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domenica 3 aprile 2011

"...AUTORETE...PORCA ZZAZZI PURCAL... !!!"

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...AUTORETE!!!
PORCA ZZAZZI PURCAL...!!!


Avete sentito il commento di Alvino dopo l'autogol di Aronica (5:48 del filmato)???


...ma che avrà voluto dire???






Napoli vola nel merchandising e nella classifica mondiale per club

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Altri due risultati eclatanti annunciati prima della rovente domenica con la Lazio che vorrei evidenziare a beneficio dei meno attenti:

  1. il Napoli ha ottenuto nell'ultimo anno uno strabiliante risultato nel merchandising: nella capitale mondiale delle imitazioni, questa società è riuscita in un'altra eccezionale impresa, ossia riuscire ad imporre la qualità dei prodotti ORIGINALI a marchio Napoli e nell'ultimo anno ha ottenuto un +118% (!!!) nei ricavi derivati dalla vendita di magliette, gadget e tutti gli altri svariati prodotti col marchio originale del calcio Napoli. Questa esplosione è confermata anche dall'apertura di nuovi punti vendita, sia diretti che in franchising, dello sponsor tecnico, Macron, e dalle eccezionali vendite conseguite negli ultimi mesi...e confesso che anche chi vi scrive è stato contagiato offrendo ben volentieri svariati euro per acquistare magliette, tute, giubbini e pantaloni rigorosamente originali, fiero così di contribuire alla causa azzurra e soddisfattissimo della qualità dei prodotti acquistati...
  2. l'altro risultato, più tecnico, è l'eccezionale posizione raggiunta dal Napoli nella classifica mondiale per club della IFFHS: venticinquesimo al mondo, secondo club italiano dopo l'Inter (che guida la classifica davanti a Barcellona, Real Madrid, Internacional Porto Alegre, Manchester United e Bayern Monaco). Il Napoli precede squadre di rango come la Roma (26a), il Milan (trentesimo) e la Juve (37a), per rimanere alle italiane. Anche qui una cavalcata eccezionale, un risultato strabiliante che proietta la squadra azzurra sempre più al vertice non solo del calcio italiano, ma anche di quello internazionale.
Due risultati che vanno festeggiati al pari (e per effetto) delle imprese che gli azzurri stanno ottenendo sul campo in questi mesi straordinari e indimenticabili!

PS: domani vado al lavoro, prima volta in vita mia, con la maglietta di Cavani !!!

Quanto vale l'impresa di oggi? Altri 2 record e 6 tabù sfatati...

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I record:

  1. di questo record nessuno se n'è accorto, nè prima della partita nè nei commenti post partita: io ce l'avevo nel cuore quando ne feci un accenno molto nascosto al termine della vittoria col Cagliari...per scaramanzia...il record dei punti in serie A del Napoli di De Laurentis e il record assoluto dei punti nei campionati di serie A con 3 punti a vittoria: oggi il Napoli, che nello scorso turno aveva già eguagliato i 59 punti-record della scorsa stagione, sfonda la quota di 60 punti e fissa un record che ha ancora ben 7 giornate per migliorare ulteriormente;
  2. un record, anch'esso eguagliato col Cagliari e battuto oggi, è quello di Cavani che con l'ennesima tripletta raggiunge quota 25 e torna a braccare Di Natale.
I tabu sfatati? Eccoli:

  1. prima sconfitta subita dalla Lazio nei match giocati alle 12,30
  2. seconda vittoria consecutiva in due partite consecutive casalinghe: statisticamente un risultato sempre difficile da conseguire, come ricordava lo stesso Reja, giustamente, quando era alla guida del Napoli
  3. prima vittoria del Napoli quest'anno dopo una sosta di campionato
  4. prima vittoria in casa sulla Lazio dopo 15 anni di astinenza
  5. prima vittoria contro una delle prime 5 in classifica: finora in questo campionato il Napoli, sia in casa che in trasferta, aveva sempre perso contro Milan (2 volte), Inter, Udinese e Lazio
  6. sfatato anche il tabù Banti, che lo scorso anno, con un altro arbitraggio "memorabile" aveva pesantemente contribuito, proprio in questo periodo, alla sconfitta interna azzurra contro la Fiorentina, infrangendo i sogni di Champions degli azzurri
Forse mi saranno sfuggiti altri record e altri tabù infranti, ma direi che già questi 8 risultati straordinari racchiudono il senso di una vittoria fondamentale come quella di oggi e di una stagione che si avvia ad essere, indipendentemente dall'esito finale della stessa, una delle più entusiasmanti della storia del Napoli.

