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mercoledì 21 dicembre 2011

Serie A 2011-12: 1ª - Napoli - Genoa 6-1 (12' Cavani, 17' Hamsik, 24' Cavani, 27' Jorquera, 45' Pandev, 49' Gargano, 80' Zuniga)

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Così è il calcio! Tutto gira storto domenica sera contro la Roma, tutto gira alla grande contro il Genoa appena 72 ore dopo.

Eppure non è tutta questione di fortuna e sfortuna, o sarebbe da miopi se lo credesse: come dietro la sconfitta con la Roma ci sono una serie di ragioni ampiamente sviscerate già nel mio commento di domenica sera, così la vittoria di questa sera si basa su una serie di fattori ben riconoscibili:
  1. la grande "rabbia sportiva", la voglia di rivalsa degli azzurri, forse il patrimonio più importante che questa partita ci lascia per il prosieguo del campionato
  2. il folle schieramento tattico di Malesani che, anzichè seguire le soluzioni tattiche dei colleghi che più hanno messo in difficoltà il Napoli (superiorità numerica a centrocampo e sulla fasce), si rifugia in una remissiva difesa a 5 con cui il Genoa pretende pure di fare il fuorigioco, fallendolo miseramente in occasione dell'1 a 0 e del 3 a 0, quando Cavani, in entrambe le occasioni, sfrutta il pessimo allineamento della difesa genoana (errore di Rossi sull'1 a 0 e di Granqvist sul 3 a 0): se vuoi fare il fuorigioco, caro Malesani, devi aggredire i portatori di palla avversari e soprattutto non puoi schierarti a 5 se non lo fai abitualmente perchè ci sarà sempre uno dei 5 che tende a restare più dietro degli altri (già allinearne 3 o 4 richiede grandi automatismi e affiatamento)
  3.  la condizione fisica e la collocazione tattica di Pandev (sulla tre quarti destra dell'attacco azzurro, come col Lecce): forse meno imprevedibile di Lavezzi, Goran riesce però a cucire con grande qualità e velocità il gioco offensivo azzurro, correndo meno del Pocho ma facendo correre di più la palla e quindi esaltando i tempi di gioco e le caratteristiche di incursore di Hamsik che non a caso disputa una delle sue migliori partite di sempre. I due si scambiano gol e assist con velocità e continuità impressionanti
La partita quindi si mette subito il discesa per gli azzurri: al 24' è già 3 a 0, a fine primo tempo Pandev sigilla il 4 a 1 e a inizio ripresa Gargano (a segno dopo 4 anni!) mette il chiodo sulla bara del Genoa: una partita durata  di fatto un tempo e una ripresa che è stata poco più di un allenamento con gli ultimi 10 minuti, dopo il bellissimo 6 a 1 di Zuniga, a fare melina per non farsi male e non umiliare ulteriormente il Genoa.

Una partita come questa non risolve d'incanto tutti i problemi denunciati domenica sera che restano e vanno affrontati e risolti per tentare una rimonta alle posizioni nobili di classifica che appare quasi impossibile: ci sono però due piccoli elementi nuovi di speranza dopo questa sera:
  1. la forte reazione di orgoglio degli azzurri ad interrompere e si spera invertire una tendenza che sembrava portasse gli azzurri a sprofondare nel ventre molle del centroclassifica
  2. la resurrezione di Roma e Inter che a prima vista potrebbero sembrare un ulteriore ostacolo alla rimonta azzurra, visto che i nerazzurri precedono e i giallorossi appaiano il Napoli, ma che invece, restituendo due protagoniste al campionato, potrebbe agevolare una ipotetica rincorsa del Napoli se nerazzurri e giallorossi cominciassero a togliere punti alle squadre di testa nei prossimi turni
Intanto a ore dovrebbe essere ufficializzato il primo colpo del mercato di gennaio, il cileno Edu Vargas, che rappresenta una inversione di tendenza sotto diversi punti di vista:
  1. finalmente un giovane talento di prospettiva, destinato a ripercorrere le orme degli Hamsik e dei Lavezzi
  2. un investimento consistente in un periodo, gennaio, negli ultimi anni molto "conservativo" nelle logiche di mercato del Napoli
  3. un investimento destinato ad essere utilizzato subito, anzichè in prospettiva a giugno, complici anche gli impegni di Champions, le necessità di rimonta in campionato e l'infortunio di Lavezzi
  4. un giocatore non esperto del campionato italiano, a differenza dell'impostazione tenuta durante il mercato estivo (uomini rodati e di esperienza nel calcio italiano)
Tecnicamente si dice un gran bene di questo ragazzo, andrà ovviamente considerata la delicatezza di un suo inserimento nell'ambiente italiano, nel quadro tecnico-tattico e nello spogliatoio azzurro. Più forte di Sanchez? Magari, intanto facciamo crescere aspettandolo con pazienza come abbiamo fatto con Marek, col Pocho e con Gargano: già riuscire a fare questo sarebbe importantissimo...e se son rose...

Intanto, grazie Napoli, per questo 2011 straordinario, forse irripetibile che resterà nella storia di questa meravigliosa emozione azzurra che è il nostro amato, infinito Napoli !!! Buon Natale, ragazzi...e che il 2012 ci arrida per nuovi straordinari, storici traguardi sportivi!

