani di Napoli, titolava oggi in prima pagina "Alzate la cresta" con una gigantografia di Marek in prima pagina: mai titolo fu più profetico...dopo una fulminante combinazione veloce col Pocho e il Matador, si fa trovare solissimo in area sul cross del Pocho per sbloccare il risultato. Poi sapiente gestione del pallone, nulla a che vedere coin l'orribile prestazione di sabato sera (dal 79' Mascara: 7 - Stavolta interpreta alla perfezione l'ultimo quarto d'ora con l'esperienza del veterano, come se la Champions fosse sempre stata la sua casa: si piazza sull'out destro a coprire e ripartire. Difende ogni pallone che riceve, aspetta il fallo degli avversari e fa rifiatare la squadra, fa correre il cronometro e spezza il ritmo degli ultimi assalti spagnoli. Tatticamente fondamentale)

Lavezzi: 9 - Quello che è capace di fare tra il 12' e il 16' ha le stimmate del fuoriclasse assoluto: comincia con una triangolazione fulminante con gli altri due tenori che lui stesso conclude di poco alto sulla traversa. Due minuti e pesca in area Marek liberissimo per l'1 a 0. Ancora due minuti e brucia il povero Gonzalo che lo atterra nettamente in area per il rigore trasformato da Cavani. Poi ovviamente non ripete simili prodezze nel resto del primo tempo, ma bastano questi tre momenti per rappresentare l'immensità della prestazione del Pocho. Nella ripresa fa impazzire Musacchio che meriterebbe l'ammonizione come otto minuti prima Senna anche lui graziato dall'arbitro (dall'88' Santana: 6 - Pochissimi minuti ma anche lui sa subito cosa fare e congela il pallone assieme a Mascara)

Cavani: 7 - Gelido nel realizzare in modo perfetto il rigore del raddoppio con una traiettoria da manuale. Non appare al meglio in alcuni spunti sullo stretto, ma il suo contributo, in avanti e in copertura, è fondamentale. Fa sensazione il retropassaggio sbagliato al 32' che rischia di mandare in gol Nilmar che per fortuna la mette fuori. Un piede in fallo in un contrasto con Zapata gli procura una brutta distorsione alla caviglia che lo costringe alla resa e che, visto il gonfiore della caviglia, probabilmente lo costringerà ai box anche sabato


(dal 71' Pandev: 6 - Appare più tonico nella corsa e nei contrasti: sembra che il crescente minutaggio lo stia aiutando a trovare una miglior condizione)

All. Mazzarri: 10 - ...e meno male che aveva solo un giorno per preparare questa sfida! Stavolta la sua squadra la vince su tutta la linea, grazie alla dedizione assoluta di tutti i suoi ragazzi. Il centrocampo cede nella ripresa ma non avendo ricambi sulla linea mediana, fa entrare Mascara e Santana per congelare il ritmo pressante del Villareal.

Arbitro: De Bleeckere (Belgio): 5,5 - Uno degli arbitri più importanti d'Europa che dà ulteriore prestigio alla già storica serata. Nel primo tempo impeccabile nella distribuzione dei cartellini e prontissimo nell'episodio chiave del rigore, molto meno onvincente nella ripresa dove commette almeno tre errori: al 52' non ammonisce Senna per una brutta entrata su Lavezzi, idem per Musacchio sei minuti dopo. Valuta correttamente il fallo di Cannavaro su Rossi ad inizio ripresa (al limite e non in area), ma non il contrasto di Zuniga su Nilmar che meriterebbe il rigore per gli spagnoli.

sabato 24 settembre 2011

Serie A 2011-12: 5ª - Napoli - Fiorentina 0-0

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Come lo scorso anno, e con lo stesso risultato: Mihajlovic si ripete surclassando nettamente Mazzarri sul piano tattico esattamente come aveva fatto sempre qui al San Paolo in una delle sue prime panchine in viola nello scorso campionato.

Il primo tempo è eloquente: 40% di possesso palla per gli azzurri, un solo tiro (fuori) verso la porta di Boruz (Cavani) dopo ben 40 minuti di quasi nulla in avanti, laddove De Sanctis e la difesa azzurra sono in costante apprensione e il portierone azzurro sventa due occasioni.

