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mercoledì 7 dicembre 2011

IMPRESA SOVRUMANA, MA CE L'ABBIAMO FATTA!!!

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Sembrava impossibile 
ma ce l'abbiamo fatta!!!

Mancity 2 - Bayern Monaco 0
Vilareal 0 - Napoli 2

Bayern 13
Napoli 11
Mancity 10
Villareal 0

...siamo tra le migliori 16 d'Europa!!!

lunedì 5 dicembre 2011

31 agosto 2008, Roma-Napoli e Trenitalia: dopo la vergogna, finalmente un po' di giustizia!

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Una pagina tristissima, quella caldissima domenica di agosto in cui per la prima volta fu ridata ai tifosi azzurri la possibilita' di seguire il Napoli in trasferta, tristissima per come fu gestita dalle pubbliche autorita' e da Trenitalia quella allucinante giornata e per come fu, in modo ancora piu' vergognoso e scandaloso, raccontata dai network e dai giornali nazionali.

Nel corso degli anni pero' varie inchieste giornalistiche, tenute altrettanto vergognosamente nell'ombra, hanno raccontato la verita' e oggi finalmente un giudice della Repubblica Italiana ha sancito le responsabilita' e le mancanze di Trenitalia nell'organizzazione di quella giornata.

A chi volesse saperne di piu' consiglio la lettura di questa pagina del sito Calcio Napoli 24 con alcuni documenti e filmati "impressionanti".

Ovviamente anche questa notizia sta passando nel silenzio, scandaloso e vergognoso, di tutte le testate nazionali.

Braschi, gli arbitri e i rigori...come volevasi dimostrare

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Non ci voleva lo scienziato, la Sibilla Cumana o il mago di Arcella per capire che la "prodezza" di Tagliavento in Napoli - Juventus di martedi' sera sarebbe rimasta una goccia nel deserto di incompetenza e mancanza di rispetto del regolamento da parte degli altri arbitri.

In verita' gia' lo stesso Tagliavento aveva smentito se stesso, negando l'ulteriore ripetizione del rigore ad Hamsik, visto che anche in occasione del secondo tentativo, come gia' ebbi modo di evidenziare dopo la partita, ci furono ingressi "abusivi" in area di rigore.

Ovviamente nella giornata di ieri le aree di rigore in occasione dei "penalties" erano le consuete "aree di pascolo" per chiunque si trovasse da quelle parti, senza che ovviamente sia passato a nessuna giacchetta nera per l'anticamera dell'evidentemente troppo ristretto cervello di far rispettare la famosa "regola 14".

Nessuna sorpresa, purtroppo: soltanto la conferma di puntuali applicazioni del regolamento in certe situazioni ben definite. Parliamoci chiaro: la Juve ha in atto un contenzioso col palazzo per via di Calciopoli, ha "bisogno" di tornare in Europa e certo Tagliavento ha voluto evitare qualunque polemica specie dopo il rigore non ripetuto nella partita tra Inter e Napoli (gol di Campagnaro).

Le coincidenze sono troppe e troppo sospette per pensare a pure... coincidenze.

D'altra parte da uno come Braschi, gia' modesto e discutibile arbitro ai suoi tempi, non ci si puo' aspettare di piu' e di meglio: mi dispiace solo che Tagliavento martedi' sera sia stato inflessibile "a corrente alternata", perdendo da parte mia parte di quella stima con cui l'avevo valutato negli ultimi due anni.

sabato 3 dicembre 2011

Serie A 2011-12: 14ª - Napoli - Lecce 4-2 (25' Lavezzi, 33' Cavani, 41' Dzemaili, 54' Muriel, 82' Cavani, 94' Corvia)

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Stavolta nessun finale thrilling: lo scorso anno al 94' il San Paolo fu scosso da un epocale boato in occasione del gol altrettanto epocale di Cavani, stavolta, sempre al 94', un gol a partita già ampiamente finita, del leccese Corvia nel silenzio di un San Paolo ormai satollo di gol e soddisfazione.

Un risultato che, a mio avviso, è lo specchio perfetto della forza e delle debolezze che il Napoli ha messo in campo: esplosivo, atomico, inarrestabile in attacco, ma anche titubante, incerto, non sempre convincente in fase di filtro, sia per l'assetto ancora non convincente del centrocampo, su cui ci siamo già soffermati alla vigilia, sia per la prestazione dello stesso trio di centrali visto a Chievo.