E tantissimi auguri e un abbraccio di cuore a tutti i tifosi azzurri che seguono con amore questo piccolo spazio di fede tutta azzurra!



***

De Sanctis: 6 - Si vede che il periodo non è propizio: prende un gol da fuori area sul primo vero tiro in porta dei genoani, poi para con difficoltà un tiro di Pratto e lo salva Cannavaro che spazza via. Si riscatta a fine primo tempo con uno stop di petto in bello stile e rilancio da libero dei vecchi tempi e con una ripresa quasi di tutto riposo, disimpegnandosi con disinvoltura al 46' su tiro insidioso di Jankovic.

Campagnaro: 6 - Appare in calo di forma: su contropiede si fa travolgere in progressione da Caracciolo e non mancano altre incertezze che denunciano poca lucidità. Acquista disinvoltura man mano che la partita si mette in discesa e chiude da centrale di sinistra con l'ingresso di Fernandez.

Cannavaro: 6,5 - Lascia troppa iniziativa a Pratto e Jorquera in occasione del gol genoano, ma per il resto si muove con sufficiente disinvoltura (dal 66' Fernandez: 6 - Schierato sul centro-destra, stavolta un impegno di tutto riposo che gli permette di dedicarsi al rilancio dell'azione in bello stile)

Aronica: 6,5 - Forse il più convincente e tonico dei centrali: fa a sportellate più volte con Caracciolo dandole e prendendole, ma dal suo lato non passa proprio nessuno, anche quando, con l'uscita di Cannavaro, viene dirottato al posto del capitano dove si disimpegna con disinvoltura

Maggio: 6,5 - Appare in ripresa, sia fisica che mentale. Ha il merito di pescare Cavani con lancio preciso da centrocampo in occasione del vantaggio azzurro. Stavolta attacca con veemenza ed efficacia. Secondo tempo di tutto riposo

Inler: 7 - Lo schieramento a 5 difensori del Genoa lascia tanto spazio a centrocampo e guardacaso lo svizzero ritrova i collegamenti col resto della squadra: riesce ad entrare con continuità e qualità nel gioco azzurro e talora imbastisce azioni di pregevole qualità, sfiorando anche il gol con preciso tiro dalla distanza. Va però segnalato che non appena Malesani ripopola il centrocampo, tra la metà e la fine del primo tempo sul 3 a 1, e fa crescere la pressione in mezzo al campo, si rivede qualche balbettio che Inler denuncia ogni volta che il centrocampo azzurro va in inferiorità numerica, ma i problemi si dissolvono grazie ai gol di Pandev e Gargano che spengono ogni velleità agonistica degli avversari

Gargano: 8,5 - Anche lui si giova del dominio azzurro in mezzo al campo: sempre lucido e determinato va a coprire e rilanciare l'azione con grande velocità e precisione, fino a trovare un gol con uno splendido tiro dalla distanza che ha il merito di chiudere definitivamente la partita dopo appena 49 minuti (dal 59' Dzemaili: 7 - Diligente, ordinato, tonico: dalle sue parti non passa nessuno e in più una percussione irresistibile fermata soltanto da una uscita di Frey che gli nega la gioia di un gol spettacolare)

Zuniga: 7 - Brillante inizio di partita, quando supera sistematicamente Mesto con velocità, finte e dribbling. La crescita esponenziale di Hamsik e degli altri attaccanti azzurri consente al colombiano di concentrarsi maggiormente nel seguito del primo tempo alla fase difensiva. Nella ripresa invece riprende a spingere con continuità offrendo assist e un gol memorabile con tiro a effetto da fuori area quasi alla Del Piero vecchia maniera

Hamsik: 9 - Il gol è il minimo della sua prestazione! Offre 90 minuti di innumerevoli giocate di sublime qualità, con una continuità e una classe stupefacenti. Sembra esaltarsi dalla possibilità di dialogare con Pandev da cui riceve l'assist per il 2 a 0 e al quale ricambia altrettanto per il gol del 4 a 1 del macedone. In più l'assist a inizio ripresa per il gol di Gargano. Stasera abbina qualità e intensità di giocate sempre intraviste in questi anni napoletani e raramente manifestatesi con tanta bellezza e abbondanza! 

Pandev: 8,5 - Anche il macedone delizia il pubblico approfittando dei colossali strafalcioni della difesa genoana: dialoga con Hamsik e Cavani come se giocasse con loro da anni. Offre ad Hamsik l'assist per il 2 a 0, e a Cavani l'assist per il 3 a 0 per poi andare a concludere con immensa classe il contropiede del 4 a 1. Subisce inoltre un netto fallo da rigore da Mesto. Un giocatore rinato in tutta la sua classe lucente! (dal 77' Lucarelli: SV - 13 minuti a trotterellare felice per il campo a partita ormai finita. Non ha possibilità di mettersi in luce perchè non riceve nessun pallone giocabile)

Cavani: 8 - Sfrutta alla grande gli enormi strafalcioni della difesa genoana, segnando due gol solo apparentemente in fuorigioco: nel primo caso lo tiene in gioco Rossi, defilato basso sul lato sinistro della difesa  genoana, nel secondo caso lo tiene in gioco il mediocre Granqvist in posizione di centrale di sinistra. In più trova anche il modo di sbagliare almeno un altro paio di gol più facili da segnare che da sbagliare 