Come entusiasmante, folle, incredibile è stata la partita di oggi, difficile, difficilissima come da me temuto alla vigilia per le svariate ragioni che ho ricordato giovedì e che si sono concretizzate oggi sul campo: dalla pressione psicologica, a Banti, dal caldo al catenaccio laziale, tutto sembrava oggi congiurare contro il sogno azzurro...dopo 57 minuti, 2 a 0 di Dias, con soli tre tiri in porta dei laziali e un Napoli paralizzato dal caldo e dalla tensione, ho sentito uno stadio ammutolito e io, che in genere non mi arrendo mai anche se la mia squadra sta perdendo 4 a 0, per un attimo ho provato, lo ammetto, una sensazione di resa.

E' vero che gli azzurri sembravano molto lontani dalle loro migliori giornate, ma è anche vero che la Lazio aveva sfruttato esattamente come avevo sperato per il Napoli alla vigilia, ogni minima incertezza dell'avversario.

Reja, pur non disponendo di alcuni uomini di qualità, ha costruito sì un catenaccio sigillando fasce e centrocampo, ma i suoi uomini non hanno mai rinunciato, soprattutto con Zarate, Mauri e Sculli, a tentare di insidiare la difesa azzurra e il Napoli ha sofferto tremendamente nel primo tempo le incursioni centrali di Mauri, che in una di queste trova un gol di eccezionale bellezza agevolata da una serie di contrasti a lui favorevoli e da una errata lettura tattica dei mediani azzurri.

Il Napoli, sia prima che dopo il gol laziale, non riesce a sviluppare azioni ariose e veloci: Maggio e Dossena trovano pochi spazi sulle fasce, Hamsik appare appannato anche se, alla fine del primo tempo, è lui a vantare l'occasione da gol più pericolosa, il Pocho rincula fin nella sua metà campo per cercare palla agevolando però in questo modo la fase difensiva dei laziali, Cavani è troppo solo là davanti.

Dopo lo 0 a 1, il Napoli già teso, contratto e poco lucido, offre 5 minuti di autentica "galleria degli orrori": Mauri taglia di nuovo come il burro la difesa azzurra ben imbeccato da Brocchi e fallisce di un niente lo 0 a 2, Campagnaro perde palla da ultimo uomo in un contrasto portato da Sculli e meno male che l'ex genoano cerca Zarate (in fuorigioco) anzichè puntare verso la porta di De Santis, Dossena protesta e perde la testa contro Banti per una banale rimessa laterale e meno male che il viareggino lo grazia ammonendolo soltanto.

Passati i cinque minuti di follia, che potevano costare molto più caro dello 0 a 1, gli azzurri provano invano a chiudere il primo tempo in parità, ma il vantaggio laziale non appare immeritato alla luce delle carenze evidenti della manovra azzurra.

La ripresa non offre molto di meglio e quando Dias brucia Campagnaro e De Santis raccogliendo una punizione dalla tre quarti sembra davvero che le streghe delle sconfitte interne con Parma e Fiorentina dello scorso anno debbano rimaterializzarsi...lo stadio tace, ammutolito e rassegnato ad una bruciante sconfitta e alla fine dei sogni già in parte spenti dalla vittoria rossonera nel derby di ieri sera.

Ma ecco che finalmente arriva una di quelle autentiche scosse ad altissima tensione che ha contraddistinto spesso le più straordinarie rimonte di quest'anno: un "uno-due" micidiale, su due calci piazzati dalle fasce di Lavezzi, dove la difesa laziale va in bambola e il Napoli si ritrova in un minuto sul 2 a 2.

Il Napoli riacciuffa partita e campionato, ma bastano pochi secondi per ripiombare nel dramma: dopo una carezza della sorte che "acceca" Banti e il suo collaboratore di fronte al gol evidente di Brocchi, De Santis non tiene un cross basso di Zarate e Aronica, in precipitoso ripiegamento difensivo, spinge la palla nella sua porta anzichè in angolo.

Poi Banti offre al Napoli un rigore non evidentissimo (con espulsione a mio avviso esagerata di Biava, considerando l'azione una chiara occasione da gol per Cavani) e il Matador trasforma il rigore più importante dell'anno.

