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mercoledì 29 febbraio 2012
martedì 28 febbraio 2012
Premio "Decio Cavallo" 2012
Esclusivo!!! Clamoroso!!!
Dopo tre anni dalla prima edizione, torna a grande richiesta il Trofeo "Decio Cavallo"!
Per chi non ricordasse tutta la storia, l'autore di questo blog è il presidente dell'Associazione Culturale "Decio Cavallo" (detta anche ACDC, da cui il famoso gruppo rock si e' ispirato per il proprio nome!), fondata nel 1962 dal Cavaliere Ufficiale Antonio Trevi in persona, all'indomani del famoso film con Totò e Nino Taranto che immortalava l'episodio della vendita della Fontana di Trevi...un episodio che rivelava già allora l'italico eccezionale ingegno per gli "affari"!
Da allora l'Associazione "Decio Cavallo", anno dopo anno, promuove la conoscenza di tutte quelle iniziative che, specie a Napoli, testimoniano genialità affaristica e imprenditoriale.
Il Trofeo "Decio Cavallo" ha lo scopo di premiare una personalità del mondo degli affari napoletano che si è particolarmente messa in evidenza nel corso dell'ultimo anno.
Negli ultimi due anni, data la crisi economica, l'ACDC ha ritenuto opportuno evitare di assegnare il premio, ma quest'anno non ci siamo davvero potuti esimere, vista l'importanza e l'operato del candidato proposto.
Dopo la storica vittoria di Pierpaolo Marino nell'ormai lontano 2009, che ha anticipato la sua conclusione del rapporto di collaborazione col Napoli, è con immenso piacere che siamo lieti di comunicare, in anteprima assoluta, che il vincitore dell'edizione 2012 del Premio è Riccardo Bigon, Direttore Sportivo della Società Sportiva Calcio Napoli!
Il trofeo, lo ricordiamo, consiste in una pregevole riproduzione di un caciocavallo con sopra serigrafata l'immagine della Fontana di Trevi, avvolto in una altrettanto pregevole riproduzione della camiseta biancoceleste della nazionale argentina.
La consegna del prestigioso premio avverrà domenica prossima in occasione dell'incontro Parma-Napoli (visto che Parma e' terra di un altrettanto eccellente formaggio): il Direttore ricevera' riceverà direttamente dalle mani degli eredi del leggendario Cavaliere Ufficiale Antonio Trevi.
Le motivazioni del premio saranno riportate a lettere azzurre bordate di fischi in una pregiata pergamena che accompagnerà il trofeo e che vi proponiamo in anteprima esclusiva per voi lettori del blog:
"A Riccardo Bigon, per le pregevoli operazioni compiute in questi ultimi due anni riguardanti:
* Traduzione: "Perdindirindina! Davvero abbiamo speso tutti questi milioni? Se ne mettevamo un altro paio, potevamo davvero acquistare la Fontana di Trevi!".
Nell'occasione, grazie all'ospitalità del Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis, potremo vedere reicontrarsi, dopo tre anni, dal primo storico incontro, gli eredi del Cavalier Trevi con l'ormai centenario, ma ancora vispo e arzillo, Ragionier Girolamo Scamorza.
Come sapete tre anni fa, in occasione della prima edizione del trofeo, il Ragionier Scamorza, che oggi vive serenamente in una lussuosa villa nella Contea di Blue Heaven, nei dintorni di Los Angeles, rivelo' ai nostri microfoni che, dietro il mandato della famosa casa cinematografica americana di cui non poteva fare il nome, in realtà si celava nientemeno il padre dell'attuale Presidente del Napoli che già allora intratteneva importanti rapporti d'affari con i colossi del cinema americano!
Complimenti a Bigon per aver vinto l'ambito trofeo e gli auguriamo che presto possa bissare questa prestigiosissima vittoria.