All. Mazzarri: 7 - Stavolta la partita non gli crea troppi imbarazzi da un punto di vista tattico, più per demerito dello schieramento suicida di Malesani che per particolari meriti del tecnico azzurro. Forse il suo merito è quello di aver ricompattato il morale della truppa dopo la batosta con la Roma

Arbitro Valeri: 4 - Peccato! Inizia benissimo con due decisi e meritati cartellini gialli per Granqvist e Aronica. Poi si perde completamente: non espelle Granqvist per doppia ammonizione e non concede un rigore netto per fallo di Mesto su Pandev. E' vero che il macedone era sbilanciato da una lunga corsa palla al piede, ma è anche vero che Mesto interviene di spalla da dietro e non di fianco, quindi l'intervento è irregolare! Secondo tempo da spettatore non pagante.

domenica 18 dicembre 2011

Serie A 2011-12: 16ª - Napoli - Roma 1- 3 (3' aut. De Sanctis, 59' Osvaldo, 82' Hamsik, 90' Simplicio)

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Servono rinforzi o serve una rivoluzione tattica? Una partita forse troppo "folle" per poter esprimere giudizi razionali a sangue freddo, ma il simbolo di una stagione dove tutto sembra andare storto in campionato.

La verità (forse)...o almeno "una" verità...è che in Europa il Napoli ha più fame e gli avversari sono meno attenti a paralizzare le fonti di gioco azzurre, mentre in Italia i balbetti tattici del Napoli (Inler è ormai un problema tanto inaspettato quanto conclamato) si sommano alla stanchezza più mentale che fisica per gli sforzi di Champions ma soprattutto alla sistematica capacità degli avversari degli azzurri di bloccare le fonti di gioco azzurro, creando superiorità numerica sia in mezzo al campo che sulle fasce e impedendo qualunque tipo di manovra agli azzurri.

Pazienza e Gargano non davano grande qualità al gioco azzurro, ma riuscivano a far passare palla dai loro piedi innescando il gioco sulle ali con cambi di gioco tempestivi e precisi. Quest'anno Inler (osservatelo stasera come "bocchegiava" in mezzo a due, tre giallorossi quelle rare volte che entrava in possesso palla) e Gargano non riescono più a fare lo stesso gioco: i centrali difensivi non li vedono, a loro volta vengono pressati e devono liberarsi velocemente della palla con stucchevoli lanci lunghi.

Se poi ci metti un Maggio che, come stasera, nei rari frangenti in cui riesce a liberarsi per il cross, sbaglia sistematicamente come un esterno di terza serie, allora diventa impossibile creare gioco.

E nonostante questo il Napoli ha segnato un gol valido, uno ingiustamente annullato, uno in fuorigioco, un palo, un paio di occasioni clamorose (vedi Hamsik nel primo tempo), ma ne ha anche subiti tre per sfortuna pari ai demeriti degli azzurri in fase difensiva, un palo e svariate occasioni, nelle quali il centrocampo azzurro, stritolato in fase di possesso palla, è stato fatto a fette sulle ripartenze fulminanti dei giallorossi.

Di certo, sfortune a parte, c'è un problema tattico evidente a centrocampo che Mazzarri e la società debbono risolvere tra la pausa natalizia e il mercato di gennaio. Un cambio di modulo? Nuovi accorgimenti tattici sui movimenti di difensori e centrocampisti? La ricostruzione fisica e morale di Inler? Un uomo di personalità ed esperienza a centrocampo?

Il Napoli scivola sempre più alla deriva del centroclassifica, in una sempre più evidente involuzione tecnico- tattica che sta cominciando ad intaccare seriamente anche il morale della squadra.

Come dovranno intervenire la società e l'allenatore per trovare la chiave di un campionato che sembrava solo il Napoli possedesse a inizio stagione e che invece si riscopre ad aver perso quasi senza accorgersene?


***

De Sanctis: 4 - Forse, Bucarest a parte, la peggior serata della sua carriera napoletana. Concentrazione non al massimo, terreno infido, malposizionamento della difesa azzurra e forse un errore di Copelli che non ravvisa il fallo laterale sul primo controllo di Lamela creano la tempesta perfetta nella quale affonda il pirata Morgan. La tempesta prosegue nel corso del primo tempo con un palo di Lamela e altre due occasioni nitide. Ripresa ancora peggiore quando la sorte sembra accanirsi su Morgan che si ritrova Osvaldo a un metro per lo 0 a 2 e poi una deviazione di Cannavaro su tiro di Simplicio che lo uccella per il definitivo 3 a 1. Chiude senza nemmeno una paratissima delle sue a conferma di una serata totalmente disgraziata.

