Ci sto pensando molto in questi giorni...questo sarà il mio post più criptico e misterioso che abbia mai scritto... voglio scrivere e non scrivere...mi potete capire, no? Vista la situazione...
Dico solo che nelle prossime tre giornate, ci sarà una sequenza di trasferte che mi ricorda vagamente una particolare fase di un campionato di tanti anni fa molto importante per i nostri colori...
...anche allora ci fu un primo "snodo" all'Olimpico contro la ancora grande Roma che aveva dominato con la Juve la prima metà degli anni '80... quella fu una giornata importante, preludio di giornate ancora più intense ed emozionanti...
...avete capito di che periodo sto parlando? Ricordate cosa accadde? Lì all'Olimpico e poi...beh...basta così... se volete provare a indovinare, lasciatemi pure i vostri commenti e vediamo se qualcuno ha capito...
Comunque sia speriamo nei nostri ragazzi e ringraziamoli già da ora per le straordinarie emozioni che ci stanno regalando quest'anno...e di sicuro, tifosi o non tifosi, va detto che questi ragazzi non sono lassù per caso, ma stanno raccogliendo i frutti di un lavoro durissimo e serio... ecco perchè, anche se col timore sempre in agguato che il sogno possa finire, mantengo anche una salda fiducia nei ragazzi, perchè sono sicuro che quello che stanno facendo se lo sono guadagnato col sudore e la fatica, giorno per giorno, allenamento dopo allenamento, per sfidare e superare i loro limiti...
Grazie ragazzi: per sabato vi chiedo solo di difendere l'onore della nostra maglietta...al di là del risultato, mai come stavolta! Forza ragazzi!
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mercoledì 9 febbraio 2011
martedì 8 febbraio 2011
Prato del San Paolo: che succede?
Da qualche settimana i tifosi azzurri più attenti avranno notato, sia dal vivo, sia attraverso la TV, un progressivo e per certi inaspettato deterioramento della qualità del prato del San Paolo.
Inaspettato, visto il lavoro di integrale rifacimento completato dalla ditta Marrone la scorsa estate dopo che per vent'anni, dai tempi del mondiale di Italia '90, il prato veniva risistemato di anno in anno alla men peggio.
Su questo blog abbiamo dedicato un post a quei lavori e i risultati, fino a dicembre, si sono visti in termini di qualità e tenuta del terreno di gioco.
Ma nelle ultime settimane la situazione è peggiorata e sin dalla partita di coppa Italia con l'Inter abbiamo segnalato la qualità non ottimale del terreno.
La scorsa settimana, durante un'intervista a Radio Marte, rispondendo ad un ascoltatore, il nostro grande portiere, Morgan De Sanctis ha spiegato come mai ultimamente gli azzurri hanno rotto una consuetudine accompagnata da un misto di fede e scaramanzia, ossia, quansdo gli azzurri vincono il sorteggio per il campo, iniziare il match attaccando verso la curva A e poi, nel secondo tempo, attaccare sotto la curva B.
Morgan ha spiegato che non conosceva questo rito e che, avendo notato un maggior deterioramento nella metà campo che va verso la curva A, ha deciso di scegliere di giocare prima sul lato più "difficile" del prato del San Paolo (quindi attaccando dalla curva A alla curva B) e poi tenersi il lato migliore del terreno (sotto la curva B) per la ripresa.
Anche Mazzarri domenica si è lamentato della qualità del terreno di gioco e a questo punto la società si è messa in contatto con la ditta Marrone, la quale:
Inaspettato, visto il lavoro di integrale rifacimento completato dalla ditta Marrone la scorsa estate dopo che per vent'anni, dai tempi del mondiale di Italia '90, il prato veniva risistemato di anno in anno alla men peggio.
Su questo blog abbiamo dedicato un post a quei lavori e i risultati, fino a dicembre, si sono visti in termini di qualità e tenuta del terreno di gioco.
Ma nelle ultime settimane la situazione è peggiorata e sin dalla partita di coppa Italia con l'Inter abbiamo segnalato la qualità non ottimale del terreno.
La scorsa settimana, durante un'intervista a Radio Marte, rispondendo ad un ascoltatore, il nostro grande portiere, Morgan De Sanctis ha spiegato come mai ultimamente gli azzurri hanno rotto una consuetudine accompagnata da un misto di fede e scaramanzia, ossia, quansdo gli azzurri vincono il sorteggio per il campo, iniziare il match attaccando verso la curva A e poi, nel secondo tempo, attaccare sotto la curva B.
Morgan ha spiegato che non conosceva questo rito e che, avendo notato un maggior deterioramento nella metà campo che va verso la curva A, ha deciso di scegliere di giocare prima sul lato più "difficile" del prato del San Paolo (quindi attaccando dalla curva A alla curva B) e poi tenersi il lato migliore del terreno (sotto la curva B) per la ripresa.