Il 3 a 3, visto l'andamento del match, potrebbe essere considerato già un immenso risultato, ma gli azzurri, in linea con questa strepitosa stagione, non si arrendono e costruiscono, con il contributo fondamentale delle seconde linee, un gol che fa impazzire di entusiasmo anche gli osservatori neutrali: rinvio veloce lungo di De Santis, Lucarelli fa un'acrobazia per allungare il pallone di testa verso Mascara il quale a sua volta di testa, spalle alla porta, allunga ulteriormente la palla alle spalle della difesa laziale dove, come nell'ultima vittoria casalinga contro il Cagliari, spunta dal nulla il Matador che, come contro il Cagliari,  inventa un altro beffardo pallonetto a scavalcare Muslera che riesce solo a dare uno schiaffetto alla palla che si avvia beffardamente e lentamente verso la porta azzurra!

Esplode il San Paolo, esplode il tifo azzurro in tutto il mondo! E' fatta, è vittoria, all'ottantanovesimo minuto di una partita folle che mi ha ricordato nella sua drammaticità quel Napoli-Fiorentina 3 a 2 del 17 settembre dell'89, quando il Napoli finì sotto per 2 a 0 (anche allora con un gol capolavoro di Baggio), sbagliò un rigore con Maradona, al rientro dopo un lungo esilio argentino, barbuto e sovrappeso e appena entrato in campo, dopo un primo tempo in panchina, e poi la incredibile rimonta azzurra coronata dal gol vittoria di Corradini in extremis.


Quella vittoria, anche se era solo la quinta giornata, fu uno dei primi fondamentali mattoni del secondo scudetto azzurro: questa di oggi, unita alle sconfitte di Inter e Udinese, potrebbe essere un mattone fondamentale per una incredibile, leggendaria, strepitosa qualificazione diretta alla Champions del prossimo anno...e soprattutto strameritata!

La strada è ancora lunga: domenica prossima giochiamo a Bologna contro una squadra ieri umiliata a Brescia, che sembra aver perso mordente vista l'ormai pressocchè raggiunta salvezza, ma attenzione, perchè i rossoblu quest'anno li ho visti giocare in casa grandi partite con tono agonistico feroce e quindi dovremo andare a giocare lì con la massima attenzione, senza lo squalificato Cavani, ammonito oggi nel finale, in quello stadio dove lo scorso anno abbiamo perso.

E l'ammonizione di oggi del Matador può essere un altro segnale comunque positivo: sul suo capo pendeva da parecchie giornate questa diffida e se c'era un momento ideale per dover scontare una squalifica, forse quel momento è proprio adesso, per non rischiare di perdere il Matador nelle ultime e decisive partite per la corsa Champions a cominciare da quella con l'Udinese.

Mai come oggi la classifica ci arride: è vero che il Milan tiene le distanze, ma in fondo abbiamo staccato di nuovo un'Inter apparsa ieri in pezzi, fisicamente e moralmente (a proposito: che talento che è Ranocchia!), l'Udinese che sembrava inarrestabile (a proposito: occhio al Lecce di Jeda e del giovane talento Bertolacci che mi ha già attirato l'attenzione tutte le volte che l'ho visto giocare e contro cui dovremo giocare nelle prossime settimane) nonchè la stessa Lazio. Ma continuiamo a guardare una partita per volta...e non sottovalutiamo la trasferta di domenica prossima, sperando che...

Serie A 2010-11: 31ª - Napoli-Lazio 4-3 (con Auriemma, Alvino e "Decibel" Bellini!)

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ANCHE SE NON CAPITE L'INGLESE, ASCOLTATE IL COMMENTO DEL PRIMO VIDEO (il primo gol è commentato in arabo, ma gli altri da un commentatore inglese che al 4 a 3 di Cavani impazzisce letteralmente e urla come un brasiliano...anche questo dà il senso di una partita leggendaria!)



















Le pagelle di Napoli Lazio

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De Sanctis: 6 - La follia di questa partita è sintetizzata nel destino di Morgan: prende tre gol (anzi quattro), ma su nessuno di essi è davvero colpevole (con la beffa atroce dell'autogol di Aronica dove però il portierone azzurro non riesce a contenere il cross di Zarate) e nel resto della partita non deve compiere alcun intervento dei suoi. Anzi! Se vogliamo ha un merito fondamentale, quello di aver avviato l'azione del 4 a 3 con lancio lungo a pescare la testa di Lucarelli da cui poi si sviluppa l'azione del gol decisivo.

Campagnaro: 4 - Rientro poco brillante con molti errori difensivi e senza il valore aggiunto delle giornate migliori in fase di costruzione della manovra. Soffre tantissimo Sculli, soprattutto nel primo tempo, quando si fa rubare una palla da ultimo uomo, si fa sfuggire Dias sul gol del provvisorio 0 a 2 e anche Zarate fa sfracelli in quella zona nella ripresa (vedi azione del 2 a 3).