Campagnaro: 4 - E' vero che salva un gol fatto su Lamela, ma trema in tante, troppe occasioni, complice una evidente inferiorità degli azzurri a centrocampo e una sofferenza altrettanto evidente rispetto agli scatti brucianti di Lamela. Completa il suo capolavoro al contrario facendosi bruciare da Osvaldo per il gol che decide la partita (dal 73' Dossena: 6 - Tanto impegno, qualche buon cross, ma intorno c'è tanta, troppa confusione) 

Cannavaro: 4,5 - Non trova mai le misure rispetto ai veloci scambi stretti che fanno a fette la difesa azzurra. Anche Paolo soffre la scarsa protezione dei suoi centrocampisti e affonda nella ripresa con l'emblematica e beffarda deviazione che taglia le gambe alle speranze di rimonta.

Aronica: 5 - Forse il migliore dei centrali, anche se partecipa al pasticcio iniziale con De Sanctis mancando la chiusura sul cross di Lamela. Tappa però alcune delle innumerevoli falle che si aprono nel dispositivo difensivo azzurro

Maggio: 4 - A parte un bel tiro al volo su lancio lunghissimo di Cannavaro, spreca svariate situazioni tatticamente favorevolissime con due sciagurati cross in bocca a Stekelemburg e una serie di imbarazzanti errori in fase di controllo di palla. Inesistente in fase di copertura, non riesce a creare densità a centrocampo e non protegge un Campagnaro in enorme difficoltà

Inler: 5 - Non è tutta colpa di Inler se si trova sempre sistematicamente circondato da tre romanisti quando viene in possesso di palla. Cerca di fare il possibile ma mai come stavolta appare vittima di una evidentissima inferiorità tattica e numerica a centrocampo. Di suo ci mette tanta lentezza, poca lucidità in fase di impostazione e una totale incapacità di farsi vedere dai compagni in fase di impostazione

Gargano: 5,5 - Vale in parte il discorso di Inler. In più non è colpa di Gargano se quando lui attacca in pressing i portatori di palla giallorossi fino alla tre-quarti avversaria, i suoi compagni non lo seguono col pressing "di seconda" per recuperare definitivamente la palla (dal 66' Mascara: 5 - Il solito quasi nulla: un innocuo colpo di spalla sporco su cross dalla fascia, un movimento intelligente in incrocio con Dossena, ma non pesa sulla partita) 

Zuniga: 6 - Fa tanta confusione in avanti: tira quando non deve oppure, quando deve tirare, lo fa in modo miseramente impreciso a pochi passi dalla porta. Ci mette però tanto impegno in fase di costruzione della manovra mettendo tantissimi palloni bassi in mezzo (su uno dei quali Hmasik manca clamorosamente il gol a un metro dalla porta) e copre con grande spirito di sacrificio su un sempre pericoloso Rosi

Hamsik: 6,5 - Forse il più vivo dei suoi in attacco, ma anche poco lucido. Begli assist, belle iniziative, svariati tiri in porta bloccati da Stekelemburg, un gol dei suoi, ma anche un gol fallito che grida ancora vendetta sullo 0 a 1

Lavezzi: 6,5 - Tanto impegno e un palo simbolo di tanta sfortuna. Esce per un problema muscolare, forse uno stiramento o una contrattura: stavolta trova un modo più originale per anticipare le vacanze natalizie...preferivamo il cartellino giallo... (dal 56' Pandev: 5 - Segna, ma il gol viene giustamente annullato per fuorigioco di Cavani. Per il resto sembra in involuzione atletica, su un terreno che non favorisce le sue caratteristiche fisiche che gli fanno perdere quasi tutti i duelli individuali) 

Cavani: 5,5 - Nel primo tempo totalmente inesistente, stavolta non si sente nemmeno in fase di non possesso. Rimane malinconicamente isolato dal resto della squadra e non riesce mai a farsi trovare pronto. Un po' meglio nella ripresa, quando trova un paio di spunti pericolosi ma litiga con la bandierina del guardalinee in un paio di momenti topici della partita

All. Mazzarri: 3 - Completamente sopraffatto tatticamente a centrocampo da Luis Enrique che ingabbia i centrali di centrocampo azzurri (soprattutto Inler) con pressing asfissiante che costringe gli azzurri a scavalcare sempre il centrocampo che non riesce mai a impostare un'azione pulita. I giallorossi riescono ad essere altissimi e cortissimi, creando una spaventosa densità a centrocampo nella quale si perde qualunque ipotesi di manovra degli azzurri. La Roma quindi abbassa i ritmi e accelera improvvisamente a suo piacimento facendo a fette sistematicamente la difesa azzurra. Una debacle che evidenzia come gli avversari di Mazzarri sappiano ormai come mettere in crisi i meccanismi di gioco del Napoli. Urgono novità e coraggio tattico che al momento sembrano lontani dalla mentalità del tecnico azzurro 

Arbitro Celi: 5 - Discutibile la (non) valutazione di Copelli che sembra non vedere la palla che esce su controllo di Lamela in occasione del gol. Ancora più discutibile la decisione di annullare il gol di Cavani per inesistente fallo di Maggio. Talvolta si erge a protagonista con inutili puntualizzazioni sulla posizione della palla in occasione delle punizioni azzurre, salvo non applicarsi più di tanto sul rispetto delle distanze in barriera. Ben coadiuvato in occasione del gol annullato a Pandev

venerdì 16 dicembre 2011

Sorteggio Champions - Napoli con il Chelsea...e forza Apoel !!!