Nella ripresa cambia il rapporto del possesso palla, ma solo per un netto calo fisico che colpisce la Fiorentina dopo il 60'. Tra il 60' e il 70' gli unici 10 minuti "decenti" del Napoli che mette davvero alle corde i viola con Inler (61') e Aronica (62' e 67').

Poi entra Romulo al posto di Vargas e, sarà un caso, ma il Napoli, nel frattempo passato quasi ad un 4-2-4 con Aronica e Zuniga molto alti sulle fasce e in avanti Lavezzi (poi Santana), Hamsik, Pandev e Cavani, non riesce più a rendersi davvero pericoloso.

Uno sforzo fisico e mentale enorme per raccogliere un misero punticino...e sono in arrivo Villareal e Inter a chiudere questo primo ciclo infernale nel quale emergono, dopo un inizio spettacolare, crepe e perplessità anche su uomini chiave dello schieramento azzurro.

Ma che fosse una stagione difficile ce lo aspettavamo...e infatti...

***

De Sanctis: 7 - Se il Napoli non chiude in svantaggio il primo tempo deve molto, se non tutto, al suo pirata Morgan che in due occasioni (31' su Montolivo e 41' su Natali) si esibisce in due interventi strepitosi. Un intervento anche nella ripresa, ma molti meno grattacapi.

Campagnaro: 6 - Nel primo tempo soffre molto Vargas che è una costante spina nel fianco destro azzurro. Poi il calo del peruviano gli facilita le cose permettendogli anche qualche buona proiezione offensiva.

Cannavaro: 6 - Si ritrova Jovetic che come previsto alla vigilia svaria su tutto il fronte offensivo e lo mette in difficoltà in alcuni frangenti, però il talento viola riesce a rendersi pericoloso soltanto da fuori.

Fideleff: 5 - Appare a volte insicuro, non preciso nei tempi di chiusura, costringendo troppo spesso Gargano o Dossena a tappare i buchi lasciati aperti dal giovane argentino. Certo non è facile esordire al San Paolo dopo la "topica" di Chievo: Chiude la sua non indimenticabile prestazione con un assist a Cerci che fa quasi il paio con l'errore di mercoledì (dal 54' Aronica: 7 - Non solo provvidenziali diagonali difensive, ma anche due tiri pericolosi sui quali sfiora il gol al 62' e al 67' guadagnandosi il titolo di più pericoloso tiratore azzurro verso la porta dei viola)

Zuniga: 6,5 - Appare tra quelli più in  forma e più insidiosi nella fase offensiva, spingendo con continuità soprattutto nella ripresa approfittando del calo dei toscani a metà ripresa, ma è impreciso nel piazzare un paio di cross che potrebbero creare imbarazzi nella difesa avversaria. Una buona chiusura in fase difensiva.

Inler: 5 - Chiude "in bruttezza" il primo tempo facendosi ammonire per plateale tirata di maglia a Jovetic, ma anche quello che c'è stato prima lascia molte perplessità: per almeno metà primo tempo si distingue per i continui errori in fase di appoggio. Migliora leggermente in precisione ma appare quasi sempre fuori ritmo nelle scelte di gioco. Rischia l'espulsione al 47' per un fallo su una ripartenza viola nata proprio su un suo controllo di palla approssimativo. Si fa notare in positivo solo per un bel tiro da fuori al 60' messo in angolo da Boruc

Gargano: 6,5 - Il migliore in campo per gli azzurri a parte De Sanctis. Qualche volta anche lui fa conclusione a centrocampo, ma recupera tantissimi palloni e tappa alcuni buchi specie sul lato di Fideleff. Lotta e combatte fino all'ultimo secondo con commovente dedizione.