Cannavaro: 5,5 - Va in barca assieme a tutta la difesa, sul primo gol e sul quasi gol di Mauri: per nulla protetto dal centrocampo e con due compagni di reparto in pessima giornata, purtroppo Paolo soffre dannatamente e offre una prestazione ben lontana dai suoi standard degli ultimi due anni. Si lascia sfuggire anche Zarate sull'azione che poi genera l'autogol di Aronica. Offre un pregevole assist di petto a Cavani nell'azione del rigore.

Aronica: 5 - Anche per lui un rientro difficile, nonostante i pericoli maggiori non siano passati dalle sue parti per gran parte della partita. Non ha veri punti di riferimento e nel secondo tempo si perde nella confusione generale, di cui l'autorete è sintomo evidente. Non si lascia però scoraggiare dal colossale errore e porta a termine una partita psicologicamente difficilissima.

Pazienza: 5 - Purtroppo le grandi difficoltà che ci ha posto la Lazio oggi derivano da un pessimo livello di attenzione dei mediani azzurri in fase difensiva: le scorribande di Mauri che trovano scoperta la difesa azzurra derivano da una scarsa attenzione dei mediani azzurri. In più Michele appare anche fisicamente appannato, come gli è già capitato lo scorso anno in questo periodo. Credo che, come fatto per Gargano nelle scorse settimane, sia ora il momento di concedere riposo anche a Michele. Cede il posto a Mascara al minuto 57 appena la Lazio raddoppia.

Mascara: 6,5 - Spreca un'occasione eccezionale dopo essersela procurata con furbizia e opportunismo. Ma appare molto tonico, in ottima forma, una costante spina nel fianco sul lato sinistro dell'attacco azzurro ed è strepitoso nel raccogliere il colpo di testa di Lucarelli e girare l'assist a Cavani per il gol decisivo. Un Mascara così potrebbe essere un elemento importante per il finale di campionato.

Yebda: 5,5 - Forse troppi complimenti, dopo la trionfale parentesi con la sua nazionale. Assan fallisce tatticamente la partita, come Pazienza, non offrendo adeguata protezione ai centrali difensivi azzurri. Prende mezzo voto in più per l'impegno profuso anche nei momenti più difficili della partita. Cede il testimone a Lucarelli per l'assalto finale.

Lucarelli: 6,5 - Merita questo voto perchè riesce a mettere la testa per Mascara sul rinvio di De Santis, aprendo così la strada al gol decisivo di Cavani. Anche se si è visto per pochissimi minuti è sembrato più tonico rispetto alel precedenti apparizioni.

Maggio: 6 - Sempre ben contenuto dal'organizzazione difensiva laziale che gli chiude tutti i varchi, riesce però a ritagliarsi un momento decisivo appoggiando di testa a Cavani il gol del 2 a 2.

Dossena: 7,5 - Un gladiatore straordinario, un combattente assoluto, con un solo momento di smarrimento che culmina in una autentica crisi nervosa dopo lo 0 a 1 che gli costa un giallo per vigorosissime proteste. Contenuto bene come Maggio, non si dà però mai per vinto e lotta come un forsennato attaccando con tutte le sue forze e trovando un gol bellissimo nel momento in cui forse nessuno più sperava nulla, dando la scintilla ad una partita che sembrava persa. Cede il posto a Gargano dopo 76 minuti e merita una "standing ovation" per il sacrificio con cui ha giocato questa difficilissima partita.

Gargano: 6,5 - Sarà un caso ma non sbaglia un appoggio e anche se per pochi minuti la sua presenza si sente. Ci serve il miglior Gargano per questo finale e forse la flessione di Pazienza potrebbe offrirgli grandi opportunità di riscatto.

Hamsik: 6 - Inesistente nel primo tempo, tranne un tiro defilato sulla destra respinto in angolo da Muslera. Appare in difficoltà, forse per il caldo, forse per i faticosi impegni con la sua nazionale. Non segna, non offre assist, non incide nella fase determinante della manovra offensiva azzurra, ma, schierato da mediano per lasciare spazio agli attaccanti che Mazzarri lancia in campo per la disperata rimonta, gestisce da veterano il centrocampo azzurro, offrendo pulizia di tocco e ordine tattico e si distingue per una sontuosa diagonale difensiva da ultimo uomo su Zarate lanciato a rete.