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Non ci e' andata benissimo, visto che il tanto desiderato Apoel e' finito nelle grinfie dello scandaloso Lione (quello del 7a 1 che gli ha consentito il passaggio del turno con tanto di occhiolino del difensore avversario a Gigou).

Non ci e' andata pero' neanche malissimo, visto che abbiamo evitato gli spauracchi Barcellona e Real Madrid (che a loro volta sono stati comunque contenti di evitarci, almeno per ora).

Alla fine una via di mezzo: il Chelsea di Abramovic, Villas Boas, l'ex secondo di Mourinho che lo scorso anno ha trascinato il Porto ad una straordinaria e meritatissima vittoria in Europe League, ma che quest'anno ha avuto un avvio di stagione quasi fallimentare e che si sta riprendendo in queste ultime settimane.

Partito quest'anno con un 4-2-3-1 ma con molti uomini chiave in crisi (su tutti el nino Torres), Villas Boas sta correggendo il tiro attraverso un 4-3-3 imperniato sul ripescaggio di un Drogba che sembrava ormai perso e la valorizzazione dello spagnolo Mata e del giovane talento inglese Sturridge.

Alcuni critici dicono che in realta' i blues sono una squadra che, anche se ancora ricca di nomi altisonanti (il portiere Cech, Ivanovic, Cole, Terry, Lampard, Ramires, Meireles, Essien e Torres) appare in declino, visto che alcuni di questi uomini, seppur molto esperti a livello internazionale, appaiono anche logori e con meno "fame" che in passato.

A proposito di passato, ricordiamo che esiste un precedente tra gli azzurri e i "blues": torneo Makita, estate 1994, appena raggiunta la qualificazione miracolosa in Uefa con Marcello Lippi (l'ultima qualificazione europea pre-fallimento), gli azzurri andaro in Inghilterra a giocare un quadrangolare con Arsenal, Atletico Madrid e, appunto, Chelsea: vittoria contro il Chelsea per 2 a 0 (reti di Rincon e Agostini) e sconfitta in finale contro l'Atletico Madrid su rigore per 1 a 0.

Tornando a oggi, il Chelsea appare una squadra che potrebbe essere messa in difficolta' ancora una volta nel reparto arretrato, puntando su ritmo, velocita', cambi di gioco e verticalizzazioni, fondamentali tecnico-tattici nei quali il miglior Napoli potrebbe davvero mettere in difficolta' i pesanti e lenti centrali avversari.

Si inizia a Napoli il 21 febbraio, ritorno allo Stanford Bridge di Londra il 14 marzo. La partita di andata si andra' ad "incastrare" tra Fiorentina e Milan, mentre quella di ritorno tra Cagliari e Udinese e quindi e' prevedibile che gli azzurri potranno risentire ancora una volta in campionato degli straordinari sforzi che gli ottavi di Champions richiederanno.

Un cenno al resto del cartellone degli ottavi:

Milan-Arsenal
Basilea-Bayern Monaco
Bayer Leverkusen-Barcellona
Cska Mosca-Real Madrid
Zenit San Pietroburgo-Benfica
Marsiglia-Inter

Discorso a parte merita l'accoppiamento tra l'Apoel e i francesi del Lione. Si dice che tre indizi facciano una prova e, va detto, da quando PLatini e' ai vertici del calcio europeo sono successi almeno tre episodi, diciamo cosi'....particolari:
  1. il famoso fallo di mano che spiano' la strada alla Francia ai danni dell'Irlanda di Trapattoni nelle qualificazioni ai mondiali 2010
  2. l'incredibile 7 a 1 dell'ultimo turno di Champions con cui il Lione (che a fine primo tempo pareggiava 0 a 0!) ha strappato il passaggio del turno
  3. l'accoppiamento del suddetto Lione con la squadra piu' debole, ambita e sognata da tutte le seconde classificate, ossia appunto l'Apoel Nicosia
Certo non e' questa la sede per esprimere tesi di un certo tipo, ma la puzza di bruciato, di marcio (per non dire di "escrementi") appare sempre piu' evidente e pone interrogativi inquietanti su certi "aiuti" che di tanto in tanto riceve, ormai in modo sempre piu' puntuale e ossequioso, il calcio francese.

Sara' un caso probabilmente, ma viene forte dal cuore, oltre che il classico e immancabile grido "FORZA NAPOLI!" anche un altrettanto sentito "FORZA APOEL!".

Il diavolo, se diavolo c'e', fa le pentole, ma non i coperchi e speriamo che la pentola "lionese" venga scoperchiata dall'entusiasmo dei ciprioti....e poi, si sa, viene spontaneo parteggiare per i piu' deboli!



domenica 11 dicembre 2011

Serie A 2011-12: 15ª - Novara - Napoli 1-1 (70' Radovanovic, 83' Dzemaili)

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Un film già visto troppe volte quest'anno: tanto correre ma più con le gambe che con la testa, l'impossibilità di trovare la via della rete (ah, quanto conta avere degli specialisti sui calci piazzati che il Napoli non ha!), l'errore fatale e il gol dell'avversario (con Dzemaili, Lavezzi e Dossena che disfano la barriera di De Sanctis aprendo una voragine in cui si infila il pallone di Radovanovic), il furioso e poco lucido assedio del finale e, ovviamente, non essendo più il campionato 2010-2011, l'attesa inutile del gol della vittoria all'ultimo respiro.