A questo punto mi sembra giusto lasciarvi rivedere la ricostruzione di quello straordinario affare che fu la vendita della Fontana di Trevi: potrete notare come, anticipando di quasi cinquant'anni l'odierna politica del Napoli sui diritti di immagine, il leggendario Decio Cavallo, una volta acquistata la Fontana, ne gestiva con attenzione e fermezza i diritti di immagine e di riproduzione!
Dopo tre anni dalla prima edizione, torna a grande richiesta il Trofeo "Decio Cavallo"!
Per chi non ricordasse tutta la storia, l'autore di questo blog è il presidente dell'Associazione Culturale "Decio Cavallo" (detta anche ACDC, da cui il famoso gruppo rock si e' ispirato per il proprio nome!), fondata nel 1962 dal Cavaliere Ufficiale Antonio Trevi in persona, all'indomani del famoso film con Totò e Nino Taranto che immortalava l'episodio della vendita della Fontana di Trevi...un episodio che rivelava già allora l'italico eccezionale ingegno per gli "affari"!
Da allora l'Associazione "Decio Cavallo", anno dopo anno, promuove la conoscenza di tutte quelle iniziative che, specie a Napoli, testimoniano genialità affaristica e imprenditoriale.
Il Trofeo "Decio Cavallo" ha lo scopo di premiare una personalità del mondo degli affari napoletano che si è particolarmente messa in evidenza nel corso dell'ultimo anno.
Negli ultimi due anni, data la crisi economica, l'ACDC ha ritenuto opportuno evitare di assegnare il premio, ma quest'anno non ci siamo davvero potuti esimere, vista l'importanza e l'operato del candidato proposto.
Dopo la storica vittoria di Pierpaolo Marino nell'ormai lontano 2009, che ha anticipato la sua conclusione del rapporto di collaborazione col Napoli, è con immenso piacere che siamo lieti di comunicare, in anteprima assoluta, che il vincitore dell'edizione 2012 del Premio è Riccardo Bigon, Direttore Sportivo della Società Sportiva Calcio Napoli!
Il trofeo, lo ricordiamo, consiste in una pregevole riproduzione di un caciocavallo con sopra serigrafata l'immagine della Fontana di Trevi, avvolto in una altrettanto pregevole riproduzione della camiseta biancoceleste della nazionale argentina.
La consegna del prestigioso premio avverrà domenica prossima in occasione dell'incontro Parma-Napoli (visto che Parma e' terra di un altrettanto eccellente formaggio): il Direttore ricevera' riceverà direttamente dalle mani degli eredi del leggendario Cavaliere Ufficiale Antonio Trevi.
Le motivazioni del premio saranno riportate a lettere azzurre bordate di fischi in una pregiata pergamena che accompagnerà il trofeo e che vi proponiamo in anteprima esclusiva per voi lettori del blog:
"A Riccardo Bigon, per le pregevoli operazioni compiute in questi ultimi due anni riguardanti:
- Chavez
- Fideleff
- Victor Ruiz
- Mascara
- Dumitru
- Santana
- Donadel
- Denis
* Traduzione: "Perdindirindina! Davvero abbiamo speso tutti questi milioni? Se ne mettevamo un altro paio, potevamo davvero acquistare la Fontana di Trevi!".
Nell'occasione, grazie all'ospitalità del Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis, potremo vedere reicontrarsi, dopo tre anni, dal primo storico incontro, gli eredi del Cavalier Trevi con l'ormai centenario, ma ancora vispo e arzillo, Ragionier Girolamo Scamorza.
Come sapete tre anni fa, in occasione della prima edizione del trofeo, il Ragionier Scamorza, che oggi vive serenamente in una lussuosa villa nella Contea di Blue Heaven, nei dintorni di Los Angeles, rivelo' ai nostri microfoni che, dietro il mandato della famosa casa cinematografica americana di cui non poteva fare il nome, in realtà si celava nientemeno il padre dell'attuale Presidente del Napoli che già allora intratteneva importanti rapporti d'affari con i colossi del cinema americano!
Complimenti a Bigon per aver vinto l'ambito trofeo e gli auguriamo che presto possa bissare questa prestigiosissima vittoria.