Primi 20 minuti di gara, nei quali il Napoli stenta a trovare il bandolo della matassa, ben imbrigliato da un pressing asfissiante a tutto campo del Lecce che tenta anche, come dichiarato alla vigilia, di "pizzicare" gli azzurri con improvvise, ma sterili, folate offensive.

Guarda caso appena Lavezzi sale di giri, il Napoli comincia a giocare e Tomovic, sicuro nei primi minuti sul Pocho, ne perde letteralmente le tracce dal 25' in poi.

Il gol del vantaggio è una pura invenzione del Pocho: solito controllo lento di palla, quasi nella zona del corner, sulla fascia sinistra, rientro verso metà campo, superato Quadrado, poi mette il turbo su Oddo e lo pianta sul posto, infine tiro potentissimo che sorprende Benassi che accompagna il pallone in porta! Errore di Benassi a parte, gol FA-VO-LO-SO!!!

Nel frattempo anche Pandev conferma gli enormi progressi già visti in settimana contro la Juve: al 33' aggancia di tacco una palla difficile e se la porta in avanti, resiste in progressione e ha la lucidità di vedere Cavani scattare al centro della difesa leccese e lo serve con un assist che taglia in due la difesa salentina: altra roba da stropicciarsi gli occhi!

Altre due occasioni con Pandev (38') e Maggio (40') pescato solo in area da un assist eccezionale del Pocho che inciampa su Benassi e poi lo show di Dzemaili (41') con bellissima conclusione dai 20 metri.

Appena però il Napoli molla un po' di concentrazione e il Lecce si ripropone in avanti, la difesa azzurra soffre e per poco Pasquato non trova il 3 a 1 già a fine primo tempo (errore di Fernandez su Muriel, salvataggio di Fideleff), ma il gol arriva dopo 5' minuti della ripresa e sembra di rivedere l'inizio ripresa di Napoli-Juve, specie quando Fideleff (62') viene beffato da Muriel che sfiora il 3 a 2 e Dossena (74') entra scomposto su Corvia. 

Gli ingressi di Hamsik e poi di Grava danno maggior equilibrio alla squadra azzurra che, non a caso, dal 78' all'85' incendia di nuovo la  partita con tre straordinarie azioni del Pocho, due concluse dall'argentino di poco fuori e una concretizzata con uno splendido assist a Cavani.

Il 4 a 2 di Corvia arriva a partita ormai finita con squadra e tifosi ormai con la testa a Villareal.

Il Napoli dunque riparte: una rondine non fa primavera e serviranno altrettanti risltati a dare continuità al campionato azzurro, ma ora silenzio! Parla la Champions!!! 

***

De Sanctis: 6 - Nel primo tempo si fa superare solo una volta da una serpentina di Muriel e sembra gol fatto, ma lo salva Fideleff. Due gol subiti, senza colpe specifiche, nella ripresa, qualche intervento impegnativo, ma poca roba

Fernandez: 5,5 - Non convince fino in fondo: il senso del piazzamento gli permette interventi eleganti ed efficaci, ma quando i ritmi si fanno più veloci denota i suoi attuali limiti di esperienza. Si fa superare ingenuamente da Muriel a fine primo tempo quando la palla sembra già sua, ma non stringe con determinazione il colombiano sul fondo e nasce un pericolo sventato poi da Fideleff.

Aronica: 5,5 - Partita non facile per lui, in un ruolo non suo, da centrale nel ruolo di Cannavaro, complicato anche dalla prestazione non convincente in fase di filtro specialmente di Inler e da un suo errore specifico sul gol di Muriel: la differenza con Paolo è purtroppo evidente e la difesa soffre tantissimo