Lavezzi: 5,5 - Quando non è lucido lo capisci subito: prende palla sulla linea di metà campo, sguarnendo la zona offensiva azzurra, attacca a testa bassa, cercando sempre la verticalizzazione dalla zona centrale della tre quanti azzurra senza mai offrire variazioni sul tema, senza mai svariare sulle fasce dove Maggio e Dossena soffrono per la linea Maginot laziale. Mentre il Napoli cresce, rimonta e vince, il Pocho malinconicamente viene meno, sopraffatto forse anche lui dal caldo e dalla fatica. Riposa adesso, caro Pocho: ci servi, specie domenica prossima che mancherà il Matador!

Cavani: 10 - Come spesso gli capita non tocca palla, scalcia palloni altissimi sulla traversa in modo scomposto, gira a vuoto, poi...poi si accende e diventa immenso, volgendo ogni minima situazione a suo favore, trasformando un rigore, quello del 3 a 3, che poteva valere una stagione e concludendo con un gol-fotocopia di quello vittorioso contro il Cagliari. Ancora una tripletta, nel momento fondamentale della stagione, 25 reti, capocannoniere con Di Natale che sembrava dover scappar via e stracciato il record di Vojak. Se siamo dove siamo lo dobbiamo, davvero, a quest'uomo e atleta straordinario!

Mazzarri: 7 - Che voto si può dare ad un tecnico dopo una partita così folle? Ostacolato dalla pausa internazionale, cerca di preparare al meglio una delle sfide decisive della stagione, allenando la squadra anche all'inconsueto orario previsto per la partita sin dal rientro dei suoi nazionali. Ancora una volta però la pausa del campionato fa soffrire gli azzurri che appaiono opachi e intrappolati chi dalla stanchezza degli impegni internazionali, chi dalla tensione, chi dalle stregonerie difensive di Reja. E' vero che la Lazio trova due gol in tre azioni ma è anche vero che su due di queste azioni la sua proverbiale organizzazione difensiva viene ridicolizzata dall'intelligenza di Mauri e dalla pigrizia dei suoi mediani nessuno dei quali ha la prontezza di seguire il trequartista laziale. Certo le orrende prestazioni di Campagnaro (reduce da infortunio) e Aronica (a riposo negli ultimi due turni) lasciano pensare che (come speravo alla vigilia) sarebbero stati meglio Cruz e Santacroce, il primo perchè maggiormente capace di costruire gioco contro un avversario tutto chiuso dietro, il secondo perchè in evidente crescita di fiducia e che sarebbe stato per Sculli un osso ben più duro del Campagnaro appena recuperato. Prova a raddrizzare il match sullo 0 a 2 con soluzioni a metà tra il coraggio e la disperazione e, visto il rendimento dei tre nuovi entrati, le sue scelte vengono premiate. Comunque questa stagione continua ad essere un altro dei suoi eccezionali miracoli.

Arbitro: Banti: 4 - Continua a recitare la parte del grande arbitro, ma continua ad essere un arbitro di una modestia tecnica imbarazzante. Certo gli capita una partita difficilissima, con tantissimi episodi da valutare, ma pochissime sue decisioni (sue e dei suoi assistenti) appaiono davvero indovinate. Non alza i cartellini a punire il gioco duro, valuta in modo molto discutibile contatti a volte anche venali, non vede un controllo di mano clamoroso di Zarate nel primo tempo (meno male che tira poi su De Santis),  i suoi assistenti non vedono (buon per noi) il gol di Rocchi, concede un rigore a Cavani meno netto di uno che sarebbe dovuto essere concesso nel recupero per strattonata evidente di Dias, è esagerato nell'espulsione di Biava (se anche fallo c'era non si può parlare di Cavani lanciato a rete per chiara occasione da gol), si erga ancora a protagonista buttando fuori anche un galantuomo come Reja...insomma uno che da quando ha cominciato ad arbitrare ha sempre voluto fare il Collina con atteggiamenti irritanti da ducetto di periferia. Una vergogna della classe arbitrale, che col suo bell'aspetto da damerino imbronciato riesce sempre a farsi vedere molto meglio di quello che realmente è. Come avevo facilmente previsto alla viglia (leggi il mo post di giovedì sera) il Napoli oggi ha dovuto essere più forte anche del "signor" Banti di Livorno. E quindi la vittoria azzurra appare doppiamente preziosa: lo scorso anno, in una partita simile, con la Fiorentina in casa, uscimmo con le ossa rotte...