Dossena: 6 - Non è stata una settimana facile per lui e si nota sia al momento del suo ingresso in campo, sia durante la partita. In un paio di occasioni si fa trovare pronto al cross, ma molte sue energie vengono assorbite dal dover coprire i movimenti non sempre precisi di Fideleff (dal 72' Pandev: 5 - Un paio di movimenti offensivi interessanti, appare fisicamente più tonico rispetto a Chievo ma non incide sotto porta)

Hamsik: 4 - Appare svuotato, fisicamente stanco e mentalmente in confusione, a differenza delle sue giornate migliori quando consegnare palla a lui significa metterla in banca, non indovina mai un passaggio, perdendo sistematicamente pallone e contrasti e diventando quindi un peso quasi insostenibile per i suoi compagni. Migliora leggermente nella ripresa, dove gestisce la palla con un minimo di precisione in più, pur continuando a mostrare incertezze e a volte grossolani errori

Lavezzi: 4,5 - Crea grande movimento in fase offensiva, ma nel primo tempo cicca in area di rigore un pallone che gli arriva dalla fascia e alla fine non fa la differenza che il pubblico si aspetterebbe. Non incide nel momento del calo della Fiorentina perchè cala fisicamente anche lui (dall'82' Santana: SV - Annega nella conclusione finale)

Cavani: 4 - Anche lui totalmente nullo: di sicuro non è aiutato per nulla dalla squadra, ma in certe situazioni nelle quali la squadra già fa fatica a trovare sbocchi offensivi, si allontana troppo dall'area di rigore lasciandola completamente priva di maglie azzurre. Solo un tiro di poco fuori dopo ben 40 minuti di nulla, poi più nulla

 All. Mazzarri: 4,5 - Coraggiosa e apprezzabile la mossa di rimandare nella mischia Fideleff, le sue scelte sono quasi obbligate, ma tatticamente viene dominato in lungo e in largo da Mihajlovic che costringe la sua squadra al 40% di possesso palla nel primo tempo con un solo tiro verso la porta di Boruc: Nella ripresa riesce a prendere il controllo della partita tra il 60' e il 70' ma solo grazie a un calo fisico della Fiorentina, ma guarda caso la sua squadra torna a girare a vuoto a livello tattico quando Mihajlovic toglie l'esausto Vargas per inserire Romulo. Da quel momento la squadra viola si riequilibra e il tecnico azzurro non trova più alcun rimedio tattico per tentare di sovvertire le sorti del match. Una netta sconfitta sul piano tattico che non è casuale perchè ripete pari pari la analoga sconfitta (sul piano tattico) sofferta sempre qui al San Paolo nello scorso campionato.

Arbitro Valeri: 5,5 - Nel primo tempo la partita non lo costringe a scelte difficili, quasi non si vede se non in occasione della (giusta) ammonizione a Inler. Nella ripresa discutibile valutazione di un paio di episodi in area di rigore: a mio avviso il fallo di mano di Pasqual su cross di Zuniga era involontario, ma la trattenuta di Cassani su Hamsik e il calcione nel ginocchio, pur involontario, rifilato da Karja a Cavani, meriterebbero maggiore attenzione. Grazia però anche il Napoli al 47' non ammonendo il già ammonito Inler per un fallo su una ripartenza della Fiorentina.

venerdì 23 settembre 2011

Mazzarri e il turnover

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Spesso i giornalisti e i tifosi esprimono le loro critiche a partita giocata e risultato definito. Sia ben chiaro: criticare e' legittimo ma farlo dicendo che era chiaro che si sarebbe dovuto fare questo piuttosto che quest'altro appare un tantino disonesto da un punto di vista intellettuale.

Mai pero' come nel caso di Chievo, ascoltando un po' tutte le trasmissioni radiofoniche dell'etere napoletano andate in onda prima della partita, si sono ascoltati cosi' tanti pareri pieni di perplessita' sul massiccio turnover che Mazzarri stava per imbastire.

E questo atteggiamento, a mio avviso comunque molto maturo, era tanto piu' da apprezzare in quanto trovava spazio in un momento di particolare entusiasmo collettivo per le straordinarie prestazioni contro Cesena, Manchester e Milan!

Tantissimi tifosi e giornalisti gia' prima della partita avevano espresso chiaramente le loro riserve e le loro perplessita' per cui non si possono accusare tifosi e giornalisti, come si potrebbe fare tranquillamente in altre occasioni, che e' facile parlare dopo.