A questo punto mi sembra giusto lasciarvi rivedere la ricostruzione di quello straordinario affare che fu la vendita della Fontana di Trevi: potrete notare come, anticipando di quasi cinquant'anni l'odierna politica del Napoli sui diritti di immagine, il leggendario Decio Cavallo, una volta acquistata la Fontana, ne gestiva con attenzione e fermezza i diritti di immagine e di riproduzione!
Vinicio, 80 anni!
Un napoletano nato per caso in Brasile: ecco 'o Lione, Luis Vinicio, giocatore e allenatore del Napoli e infine cittadino di Napoli, amatissimo dai tifosi piu' anziani.
I tifosi della mia eta' non hanno avuto modo ne' di poterlo veder giocare, ai tempi in cui il Napoli si esibiva allo stadio del Vomero, ne' da allenatore, quando, a meta' degli anni '70 porto' la zona in Italia, con una autentica rivoluzione tattica e culturale, facendo sfiorare lo scudetto al Napoli nella primavera del 1975.
Come non innamorarsi di uno che, al suo esordio in campionato, nel lontanissimo 1955, si presenta con un gol al Torino, in casa, dopo circa 40 secondi di gioco?
Ecco cosa viene ricordato quell'esordio del 1955 da Napolissimo.net: "Quest'anno arriva un ventitreenne brasiliano dal fisico nordico: Luis Vinicius de Menezes, alias Vinicio che si presenta così ai napoletani: prima partita di campionato, Napoli-Torino, dopo solo 40 secondi di gioco, Vinicio passa ad Amadei che da indietro a Castelli, lancio verticale per Vinicio che "brucia" sullo scatto Grosso e Bearzot ed infila con un bolide sotto la traversa di Rigamonti. Le circostanze e le modalità dell'acquisto sono da ricordare: il Comandante Lauro, all'epoca Sindaco di Napoli, stipulò un contratto con l'imprenditore romano Vaselli (Società Sportiva Lazio) per il riassetto della Piazza del Municipio. In una notte vennero divelti tutti i lecci della piazza e ridisegnata totalmente la viabilità dell'area. Dalle pieghe del contratto uscirono i soldi per l'acquisto di Vinicio, già opzionato al Botafogo dalla Lazio insieme a Dino De Costa. La Lazio si tenne De Costa e lasciò Vinicio al Napoli (meglio così). Ma il duo Jeppson - Vinicio (definito "duo atomico") non riuscì a produrre gran ché sia per lo scarso contributo dello svedese, che per le diatribe interne alla squadra.; risultato: 14° posto con 32 punti e salvezza raggiunta sul filo di lana. I goleador furono Vinicio con 16 gol, Vitali con 9 e Jeppson con 8. "
Ed ecco invece come Napolissimo.net ricorda i due straordinari campionati di Vinicio come allenatore del Napoli nei quali fu introdotta la zona: 1973-74 e 1974-75.
Un centravanti che comunque entra subito nel cuore dei napoletani per non uscirne piu', tanto che le sue gesta sono ancora oggi ricordate da chi, come me, non lo ha mai visto giocare, ma sa che, per la storia del Napoli, Vinicio e' un monumento.
Chi volesse conoscere le tappe fondamentali della sua carriera di giocatore e allenatore, puo' leggere la pagina di Wikipedia a lui dedicata.
Un abbraccio, Lione!!!
I tifosi della mia eta' non hanno avuto modo ne' di poterlo veder giocare, ai tempi in cui il Napoli si esibiva allo stadio del Vomero, ne' da allenatore, quando, a meta' degli anni '70 porto' la zona in Italia, con una autentica rivoluzione tattica e culturale, facendo sfiorare lo scudetto al Napoli nella primavera del 1975.
Come non innamorarsi di uno che, al suo esordio in campionato, nel lontanissimo 1955, si presenta con un gol al Torino, in casa, dopo circa 40 secondi di gioco?