Anche Mazzarri domenica si è lamentato della qualità del terreno di gioco e a questo punto la società si è messa in contatto con la ditta Marrone, la quale:
- ha spiegato che il deterioramento della qualità del terreno di gioco si nota effettivamente nella metà campo che va verso la curva A
- il motivo è che da settembre a marzo quella zona del campo rimane perennemente in ombra
- rimanendo in ombra, con le piogge abbondanti, l'umidità forte e le basse temperature il prato rimane sempre umido e l'erba non può crescere regolarmente
- l'unica soluzione, in attesa del ritorno della primavera, è la rizollatura del terreno di gioco, almeno nella parte più deteriorata
E infatti la ditta ha confermato che:
- il terreno di gioco sarà rizollato in questi giorni per un totale di circa 400 metri quadri, nella metà campo che va dal centrocampo all'area di rigore sotto la curva A
- per la prossima partita casalinga, ossia partita di andata col Villareal, si prevede che il terreno offrirà un livello di efficienza pari a circa il 90%, quindi garantendo un livello di qualità dell'erba e di drenaggio quasi ottimali.
Aggiungo che la rizollatura dovrebbe essere agevolata dal fatto che almeno per i prossimi 4-5 giorni non si prevedono piogge per cui l'erba, sebbene in condizioni non ottimali, vista la stagione, dovrebbe poter assestarsi sul terreno di gioco senza particolari difficoltà.
Speriamo dunque di poter godere di un terreno all'altezza della sfida europea...lo spero...almeno per il piede "difficile" di Gargano, in questo periodo non perfettamente a punto...
domenica 6 febbraio 2011
Dentro i secondi !!!
L'immagine che maggiormente rappresenta a mio avviso il momento azzurro è quella del 91'.
Una squadra certamente non brillante, in leggera difficoltà di fronte ad una maggiore freschezza fisica del Cesena, riesce con la tenacia del Madator a tenere una palla sulla tre quarti offensiva e poi, forse per la prima volta in modo così evidente in questa stagione, entra in gioco la panchina azzurra: Mascara va in sovrapposizione al Matador sul lato destro, riceve palla, la mette in mezzo con un cross basso e radente e Sosa, il Principito misterioso (messo in croce da un comico napoletano con una impietosa storpiatura del suo soprannome) arriva all'impatto col pallone e trova il gol dopo un minuto dal suo ingresso in campo.
Dentro i secondi...e Napoli sempre più secondo, allungando sulla Lazio e accorciando sul Milan.
Una partita, quella di oggi, che nasce sotto i migliori auspici: il primo gol è un capolavoro di tecnica e velocità. Quattro passaggi per arrivare dalla propria tre quarti alla porta avversaria: Cribari recupera palla in difesa, imbecca subito Hamsik che porta palla veloce come solo lui sa fare e la scarica con tempismo perfetto in area di rigore avversaria dove Maggio in sovrapposizione la mette in mezzo per Cavani...GOL!
1 a 0, palla al centro e partita che sembra poter riproporre il copione di Napoli Sampdoria.
Ma gli azzurri non hanno nè la brillantezza fisica, nè la rabbia agonistica di domenica scorsa. Mazzarri introduce un massiccio turnover in difesa proponendo quella che in prospettiva sarà la difesa di riserva del Napoli di fine stagione (Santacroce per Campagnaro, Cribari per Cannavaro e Aronica per Victor Ruiz) e la difesa, anche grazie alla propensione al sacrificio dei vari Yebda, Maggio e Zuniga, viene abbastanza ben protetta e non corre alcun vero pericolo.
In mezzo Gargano alterna un buon pressing fin sulla linea dei difensori avversari a irritanti (per il pubblico del San Paolo) errori in fase di appoggio, mentre Yebda si mostra sicuro, sempre pronto a farsi dare palla come un regista, a impostare e cambiare fronte del gioco, mostrando qualche imbarazzo soltanto quando la manovra azzurra non trova sbocchi offensivi e lui si trova costretto a gestire palla sulla tre quarti senza aver la fantasia del grande suggeritore di gioco (ma da lui non si può pretendere anche questo).
In avanti Maggio si propone con continuità e ritmo impressionanti e (quasi) lo stesso fa Zuniga sul lato mancino.
Gli azzurri però non trovano molti varchi, più per propri limiti fisici e di continuità agonistica che per una vera capacità tattica dei bianconeri che in difesa, appena gli azzurri, raramente, alzano il ritmo delle giocate sembrano andare in barca.
Molto meglio, il Cesena, nel costruire il gioco con Jimenez e Giaccherini che, con la loro velocità, creano qualche piccolo imbarazzo nella difesa azzurra che però, come detto, non corre autentici pericoli.
Vittoria comunque meritata per gli azzurri che, non dimentichiamolo, avrebbero anche segnato un terzo gol, quello di Maggio, non visto dalla terna arbitrale e che avrebbe reso il punteggio ancora più netto.