D'altro canto pero' Mazzarri, con le scelte fatte nelle prime tre partite, con pochissime rotazioni tra una partita e l'altra, si e' messo nella condizione di dover usare la partita di Chievo come uno spartiacque tra due "pacchetti" di tre partite ciascuno (Cesena,Manchester,Milan e Fiorentina,Villareal,Inter) in cui individuare l'ideale turno di riposo per la gran parte dei suoi titolari.

Una scelta legata alla circostanza per cui un giocatore, per quanto ben allenato, rischia di infortunarsi seriamente a livello muscolare o traumatico quando gioca piu' di tre partite consecutive a intervalli ravvicinati.

Io non contesto questa "regola", applicata con successo anche lo scorso anno e che e' stata una dei segreti dell'integrita' fisica dei giocatori azzurri nell'era Mazzarri, anzi trovo giusto applicare tale regola, ma penso, molto modestamente, che questa regola, se applicata con un minimo correttivo che adesso andro' a evidenziare, potrebbe evitare in futuro di dover ripetere un turnover cosi' massiccio.

A mio avviso,infatti, il turnover dovrebbe essere applicato costantemente in ogni partita con la formula che io chiamo del 7+3 o 8+2 ( la prima per le partite di media difficolta', la seconda per le partite di alta difficolta'): ossia 7/8 titolari + 2/3 riserve da schierare a rotazione in ogni partita (la somma delle formule e' 10 perche' ovviamente non considero De Sanctis).

Facciamo un esempio: utilizzando la formula del 7+3 nell'arco di tre partite come Fiorentina, Villareal e Inter, ben 9 titolari su 10 giocherebbero 2 partite e ne riposerebbero una, mentre se si applicasse la formula dell' 8+2 si potrebbero far riposare tutti e 10 titolari in una partita su cinque.

E' chiaro che si tratta di esempi giusto per farsi capire (spero...), ma cosi' si otterrebbero a mio avviso due vantaggi:

- il primo sarebbe quello di schierare di volta in volta due o tre non titolari dando loro l'opportunita' di giocare non come a Chievo "circondati" da altre riserve ( e quindi fatalmente condizionati a giocare peggio per mancanza di affiatamento con i compagni anch'essi poco abituati a giocare), ma supportati da compagni piu' forti ed esperti e quindi con maggiori probabilita' di offrire essi stessi una migliore prestazione in campo;

- il secondo vantaggio sarebbe quello di non essere costretti a dover sacrificare una partita,come a Chievo, con un turnover forzato e schierando in campo uomini con pochi minuti nelle gambe e scarsi automatismi tattici nella testa. A questo proposito, avete notato come Fideleff e Fernandez, dopo i primi 60 minuti giocati senza sbavature, hanno accumulato i loro errori negli ultimi 30?

Giocare in cosi' tante riserve significa sia andare incontro a problemi di affiatamento tra i vari giocatori, sia andare incontro a evidenti cali fisici in una squadra che, per come gioca, ha bisogno di giocatori che mantengano per tutti i 90 minuti un rendimento fisico oltre la media.

Inoltre, come osservato acutamente da Raffaele Auriemma e da qualche altro tifoso e addetto ai lavori, se io sono una riserva e vengo mandato in campo contro una squadra "piccola" e la maggior pare dei miei compagni sono anch'esse riserve, beh, magari un po' ci rimango male anche se da professionista la cosa mi dovrebbe essere irrilevante: pero' un conto e' se io Santana posso giocare con Hamsik e Cavani, un conto e' se debbo giocare con un Mascara o con un Pandev a mezzo servizio: non e' solo una questione "morale", ma anche tecnica.

Inoltre la partita di Chievo ha evidenziato un altro aspetto da non sottovalutare: per precisa scelta gestionale, si e' preferito cedere Vitale e costruire un pacchetto di soli tre esterni, con Aronica eventuale quarto esterno di emergenza, per valorizzare Zuniga e farlo ruotare con regolarita' assieme a Maggio e Dossena.