Un pareggio purtroppo che denota i limiti delle forze azzurre, diminuite dallo sforzo fisico, mentale ed emotivo dell'incredibile impresa di Champions.

Purtroppo è così, bisogna accettarlo: nonostante gli sforzi del mercato, qualche scelta sbagliata e qualche infortunio di troppo hanno tolto qualche alternativa di troppo alla rosa azzurra e questo sembra davvero il massimo che le attuali forze del Napoli possano esprimere.

Il vertice appare sempre più lontano e l'ambizione di un terzo posto finale confina sempre più col sogno: i sogni che diventano realtà sembrano altrove quest'anno...

***

De Sanctis: 6 - Momenti tribolati per qualche avventato retropassaggio o per qualche cross, ma non viene mai seriamente impegnato a parte un sinistro di Gemiti. Incolpevole sul gol subito da Radovanovic, visto che la barriera lo tradisce clamorosamente dissolvendosi al momento del tiro del novarese, una cosa mai vista!

Campagnaro: 6 - Qualche imbarazzo di troppo in fase difensiva, specie in fase di alleggerimento. Di converso più di una interessante progressione offensiva per ribaltare l'azione: su una di queste Pandev di testa mette fuori

Cannavaro: 6 - Si vede che la condizione mentale non è al massimo come nelle serate ruggenti di Champions: l'aggressività degli attaccanti del Novara, Rubino in primis, crea più confusione che altro, ma c'è qualche palla vagante di troppo in mezzo all'area napoletana

Aronica: 6,5 - Migliore dei difensori di gran lunga, con tre salvataggi frutto di altrettante perfette e imperiose diagonali difensive (dal 75' Zuniga: 6,5 - Inizia a destra con qualche imbarazzo, poi si sposta a sinistra e fa sfracelli, con progressioni, spunti e cross continui. Dal suo piede inizia l'azione del pareggio azzurro. Nel finale grande chiusura difensiva su Rubino)

Maggio: 5,5 - Spinge spesso, sfiora il gol al 35' ma soffre un po' troppo in fase difensiva e sembra non riuscire mai a sincronizzare i suoi movimenti sulla fascia con gli appoggi dei compagni: o scatta e lo servono corto, oppure lo servono lungo e lui resta sul posto.

Dossena: 6 - Gioca con continuità in fase di spinta, mette palloni d'oro in mezzo all'area e su uno di questi Maggio sfiora il gol. Mezzo voto in meno per aver contribuito al dissolvimento della barriera in occasione del gol del Novara (dall'80' Inler: 5,5 - In evidente precarietà di condizione, commette più errori che cose da ricordare)

Dzemaili: 6 - Gli azzurri dietro soffrono un po' ma la cerniera dello svizzero con Marek regge abbastanza e offre discreta qualità in fase di costruzione della manovra. Ha il merito di farsi trovare pronto all'appuntamento col gol ancora una volta, ma ripara ad un errore che anche lui commette in occasione del gol del Novara aprendo la barriera azzurra

Hamsik: 6 - Vedi Dzemaili. In più una pregevole verticalizzazione nel primo tempo per Cavani anticipato di un soffio da Ujkani

Pandev: 5,5 - Luci e ombre: appare atleticamente vivo, partecipa con assiduità alla manovra, ma non trova il guizzo decisivo

Lavezzi: 6 - Primo tempo non indimenticabile, ripresa giocata invece con grande ferocia, ma il suo impegno non produce i risultati che meriterebbe. Un paio di volte prova ad impensierire Ujkani che però blocca i suoi non irresistibili tiri. Anche al Pocho mezzo voto in meno per aver contribuito al gol del Novara aprendo la barriera

Cavani: 5,5 - Solo una occasione, anticipato di un soffio da Ujkani. Cerca di aiutare molto pressando i difensori del Novara in fase di non possesso (dal 66' Mascara: 5,5 - L'impegno c'è, ma non incide proprio) 

All.Mazzarri: 6 - Difficile tirar fuori il meglio dopo uno sforzo fisico ed emotivo come quello di mercoledì. D'altra parte non è che ci si possa inventare chissà cosa. 

Arbitro: De Marco: 4 - Come suo costume lascia giocare anche su contrasti duri, ma mantiene lo stesso metro di giudizio in tutte le situazioni. Cartellini ben distribuiti, ma lascia più di un sospetto il suo "diplomatico" voltarsi dall'altra parte al momento del contatto tra Ujkani e Pandev:  l'impatto (e soprattutto il comportamento successivo di De Marco) lascia molto perplessi. E vogliamo parlare del fallo da cui scaturisce il gol del Novara? Cannavaro interviene a gamba tesa ma contemporaneamente ad un giocatore del Novara e, di regola, nella contemporaneità del fallo, si penalizza l'attaccante e non il difensore! Due indizi non fanno una prova, ma quasi... De Marco, sei tornato l'arbitrucolo di due anni fa.

mercoledì 7 dicembre 2011

Champions 2011-12: 6a - Villareal - Napoli 0 - 2 (65' Inler, 76' Hamsik)

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Statisticamente è un record eguagliato: nel 90-91 bastarono due vittorie contro il modestissimo Ujpest Dosza per passare agli ottavi quando nella neve di Mosca si scrissero le ultime tristi pagine dell'era Maradona.