Dunque un Napoli brillante in alcuni uomini (Cribari, Aronica, Yebda, Zuniga, Maggio e Mascara) e appannato in altri (su tutti Gargano, Lavezzi, Hamsik e, in parte, lo stesso Cavani), che avrebbe voluto una settimana per recuperare energie e preparare al meglio il big match di sabato all'Olimpico con la Roma.
Purtroppo ci sarà l'ennesima inutile kermesse infrasettimanale delle nazionali, con i soliti lunghi viaggi che sottrarranno ulteriori preziose energie. Speriamo che Mazzarri riesca a sfruttare al meglio i pochi momenti disponibili per preparare al meglio questa fase decisiva della stagione.
Intanto tra stasera e domenica prossima avremo Inter-Roma, Roma-Napoli e Inter-Juventus, un mini-torneo per disegnare gli equilibri dell'altissima classifica e leggere le tendenze del campionato per le settimane a venire.
Una squadra certamente non brillante, in leggera difficoltà di fronte ad una maggiore freschezza fisica del Cesena, riesce con la tenacia del Madator a tenere una palla sulla tre quarti offensiva e poi, forse per la prima volta in modo così evidente in questa stagione, entra in gioco la panchina azzurra: Mascara va in sovrapposizione al Matador sul lato destro, riceve palla, la mette in mezzo con un cross basso e radente e Sosa, il Principito misterioso (messo in croce da un comico napoletano con una impietosa storpiatura del suo soprannome) arriva all'impatto col pallone e trova il gol dopo un minuto dal suo ingresso in campo.
Dentro i secondi...e Napoli sempre più secondo, allungando sulla Lazio e accorciando sul Milan.
Una partita, quella di oggi, che nasce sotto i migliori auspici: il primo gol è un capolavoro di tecnica e velocità. Quattro passaggi per arrivare dalla propria tre quarti alla porta avversaria: Cribari recupera palla in difesa, imbecca subito Hamsik che porta palla veloce come solo lui sa fare e la scarica con tempismo perfetto in area di rigore avversaria dove Maggio in sovrapposizione la mette in mezzo per Cavani...GOL!
1 a 0, palla al centro e partita che sembra poter riproporre il copione di Napoli Sampdoria.
Ma gli azzurri non hanno nè la brillantezza fisica, nè la rabbia agonistica di domenica scorsa. Mazzarri introduce un massiccio turnover in difesa proponendo quella che in prospettiva sarà la difesa di riserva del Napoli di fine stagione (Santacroce per Campagnaro, Cribari per Cannavaro e Aronica per Victor Ruiz) e la difesa, anche grazie alla propensione al sacrificio dei vari Yebda, Maggio e Zuniga, viene abbastanza ben protetta e non corre alcun vero pericolo.
In mezzo Gargano alterna un buon pressing fin sulla linea dei difensori avversari a irritanti (per il pubblico del San Paolo) errori in fase di appoggio, mentre Yebda si mostra sicuro, sempre pronto a farsi dare palla come un regista, a impostare e cambiare fronte del gioco, mostrando qualche imbarazzo soltanto quando la manovra azzurra non trova sbocchi offensivi e lui si trova costretto a gestire palla sulla tre quarti senza aver la fantasia del grande suggeritore di gioco (ma da lui non si può pretendere anche questo).
In avanti Maggio si propone con continuità e ritmo impressionanti e (quasi) lo stesso fa Zuniga sul lato mancino.
Gli azzurri però non trovano molti varchi, più per propri limiti fisici e di continuità agonistica che per una vera capacità tattica dei bianconeri che in difesa, appena gli azzurri, raramente, alzano il ritmo delle giocate sembrano andare in barca.
Molto meglio, il Cesena, nel costruire il gioco con Jimenez e Giaccherini che, con la loro velocità, creano qualche piccolo imbarazzo nella difesa azzurra che però, come detto, non corre autentici pericoli.
Vittoria comunque meritata per gli azzurri che, non dimentichiamolo, avrebbero anche segnato un terzo gol, quello di Maggio, non visto dalla terna arbitrale e che avrebbe reso il punteggio ancora più netto.
Dunque un Napoli brillante in alcuni uomini (Cribari, Aronica, Yebda, Zuniga, Maggio e Mascara) e appannato in altri (su tutti Gargano, Lavezzi, Hamsik e, in parte, lo stesso Cavani), che avrebbe voluto una settimana per recuperare energie e preparare al meglio il big match di sabato all'Olimpico con la Roma.
Purtroppo ci sarà l'ennesima inutile kermesse infrasettimanale delle nazionali, con i soliti lunghi viaggi che sottrarranno ulteriori preziose energie. Speriamo che Mazzarri riesca a sfruttare al meglio i pochi momenti disponibili per preparare al meglio questa fase decisiva della stagione.
Intanto tra stasera e domenica prossima avremo Inter-Roma, Roma-Napoli e Inter-Juventus, un mini-torneo per disegnare gli equilibri dell'altissima classifica e leggere le tendenze del campionato per le settimane a venire.
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