Fideleff: 5 - Il meno convincente dei centrali, quello più in difficoltà, alla fine del primo tempo offre la miglior cosa difensiva della serata, il salvataggio a De Sanctis battuto, sulla linea di porta, su Pasquato, con un intervento che ricorda quasi quello di Grava dello scorso anno. Troppe volte si trova il pallone tra i piedi in fase di impostazione e certo non può offrire qualità alla manovra azzurra, ma in quel caso è "colpa" dei compagni che non si liberano senza palla e merito del pressing del Lecce. Nella ripresa molto ingenuo ad aspettare il pallone su un cross dal fondo sul quale viene anticipato da Muriel (dal 75' Grava: 6 - Accolto da un'ovazione del San Paolo, si presenta in gran spolvero con una serie di anticipi e progressioni come ai bei tempi, cede solo al 94' in contrasto aereo con Corvia che porta al secondo gol ormai inutile del Lecce)

Maggio: 6 - In queste ultime settimane appare in leggero appannamento: spinge ma non sempre con la convinzione e la velocità dei giorni migliori, tanto che a volte Inler lo cerca sullo scatto e lui si ferma all'improvviso e, pescato ancora da Inler nel cuore dell'area del Lecce, cerca di servire Fernandez, anzichè tirare in porta. Poi pescato dal Pocho solo davanti a Benassi sbaglia clamorosamente! Anche in difesa non protegge sempre al meglio Fernandez

Dzemaili: 6,5 - Non convince appieno nella fase difensiva, anche se l'impegno è fuori discussione, ma troppe volte quella che dovrebbe essere una "diga svizzera" lascia troppi varchi nei quali si infilano Quadrado, Muriel e Pasquato. In fase offensiva, invece, gol a parte, appare molto convincente, dialogando con qualità con i tre tenori offensivi. Coraggioso nella conclusione da fuori in occasione del gol

Inler: 5,5 - Nella prima metà del primo tempo due gravi errori di appoggio nel cuore del centrocampo, che agevolano pericolose ripartenze del Lecce e mettono in grossa difficoltà i centrali. Trova ritmi e giocate migliori quando il Napoli riesce a sbloccare la partita e a trovare maggiori spazi (dal 66' Hamsik: 6,5 - Stavolta entra in partita con facilità e trova con naturalezza posizione in campo e dialogo con i compagni: protegge il centrocampo e rilancia sempre l'azione con pericolosità, ispirando le azioni più pericolose dell'ultima parte di partita)

Dossena: 7 - Molto più efficace di Maggio sia in fase difensiva, dove quando riesce ad allinearsi con i centrali fa sentire il suo peso, sia in fase offensiva, dove apre spazi al Pocho con movimenti intelligenti e qualche assist dal fondo dei suoi

Lavezzi: 9,5 - Mezzo voto in meno soltanto per i due gol sbagliati nella ripresa al termine di due serpentine mozzafiato. Ci vorrebbe un post soltanto per descrivere tutte le sue prodezze! Inizia in modo preoccupante, sembra imballato, lento, stanco, anticipato in almeno tre occasioni da Tomovic. Poi il motore si scalda e per il Lecce è notte fonda: un gol da stropicciarsi gli occhi, saltando Quadrado e Oddo, assist e tiri a ripetizione, diventa inafferrabile e la difesa del Lecce va in panico totale. Duetta alla grande con Pandev e Cavani, impossibile elencare tutte le giocate di pregio, gli assist, i passaggi, gli spunti, sempre con fantasia, tecnica e velocità funzionali al gioco della squadra. Stasera un campione di livello assoluto!

Pandev: 8 - Gli manca solo il gol, mancato di un nulla su azione di calcio d'angolo in un colossale mischione a mezzo metro dalla porta di Benassi, ma è come se avesse segnato. La preparazione e l'assist per il gol di Cavani sono di una bellezza tecnica sublime (dal 60' Gargano: 6 - Più dinamico di Inler in mezzo al campo, fa comunque fatica a proteggere i suoi centrali, tanto che i maggiori pericoli del Lecce anche nella ripresa provengono da percussioni centrali)

Cavani: 7,5 - All'inizio litiga col pallone, incespicando diverse volte, ma il Matador è sempre pronto: al primo appuntamento con l'area di rigore trafigge Benassi con la sua solita efficacia e nella ripresa completa l'opera, anche se è la bravura del Pocho a rendere elementare la sua chiusura in porta. Appare comunque in buona condizione.