Stavolta però l'impresa è di livello decisamente superiore: partendo dalla quarta fascia (!!!) siamo passati agli ottavi attraverso 6 partite durissime, contro la migliore realtà spagnola degli ultimi 10 anni dietro Real e Barcellona, il multimilionario Manchester City degli sceicchi pieno zeppo di campioni e il fortissimo Bayern candidato alla vittoria dell Champions con una finale che si giocherà proprio a Monaco, in cui gli azzurri hanno incassato una sola sconfitta, di misura, a Monaco, rischiando di strappare un incredibile pareggio partendo da uno 0 a 3.

Mancini a fine partita questa sera ha ricordato che "con 10 punti di solito si passa al secondo turno", ma stavolta no: il Napoli è riuscito a farne 11 in un girone durissimo!

Ad agosto avevo definito "sovrumana" l'impresa di passare il turno, ed è successo, al termine di una partita orribile per 65 minuti, sbloccata da un gol straordinario di Inler con un sinistro a giro da fuori area che lascia di sale un pur valido portiere come Diego Lopez.

Primo tempo di una bruttezza inenarrabile: Napoli irretito dal palleggio del Villareal, gioca sempre sotto ritmo, moscio, commette errori banali in fase di costruzione del gioco, non riesce mai a ripartire con le sue celebri accelerazioni, rischia con arzigogolati palleggi in fase difensiva, insomma uno strazio!

Per giunta da Manchester giungono notizie poco piacevoli dopo il gol di Silva che spiana la strada al Manchester contro un Bayern privo di ben nove titolari.

Il Napoli rischia addirittura di capitolare ad inizio ripresa: prima De Sanctis (47') poi Aronica (57') tengono a galla gli azzurri.

E' una partita dove contano poco tattica e tecnica, ma solo i nervi: ed è sui nervi che arriva la bomba di Inler da fuori area, praticamente tirata fuori dal nulla ed è sui nervi che si spinge la palla in rete una seconda volta, quando sembra che proprio non ne voglia sapere di entrare, grazie ad un tocco maligno di Hamsik dopo essersi impappinato una prima volta con la palla tra i piedi.

Poi 10 minuti finalmente di sapiente palleggio degli azzurri che innervosisce i gialli, fino a far loro perdere le staffe (ancora i nervi!) e buttarla in rissa, con la complicità dell'impalpabile arbitro norvegese che conferma la pessima fama della scuola scandinava dopo l'ingloriosa uscita di scena dello scandaloso Ovrebo (quello che, per dirne una, concesse al Bayern un gol con due metri di fuorigioco contro la Fiorentina).

Il Napoli ha la forza di uscirne "soltanto" con una ammonizione per lieve scorrettezza di Campagnaro dopo l'ennesimo fallo di Angel Lopez e una gomitata subita da Aronica a freddo da Gonzalo.

Aveva ragione chi alla vigilia (ad esemmpio Ivan Zazzaroni) aveva brutalmente zittito qualunque tipo di filosofeggiamento tecnico-tattico dicendo che "serve solo vincere, non importa come"... parole sacrosante, vista la prestazione di questa sera degli azzurri, che vengono a capo di una partita mentalmente difficilissima contro un avversario modestissimo, conquistando altri due record:

  • la prima vittoria di una squadra italiana a Villareal
  • la prima volta che una squadra spagnola chiude un girone di Champions a zero punti

Il Napoli stasera ha battuto il Villareal, ha (ri)battuto il Manchester, ma soprattutto ha battuto la paura di perdere sulla linea del traguardo.

E ora? 16 dicembre, sorteggio per gli ottavi a Nyon dove gli azzurri potranno pescare una tra Barcellona, Real Madrid, Benfica, Chelsea, Arsenal o Apoel Nicosia.

Prima partita il 14 febbraio al San Paolo, ritorno due settimane dopo in trasferta...aspettiamo e incrociamo le dita...magari l'avventura azzurra potrebbe riservarci ulteriori impensabili sorprese.

Ma per stasera, gridiamo tutti e soltanto "grazie Napoli!"

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De Sanctis: 8 - Il pericolo maggiore del primo tempo lo corre per uno sciagurato retropassaggio di Campagnaro che lo costringe ad un rinvio da libero. Nella ripresa grande intervento al 47' su Hernan Perez che evita un drammatico cambio di scenario e il sigillo con una paratissima su Gonzalo al 93' in pieno caos, quando il Villareal ha già perso la testa e attacca come un toro furioso

Campagnaro: 5,5 - Inspiegabile prestazione di Hugo: primo tempo orribile, svagato, deconcentrato, sbaglia controlli e passaggi elementari, sceglie soluzioni discutibili nel gestire il pallone, quando si proietta in avanti è totalmente evanescente...e a fine primo tempo rischia di mettere nei guai De Sanctis con un molle retropassaggio. Un po' meglio nella ripresa anche se si fa ammonire ingenuamente nel convulso finale di gara