Non si e' pero' a mio avviso tenuto conto che se uno dei tre si assenta per squalifica, infortunio o altro imprevisto (come capitato mercoledi' al povero Dossena al quale inviamo un forte abbraccio e tutta la nostra vicinanza per il lutto che lo ha colpito), ci sono giusto due giocatori per due posti e senza adeguate alternative da poter utilizzare in corso di partita in uno dei ruoli piu' dispendiosi dal punto di vista fisico e mentale nello scacchiere tattico di Mazzarri.

A Verona ad esempio Mazzarri a un certo punto ha dovuto mettere il povero Dzemaili al posto di Maggio costretto ad uscire per un affaticamento muscolare e lo svizzero, gia' provato fisicamente da una gara in cui aveva gia' corso tantissimo, boccheggiava su quella fascia in un ruolo per giunta non suo.

Insomma, come la giri e come la volti, la serata di Chievo dovrebbe richiedere a Mazzarri quel mimimo di riflessione che lo spinga a cambiare leggermente la sua filosofia di gestione nella rotazione tra titolari e riserve.

E' forse quel piccolo salto che, a mio avviso, potrebbe portarlo dal gruppo degli ottimi allenatori a quello dei veri maestri: quegli allenatori che calibrano in modo piu' calcolato ed equilibrato i loro rischi e usano anche partite importanti per dare opportunita' vere ( e non di ripiego) alle proprie riserve coinvolgendoli davvero fino in fondo nel gruppo.

Un esempio di questo approccio lo vediamo con Guardiola che nel Barcellona spesso rischia, anche in partite importanti, la riserva giovane e la fa giocare con i titolari in modo da farlo sentire piu' protetto dai compagno e dargli la possbilita' di sentirsi davvero considerato. Lo stesso trofeo Gamper, un'amichevole per il Napoli ma un incontro "serio" per quelli del Barca, e' stato affrontato con la stessa filosofia: non tutti i titolari un tempo e tutte le riserve un altro tempo, ma un po' di titolari e un po' di riserve sia nel primo che nel secondo tempo, in modo che le riserve hanno potuto confrontarsi, prima che con gli avversari, con i propri compagni piu' forti e famosi arricchendosi essi stessi da questa amalgama.

Ecco cosa vorrei adesso da Mazzarri, ma non so quanto sia ancora convinto di una possibilita' del genere...eppure, caro mister, mai come quest'anno nella sua carriera, per la prima volta, potrebbe misurarsi su questo terreno riservato ai piu' grandi allenatori...se lei si sente davvero cosi' grande, ci dimostri di saper gestire la sua rosa con la logica del grande allenatore, altrimenti sembrera' sempre un po' provinciale al contrario di quanto lei amerebbe sembrare.

Ne riparliamo magari dopo l'Inter...intanto forza Napoli e forza mister!

mercoledì 21 settembre 2011

Serie A 2011-12: 4ª - Chievo-Napoli 1-0 (72' Moscardelli)

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Meno male che i Chievo-Napoli sono finiti per quest'anno. Alla lezione dello scorso anno fa seguito, con allenatore diverso, una punizione meno netta sul piano tattico rispetto allo scorso anno, alla fine giunta per un clamoroso errore individuale di un esordiente assoluto.

Dopo un primo tempo senza nessun tiro in porta in cui il Napoli appare in controllo del match, nella ripresa, forse troppo sicuro di aver già domato il Chievo, lascia troppo campo ad un timido avversario che, complice l'ingresso del sempre aggressivo Moscardelli, autentica bestia nera degli azzurri, trova sempre più coraggio col passare dei minuti.

Dopo un tiro di Hetemaj, è proprio Moscardelli, appena entrato, a suonare la carica e a scaldare da fuori i guantoni fino a quel momento immacolati di De Sanctis e in quel momento i veronesi prendono coraggio diventando sempre più aggressivi e sfruttando il non sufficiente tono fisico di alcuni azzurri: il Napoli perde colpi a centrocampo, dove Gargano e Dzemaili non ripetono la dinamica prestazione del primo tempo e se poi anche dalla linea degli attaccanti il contributo in fase difensiva è nullo (Pandev, Mascara) o scadente (Santana), diventa naturale che aumentata la pressione sui centrali, arrivino gi errori e le sbavature individuali.