All. Mazzarri: 6,5 - Stavolta il turnover funziona grazie al miglioramento della condizione fisica e della prestazione tattica di alcune "riserve": continua però a non convincere l'assetto del centrocampo in fase di filtro. A suo merito la resurrezione fisica, tecnica e morale di Pandev, il coraggio nel riproporre insieme Fideleff, Fernandez e Aronica (anche se l'esito ancora non convince) e il reinserimento di Grava che potrebbe dare alternative importantissime nel reparto difensivo

Arbitro Romeo: 6,5 - Forse un tantino esagerata l'ammonizione di Fideleff e l'espulsione, a quel punto veramente inutile, di Di Francesco, a partita ormai finita. Per il resto arbitra senza sbavature e non casca nell'errore in occasione del contrasto tra Aronica e Quadrado nel primo tempo e giudica regolare un contrasto tra Dossena e Corvia nella ripresa in cui sembra che l'azzurro entri un po' scomposto

venerdì 2 dicembre 2011

Le cifre di un Napoli in crisi di identita'

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Meglio della Sampdoria, certo, ma come la Fiorentina o la Lazio, insomma come tutte le squadre che in passato hanno pagato duramente lo scotto del doppio impegno campionato-Champions in termini di risorse mentali, di organico...e di classifica!

Lasciamo parlare qualche cifra: un rendimento da risicato centro classifica, dove dominano il 10 e l'8 (per chi crede alla cabala, ai numeri ricorrenti e agli ambi secchi sulla ruota di Napoli): 10 punti nelle ultime 8 partite di campionato, 10 gol fatti e 8 subiti (quindi una media di un gol subito a partita e poco piu' di un gol fatto a partita).

Con un trend di questo tipo appare difficile persino ipotizzare un inserimento degli azzurri in zona Europa League, entro i primi 5, a meno di un cambio di rotta netto...altro che scudetto o zona Champions!

Ci sono alcune condizioni che potrebbero far sperare in tal senso:

  1. recuperare finalmente tutti gli uomini della rosa al momento fuori condizione (si e' visto che differenza puo' fare un Pandev in condizioni fisiche appena decenti)
  2. approfittare della fine della fase a gironi di Champions per risistemare i meccanismi di difesa (Mazzarri ha bisogno di lavorare costantemente coi suoi difensori e quando non lo fa con continuita' si vedono piu' errori in campo) e soprattutto gli automatismi di centrocampo, che a mio avviso rappresentano la chiave di tutti i maggiori problemi tattici degli azzurri sia in fase difensiva sia in fase di costruzione della manovra
  3. intervenire con intelligenza sul mercato, tagliando se possibile alcuni "rami secchi" della rosa che fanno numero ma non sono proprio visti dall'allenatore e, se possibile, acquisendo qualche rinforzo che sia tale, ossia possa davvero offfrire qualcosa che al Napoli attualmente manca (altrimenti meglio non acquistare nessuno)
La stagione, nonostante il pareggio con la Juve (che assomiglia molto ad una sconfitta), non e' ancora compromessa, ma il rischio di scivolare definitivamente nel ventre molle del centroclassifica al momento e' elevatissimo: confortano i progressi di Pandev, ma mancano ancora troppi uomini importanti all'appello per motivi tecnico-tattici (Inler, Dzemaili, Hamsik) o fisici (Britos, Donadel, il Grava degli ultimi due anni).

Dicembre ci dara' segnali importanti, ci dira' se il Napoli continuera' l'avventura in Champions o sara' "costretto" all'Europe League, se recupera' qualche posizione prima della fine del girone di andata o se continuera' a mostrarsi incerto nella rotta del campionato...e presto arrivera' anche la Coppa Italia, per la quale bisognera' capire se il Napoli riuscira' ad aprirsi una strada verso una vittoria che, persa eventualmente la zona Europa in campionato, potrebbe consolarlo con il primo trofeo dell'era De Laurentiis e un posto nella prossima Europa League dove potrebbe sfruttare gli enormi progressi fatti nel ranking Uefa grazie agli straordinari risultati di quest'anno.

Domani sera il Lecce: stesso periodo dello scorso anno e si ricordano ancora oggi le difficolta' che il Napoli incontro' lo scorso anno...il test sara' ancora piu' probante perche' anticipera' la resa dei conti di martedi' a Villareal: gia' questi quattro giorni potrebbero rappresentare una svolta importante per la stagione azzurra...ne riparliamo martedi' sera.

Forza Napoli, adesso piu' che mai!