Ecco cosa viene ricordato quell'esordio del 1955 da Napolissimo.net: "Quest'anno arriva un ventitreenne brasiliano dal fisico nordico: Luis Vinicius de Menezes, alias Vinicio che si presenta così ai napoletani: prima partita di campionato, Napoli-Torino, dopo solo 40 secondi di gioco, Vinicio passa ad Amadei che da indietro a Castelli, lancio verticale per Vinicio che "brucia" sullo scatto Grosso e Bearzot ed infila con un bolide sotto la traversa di Rigamonti. Le circostanze e le modalità dell'acquisto sono da ricordare: il Comandante Lauro, all'epoca Sindaco di Napoli, stipulò un contratto con l'imprenditore romano Vaselli (Società Sportiva Lazio) per il riassetto della Piazza del Municipio. In una notte vennero divelti tutti i lecci della piazza e ridisegnata totalmente la viabilità dell'area. Dalle pieghe del contratto uscirono i soldi per l'acquisto di Vinicio, già opzionato al Botafogo dalla Lazio insieme a Dino De Costa. La Lazio si tenne De Costa e lasciò Vinicio al Napoli (meglio così). Ma il duo Jeppson - Vinicio (definito "duo atomico") non riuscì a produrre gran ché sia per lo scarso contributo dello svedese, che per le diatribe interne alla squadra.; risultato: 14° posto con 32 punti e salvezza raggiunta sul filo di lana. I goleador furono Vinicio con 16 gol, Vitali con 9 e Jeppson con 8. "
Ed ecco invece come Napolissimo.net ricorda i due straordinari campionati di Vinicio come allenatore del Napoli nei quali fu introdotta la zona: 1973-74 e 1974-75.
Un centravanti che comunque entra subito nel cuore dei napoletani per non uscirne piu', tanto che le sue gesta sono ancora oggi ricordate da chi, come me, non lo ha mai visto giocare, ma sa che, per la storia del Napoli, Vinicio e' un monumento.
Chi volesse conoscere le tappe fondamentali della sua carriera di giocatore e allenatore, puo' leggere la pagina di Wikipedia a lui dedicata.
Un abbraccio, Lione!!!
domenica 26 febbraio 2012
Il "giornalismo straccione" de "Il Tempo"
Fabrizia Argentieri: ecco un altro degli innumerevoli esempi di "giornalismo straccione" che siamo "costretti" a leggere ogni giorno su giornali pagati (in gran parte) con le nostre tasse, attraverso quel meccanismo dei finanziamenti pubblici agli organi di stampa che servono per leggere (purtroppo) soprattutto questo.
Da che pulpito, verrebbe da dire! Quanti luoghi comuni potremmo tirar fuori su Roma, molti dei quali identici a quelli "sfoggiati" su Napoli da questa "stracciona" del giornalismo italiano.
E pensare che nei paesi anglosassoni un blogger come me sarebbe considerato un giornalista a tutti gli effetti!
Ma qui siamo in Italia, per cui uno con una tessera e l'appartenenza ad un ordine puo' scrivere queste (e altre) oscenita', mentre chi, come me, pur essendo tifoso, cerca di condividere la realta' con i propri lettori con spirito davvero "giornalistico" e onesta' intellettuale, si vede costretto a leggere scempi del genere ogni giorno.
A proposito! Argentieri! ...Quante "omonimie" anche nel mondo del giornalismo...Argentieri, ad esempio, mi ricorda il cognome di un altro giornalista sportivo di lungo corso, scomparso prematuramente in tragiche circostanze alcuni anni fa: purtroppo non sono riuscito a trovare notizie biografiche sull'autrice di questo "capolavoro" del giornalismo, per cui non posso essere certo che sia cosi'...certo pero' quel cognome e' una bella "coincidenza"...
***
Aggiornamento: pubblichiamo qui sotto anche la replica de "Il Tempo" alle polemiche suscitate dall'articolo di Fabrizia Argentieri.