Cannavaro: 8 - Tiene bene Ruben e Nilmar. Paradossalmente gli crea più pericoli il corpulento argentino che il temuto brasiliano, evidentemente fuori forma per il recente infortunio

Aronica: 8 - Dalle sue parti De Guzman cerca di creare un po' di gioco. A parte qualche piccolo imbarazzo, Totò non soffre e a fine primo tempo riparte con una discesa che crea superiorità numerica in avanti non sfruttata dagli attaccanti azzurri. Straordinario gladiatore nella ripresa, per lunghi tratti di partita il migliore in campo con provvidenziale salvataggio al 57' su contropiede del Villareal

Maggio: 5,5 - Non trova sbocchi anche per suo demerito, visto che a volte sembra lasciarsi imbottigliare quando basterebbe qualche taglio o qualche intelligente movimento senza palla per penetrare la non invincibile difesa spagnola. Qualche raro spazio viene frustrato da interventi irregolari degli avversari.

Gargano: 7,5 - Apprezzabile per impegno, il suo correre nel primo tempo non fa la differenza, ma nella ripresa è determinante per la qualità e la tempestività dei disimpegni, senza sbagliare nulla!

Inler: 8 - Allucinante impresa quella di dargli un voto! Gioca 65' minuti di calcio inguardabile, fa fatica a farsi vedere dai compagni per impostare il gioco e quelle rare volte che ci riesce perde ingenuamente palla, sembrando fuori condizione fisicamente e mentalmente, salvandosi solo per qualche intervento in fase difensiva. Poi tira fuori dal nulla il gol più importante degli ultimi 20 anni della storia del Napoli, con un tiro da fuori area di rara bellezza: il colpo del campione nel momento più importante e più difficile a livello personale e a livello di squadra. Quel gol cambia la partita del Napoli e la sua personale prestazione: da quel momento soltanto un errore, ma tantissime giocate di qualità e freddezza, dominando il centrocampo

Zuniga: 5,5 - Corre e spinge, ma sbaglia tanto, troppo! A partire dalla clamorosa occasione del 5' del primo tempo per continuare con errori di appoggio e di scelte in fase offensiva. Meriterebbe un rigore a favore, ma l'arbitro ignora clamorosamente (dal 92' Grava: 10 - Voto alla carriera, solo per essere riuscito senza raccomandazioni, soltanto con le sue forze e la sua umiltà e caparbietà ad arrivare qui dopo una rincorsa infinita. In più ci mette testa e agonismo nel furioso assedio finale del Villareal)

Lavezzi: 7 - Nel primo tempo clamorosamente ininfluente, da 5: solo uno spunto degno del Pocho fermato appena oltre la metà campo da una strattonata di Zapata. Esattamente il negativo della sublime prestazione di sabato. Nella ripresa si scuote, crea il panico in area del Villareal, sfiora il gol prima e dopo l'1 a 0, recupera palla fin nella sua metà campo e nel finale gestisce la palla senza lasciarsi travolgere dalla rissa

Hamsik: 7,5 - Nel primo tempo e' l'unico che riesce a dare un minimo di qualità alla manovra azzurra e per poco non trova la porta con un bellissimo tiro da fuori, ma sembra predicare quasi nel deserto. Nella ripresa si giova della crescita della squadra, imbecca Inler per il passaggio che porta all'1 a 0 e poi mette il sigillo salvando i compagni da un finale da panico (dal 78' Dzemaili: 6 - Aiuta la squadra nel convulso finale dove però il clima di rissa non permette di far valere la sua qualità)

Cavani: 5 - Nessuna palla giocabile, si sente in alcune situazioni difensive con le sue consuete diagonali a proteggere il centrocampo. Stavolta non è dai suoi piedi che passa la storia (dall'82' Pandev: 6 - Non ha il tempo di rendersi pericoloso, ma entra subito nel rissoso clima del finale, andando a difendere con grande spirito di sacrificio)

All. Mazzarri: 10 - La squadra fallisce totalmente l'approccio mentale col match e lui riesce a scuoterla con un gesto un po' fortuito un po' no su Nilmar che gli vale una forse frettolosa espulsione, ma che sembra liberare in parte l'enorme peso di cui sembrano gravati quasi tutti i suoi uomini. Merita il voto massimo per l'incredibile impresa che è riuscito a realizzare

ARBITRO: Moen (Norvegia): 2 - Poco convincente la sua (non) scelta al 16' su cross di Zuniga respinto in angolo con braccio alto dal suo marcatore diretto, la sua mancata ammonizione di Perez per brutta entrata su Inler al 37' (ammonito poi un minuto dopo per trattenuta su Maggio) e la decisione di ammonire anzichè espellere Zapata per trattenuta decisiva sul Pocho che altrimenti si sarebbe involato solo dalla linea di metà campo verso la porta. Pessimo nella gestione della ripresa, dove dimentica svariate volte il cartellino per interventi duri degli spagnoli fino alla rissa finale dove Angel Lopez (graziato già in più occasioni) si prende solo un rosso. Incredibile che nè lui nè alcun altro dei suoi collaboratori scorge la vergognosa gomitata a freddo di Gonzalo su Aronica nel recupero. Da dimenticare! (...meno male che ci è andata bene...)