Dopo un'altra insidia di Paloschi, arriva l'orrore di Fideleff e il conseguente gol di Moscardelli (ancora lui!!!), che poi sfiora il raddoppio con un tiro da fuori che De Sanctis respinge in angolo cn l'aiuto della traversa.

L'ingresso di Inler, Cavani e Hamsik, anzichè far crescere la qualità della manovra azzurra, sembra quasi portare meno nerbo e meno qualità: gli azzurri si trascinano in avanti quasi svuotati di energie e idee per cui il Chievo ha gioco facile a difendersi e ripartire.

Nemmeno un Fideleff centravanti crea difficoltà laddove nessuno degli azzurri mostra lucidità nella costruzione della manovra.

Alla fine la sconfitta appare tanto bruciante quanto meritata e (speriamo) salutare per il futuro: alla fine non lascia neanche troppi segni negativi in classifica considerando gli analoghi balbettii di Inter, Milan e Juve e la netta sconfitta del Cagliari fino a oggi capolista come il Napoli.

Diventa importante ora recuperare energie fisiche e mentali e magari anche un pizzico di umiltà e ferocia che stasera sono mancati: le abbuffate di campionato e Champions forse sono state troppo pesanti da smaltire in così pochi giorni...intanto sabato arriva una Fiorentina che si annuncia con un Jovetic e un Cerci in forma strepitosa.

***
De Sanctis: 6,5 - Nel primo tempo praticamente non tocca palla, nessuna conclusione in porta degli attaccanti (?) del Chievo, ma nella ripresa la musica cambia inaspettatamente. Certo non si aspetta un così clamoroso "tradimento" da parte di Fideleff in occasione del gol dove appare sorpreso. Si salva però sui tiri di Hetemaj e Moscardelli (2 volte).

Fernandez: 6 - Buon primo tempo in cui conferma la sicurezza del veterano, sempre perfettamente piazzato. Fatica nella ripresa per la maggiore pressione degli attaccanti del Chievo e per una preventivabile flessione fisica.

Fideleff: 5 - Mai un minuto in campo prima di oggi, nel primo tempo mostra grinta e sicurezza da veterano: aggressivo in marcatura, buona tecnica col piede sinistro, talora avanza un po' troppo rispetto alla linea dei centrali, ma i suoi movimenti alla fine risultano sempre efficaci e non mettono mai in difficoltà i compagni. Soltanto sul finire del primo tempo, perso un contrasto a centrocampo, Aronica deve andare a fare la diagonale per coprire il vuoto lasciato dall'argentino. Nella ripresa, complice probabilmente anche una flessione fisica e la foga del neoentrato Moscardelli, compie una clamorosa frittata che spiana la strada alla vittoria dei veronesi. Negli ultimi minuti opera da centravanti di peso, ma crea più confusione che altro.

Aronica: 6,5 - Guida la difesa con estrema disinvoltura, mai una distrazione, chiusure e diagonali puntuali quando necessario sia sul lato di Fernandez che su quello di Fideleff, spesso fa ripartire la manovra con lanci lunghi che però non giovano alla qualità della manovra azzurra. Nella ripresa non ha particolari colpe a fronte degli errori dei suoi compagni di reparto, anzi è l'unico a tenere la barra dritta fino alla fine.

Zuniga: 6 - In linea con le ultime prestazioni: tonico e sicuro, sia in difesa, sia nel lanciarsi in avanti in tandem con Santana nel primo tempo. Nella ripresa spinge molto, ma con molta meno lucidità anche se crea l'unico pericolo verso la porta del Chievo.

Dzemaili: 5 - Alterna buoni contrasti, recuperi di palla e incursioni sulla tre quarti a ingenuità con rifiniture approssimative e tiri sballati fuori ritmo. Nella ripresa, con l'ingresso di Inler e l'uscita di Maggio viene dirottato in un ruolo non suo, proprio nel ruolo di Maggio, ma, complice anche un evidente calo fisico alla distanza, offre un contributo sempre meno utile.