Ci lasciano pero' molto perplessi due dettagli: il primo e' che la replica viene firmata da Giuseppe Sanzotta...perche'? Che fine ha fatto la Argentieri? E' stata esautorata? Licenziata? O si e' cercato di evitarle una ulteriore gogna mediatica? Non era capace lei stessa di scrivere una replica decente alle scempiaggini scritte nel suo articolo? Il secondo dettaglio, piu' inquietante del primo, riguarda il presunto equivoco, il fraintendimento di chi ha letto l'articolo. Inquietante davvero, considerando che: A) se sei un giornalista si presume che tu abbia delle consolidate capacita' di espressione e condivisione con il tuo pubblico dei concetti che intendi esprimere; B) tutte le basilari regole della comunicazione stabiliscono che della chiarezza della comunicazione e' responsabile il mittente della comunicazione stessa e non il destinatario, quindi e' responsabilita' della Argentieri il non essere stata in grado di esprimere con le parole giuste il proprio pensiero e non dei napoletani di averlo equivocato.
Ci lasciano pero' molto perplessi due dettagli: il primo e' che la replica viene firmata da Giuseppe Sanzotta...perche'? Che fine ha fatto la Argentieri? E' stata esautorata? Licenziata? O si e' cercato di evitarle una ulteriore gogna mediatica? Non era capace lei stessa di scrivere una replica decente alle scempiaggini scritte nel suo articolo? Il secondo dettaglio, piu' inquietante del primo, riguarda il presunto equivoco, il fraintendimento di chi ha letto l'articolo. Inquietante davvero, considerando che: A) se sei un giornalista si presume che tu abbia delle consolidate capacita' di espressione e condivisione con il tuo pubblico dei concetti che intendi esprimere; B) tutte le basilari regole della comunicazione stabiliscono che della chiarezza della comunicazione e' responsabile il mittente della comunicazione stessa e non il destinatario, quindi e' responsabilita' della Argentieri il non essere stata in grado di esprimere con le parole giuste il proprio pensiero e non dei napoletani di averlo equivocato.
Serie A 2011-12: 25ª - Napoli - Inter 1-0 (59' Lavezzi)
Se solo guardiamo il conto dei corner (l'Inter non ne ha battuto neanche uno!) e quello delle occasioni da gol, appare quasi incomprensibile come sia stato possibile aver vinto "solo" 1 a 0. Se poi vediamo la qualità del gioco e del possesso palla, il mistero si infittisce: il Napoli ha costantemente il pallino del gioco e l'Inter appare davvero in rotta, sul piano fisico, tattico e morale.
Eppure gli ultimi 15 minuti l'incontro si trasformano quasi in uno psicodramma nel quale gli azzurri si complicano la vita, con l'espulsione di Aronica, il fallo da rigore di Zuniga su Pazzini non visto da Bergonzi e la colossale occasione che lo stesso Pazzini, pescato libero davanti a De Sanctis da un cross dalla sinistra di Nagatomo, mette a lato di un niente.
Il pareggio sarebbe stato un risultato ingiusto, ma quando ci sono statistiche di breve (sconfitte consecutive a iosa e gol che mancano dalla partita col Palermo) e lungo periodo (l'Inter non vince mai contro il Napoli di De Laurentis e Ranieri non batte mai Mazzarri) così nette, ci vuole poco a realizzare un risultato che vada contro ogni logica.
La logica direbbe 3 a 0 per il Napoli, minimo, per la mole di gioco e occasioni che gli azzurri costruiscono e per la superiorità quasi imbarazzante mostrata in lunghe fasi della partita, ma alla fine si riesce a portare a casa una vittoria striminzita.
Nel primo tempo Julio Cesar viene impegnato in svariate occasioni con deviazioni in angolo e parate (Inler al 4', Lavezzi al 17', Dzemaili, spettacolare, al 25') e quando non ci arriva il portiere nerazzurro, ci pensano i difensori (due anticipi provvidenziali su incursioni in area di Dzemaili al 7' e al 14'). In più il colpo anche stavolta di spalla appena alto di Cavani. Eppure anche il finale di primo tempo sembra l'anticipazione di ciò che vedremo nella ripresa: punizione di Snejder al 43' e palla che sfiora l'incrocio dei pali.
Da una goleada azzurra si rischia di finire il primo tempo addirittura in svantaggio!
Nella ripresa Ranieri butta dentro Cordoba e Pazzini per Forlan e Snejder, avanza sulla linea mediana i terzini Nagatomo e Faraoni e passa da un 4-3-2-1 ad un 3-5-2 per tentare di tamponare sugli esterni e ritrovare equilibrio a centrocampo.
L'equilibrio però dura poco: il Napoli decifra i cambiamenti tattici e diventa di nuovo pericoloso ritrendosi e ripartendo e alla prima occasione passa. Dzemaili ruba palla a Milito sulla tre quarti azzurra, supera la metà campo, triangola con Cavani, supera Lucio, sconcerta Stankovic con una finta, pesca il Pocho sulla sua sinistra e l'argentino, da limite, di prima, fa partire un tiro a giro che inganna Julio Cesar e si infila nell'angolino basso alla sua sinistra.
Anche dopo il gol gli azzurri continuano a creare occasioni, ma appena si avvicina la fine della partita, iniziano i primi allarmi in difesa: Pazzini (72') anticipa Aronica e la mette di poco alto.
Tra il 78' e il 79' doppia svolta: gol annullato a Campagnaro per giusto fuorigioco e, subito dopo, leggerezza di Inler che spara un passaggio orizzontale sui piedi di Aronica che perde il contatto con la palla e, bruciato da Faraoni, deve atterrarlo per evitargli di presentarsi solo davanti a De Sanctis. Espulsione!
Mazzarri è costretto a privarsi del Pocho per mettere Britos e riequilibrare la difesa, ma a quel punto l'Inter ritrova fiducia e nel finale gli azzurri rischiano più volte di capitolare inaspettatamente: Pazzini fa rischiare l'infarto ai tifosi azzurri (88') mettendo a lato solo davanti a De Sanctis su cross laterale di Nagatomo, Zuniga atterra Pazzini (91') non visto da Bergonzi e infine Faraoni (92') tira a lato da fuori, su palla respinta affannosamente dalla difesa azzurra.
Finalmente la partita finisce e il fantasma della beffa immeritata svanisce consegnando agli azzurri un mese di febbraio iniziato malissimo e finito in trionfo.
E domenica prossima si gioca col Parma, a ora di pranzo, per iniziare un nuovo mese quasi decisivo per la stagione azzurra, nel quale si determineranno i destini europei di quest'anno, attraverso la Champions (il 14) e del prossimo, attraverso la Coppa Italia (il 21).
***
Campagnaro: 6 - Nonostante la vistosa fasciatura, ereditata dal martedì di Champions, appare concentrato e attento, sia in difesa che in fase di spinta. Qualche imbarazzo in più nella ripresa dove una paio di volte Pazzini rischia di beffare De Sanctis
Cannavaro: 6 - Sempre attento, innervosisce Milito tanto da costringerlo all'ammonizione a fine primo tempo. Qualche patema in più nella ripresa dove un paio di rischi di troppo mandano quasi in fumo una vittoria meritatissima
Aronica: 5,5 - Dopo aver fermato un cliente come Drogba, i clienti di questa sera sono ben poca cosa per l'Aronica di questi tempi. Paga però un attimo di deconcentrazione con un errore che gli costa una purtroppo meritata espulsione, complicando a dismisura il finale di partita
Maggio: 6 - Spinge e surclassa Nagatomo, costretto a fermarlo con le cattive. Non trova il tempo per concludere a rete in un paio di situazioni. Lascia troppo spazio a Nagatomo a fne partita e da un cross del giapponese per poco Pazzini non beffa De Sanctis
Gargano: 6,5 - Molto disciplinato e coordinato tatticamente con Inler al quale lascia spesso la cabina di regia pur non disdegnando qualche piacevole apertura verso Maggio. Nella ripresa, oltre al consueto lavoro di copertura, tenta n paio di incursioni nell'area avversaria
Inler: 6,5 - Sempre più inserito nel tessuto tattico del centrocampo azzurro, sia in fase difensiva che nella fase di costruzione del gioco, anche se non riesce a dare quei cambi di velocità nello smistamento di palla per il quale è tanto prezioso Hamsik. Ma la qualità cresce e gli equilibri di centrocampo ne beneficiano a dismisura. Mezzo voto in meno per il passaggio ad Aronica che mette in crisi il palermitano e lo costringe al fallo da espulsione
Zuniga: 6 - Bene in difesa, ma nel primo tempo appare di nuovo lento e involuto in avanti dove non riesce mai a trovare uno spunto veloce o un'idea che renda fluido il gioco. Meglio nella ripresa quando finalmente riesce a mettere qualche buon cross in mezzo e tenere palla nei momenti in cui la squadra a bisogno di rifiatare. Graziato nel finale da Bergonzi che non vede un calcione del colombiano per anticipare Pazzini che avrebbe meritato il rigore. Che rischio!