Gargano: 6 - Primo tempo da 8. Corre per due e talvolta anche per tre: copre ogni varco difensivo, spazzando in una situazione l'area di rigore da autentico centrale difensivo su una fulminante ripartenza del Chievo e prova a rilanciare l'azione con un minimo di ritmo. Evidentemente paga lo sforzo, che si cumula con quelli delle due partite precedenti, con una ripresa poco lucida nella quale lascia troppo scoperta la difesa azzurra e offre poca lucidità nel momento in cui c'è da tentare la rimonta. Peccato...

Maggio: 6 - Ordinaria amministrazione, non straripante come suo solito ma è anche alla sua quarta partita in undici giorni e quindi cerca di gestire le energie in un gara che lo avrebbe dovuto veder riposare. Diligente in fase difensiva. A dimostrazione della necessità del turnover, costretto ad uscire per un problema muscolare, lui che il turnover avrebbe dovuto fare proprio stasera (dal 58' Inler: 4 - Irriconoscibile! Totalmente fuori ritmo, lento, sceglie quasi sempre la soluzione peggiore, sbaglia tanti appoggi e rende ancora più scadente la manovra azzurra proprio quando sarebbe necessaria più qualità)

Mascara: 4,5 - Contributo quasi nullo: nell'unico spunto dove riesce ad entrare in area di rigore si tuffa manco fosse il miglior Cagnotto. Solo un passabile colpo di testa in tuffo nella ripresa un attimo prima di uscire, su cross di Cavani (dal 71' Hamsik: 4 - Vedi Inler)

Santana: 5 - Trova qualche buono spazio specie sul lato sinistro e mette anche una palla d'oro al centro che Cavani avrebbe girato in porta senza problemi, ma che Pandev, troppo schiacciato sui centrali avversari, non riesce ad agguantare. Appare però, come ad inizio campionato, ancora poco brillante nello spunto sul breve e nel dribbling (dal 58' Cavani: 4 - Stavolta è l'ombra dell'immenso cannoniere visto la scorsa settimana, ma certo il contesto non lo aiuta, costretto anche a lasciare la posizione di prima punta a Pandev)

Pandev: 4 - Se nel primo tempo avesse fatto il classico movimento di Cavani, facendo finta di attaccare l'area e poi rinculare per staccarsi dalla marcatura dei centrali avversari, avrebbe forse potuto trasformare in gol il pregevole assist di Santana. Purtroppo si fa sorprendere sulla linea dei centrali del Chievo davanti alla linea di passaggio e deve rincorrere invano il pallone che fugge via. Nel complesso appare ancora atleticamente poco scattante e anche poco tonico perdendo tutti i contrasti con i difensori avversari

All. Mazzarri: 5 - Quello che molti tra pubblico e critica non considerano (e che invece Mazzarri e Pondrelli sanno bene) è che la partita del Chievo giunge dopo tre partite ravvicinate durissime e prima di tre partire altrettanto ravvicinate e altrettanto dure, per cui dare riposo ai vari Campagnaro, Cannavaro, Inler, Hamsik, Lavezzi e Cavani diventa una scelta (quasi) obbligata, come obbligata è l'assenza di Dossena per l'improvviso lutto familiare. In questo contesto sarebbe facile sparargli addosso, ma sebbene il risultato sia indecoroso, è la prestazione complessiva della squadra a deludere, per giunta peggiorata (e non migliorata) dall'ingresso nella ripresa dei grossi calibri. Non mi convince la soluzione di Dzemaili sulla fascia al posto di Maggio (uscito guarda caso per un problema muscolare) in un ruolo che richiede molto dinamismo laddove lo svizzero entra in quel ruolo nella sua fase calante.

Arbitro D'Amato: 6.5 - Lascia giocare sui contrasti energici ma ferma il gioco duro, riesce a tenere in pugno la partita, ammonendo nei momenti giusti e valuta correttamente il "volo" di Mascara (che avrebbe anche potuto ammonire per simulazione).