Dzemaili: 7,5 - Un bellissimo tiro da fuori all'incrocio, sventato in angolo da Julio Cesar con eccezionale colpo di reni, tanto dinamismo sulla tre quarti, un paio di inserimenti "alla Hamsik" senza palla in area avversaria nel primo tempo, anticipato dai difensori nerazzurri. Nella ripresa trova anche colpi di qualità, onnipresente in ogni zona del campo a difendere ed attaccare e l'azione del gol della vittoria ne è la piena dimostrazione: palla rubata a Milito sulla sua trequarti, scambio con Cavani, percussione, salta Lucio e Stankovic, assist al Pocho per il gol vincente. Bellissimo! In più tiro parato da Julio Cesar e colpo di testa di poco alto (dall'89' Dossena: SV - Entra per far rifiatare la squadra e tenere palla)
Lavezzi: 7,5 - Tanti bei cross, su due dei quali per poco non pesca Dzemaili. Si produce anche in un bel tiro da fuori respinto in angolo da Julio Cesar e tantissimo impegno per portarsi sulle spalle il gioco offensivo degli azzurri. Il trionfo nella ripresa col gol vincente, un tiro di prima a giro, in controtempo, che beffa Julio Cesar e si infila nell'angolino basso alla sua sinistra: un altro gol bellissimo (dall' 82' Britos: 6,5 - Entra in un momento di difficoltà e cerca di gestire con tranquillità e sapienza il pallone)
Cavani: 6 - Solo una volta può davvero mettere in crisi la difesa nerazzurra ma per ubriacare Nagatomo ne resta ubriacato lui stesso e l'occasione sfuma. Anche stasera sfiora il gol "di spalla" su punizione del Pocho, mettendola alta di poco. Nella ripresa manca sempre un dettaglio, un'inezia per trovare il gol, ma crea sempre il panico nella stanca difesa nerazzurra...forse un po' troppo egoista
All. Mazzarri: 6,5 - L'assenza di Hamsik è pesante ai fini della fluidità, della velocità e della qualità del gioco azzurro. Assetto tattico molto quadrato ed equilibrato, a fine primo tempo sembra mancare più qualità sulla fascia sinistra, dove stenta Zuniga e sulla tre quarti, dove a volte manca la velocità e l'imprevedibilità della giocata offensiva. L'espulsione di Aronica complica maledettamente i piani tattici per il finale di partita, costringendolo a togliere il Pocho che avrebbe potuto chiudere il match con qualche ripartenza delle sue
Arbitro Bergonzi: 5 - A volte dà la sensazione di non voler apparire troppo "amico" del Napoli nei suoi fischi, tanto che grazia per ben due volte Samuel (su Dzemaili e su Lavezzi) evitando due occasioni da gol quasi sicure. Alla fine è di nuovo "amico" del Napoli non vedendo un fallo di Zuniga su Pazzini a fine partita. Giusta la valutazione del fuorigioco sul gol annullato a Campagnaro.
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