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giovedì 29 aprile 2010

29 Aprile 1990

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ANTEFATTO:

1. facciamo giustizia sulla storia della monetina!



2. una settimana prima... Bologna-Napoli 2 a 4...(e il Milan crolla col Verona quasi retrocesso!!!)





...E POI,DOPO UNA CALDISSIMA SETTIMANA DI PASSIONE, ATTESA E ANSIA...





...E POI A RIPERCORRERE NELLA MEMORIA QUELLA GRANDE CAVALCATA (IN CASA 16 VITTORIE E 1 PAREGGIO!!!!)





martedì 27 aprile 2010

Corbo:"Le ombre di Mazzarri..."

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Mazzarri ha lavorato bene ma ha avuto la colpa di fossilizzarsi sui propri meriti, scegliendo sempre gli stessi giocatori e lo stesso modulo a discapito del risultato. Sarebbe stato meglio dare spazio e giocatori più in forma in questa fase finale.

Devo notare che mi hanno molto stupito, in maniera negativa, alcuni atteggiamenti di Mazzarri che in questo momento così decisivo ha tirato in ballo il discorso del rinnovo contrattuale per il 2012 addirittura. Mi è sembrato l’atteggiamento di un allenatore che pensa al suo futuro e non a quello della società. In questo momento bisogna solo pensare a vincere le partite e lui non ci è riuscito.
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Condivido molto le parole di Corbo e le mie perplessità aumentano in relazione alla gestione di Hoffer, mandato in tribuna per un presunto infortunio alla caviglia e che, contattato da un giornalista del Mattino ha dicharato di stare benissimo. C'è stato un equivoco?

Se arriveremo in Europa League, nonostante la comprensibile delusione per la mancata qualificazione Chmpions, sarò grato a Mazzarri e a lui andrà grande merito per questo traguardo.
Ma, guardando un po' oltre, verso il prossimo mercato e il prossimo anno, vedo una serie di "nodi" che società e tecnico dovranno essere molto abili a sciogliere (e che nascono da quelle "ragioni di una sconfitta" su cui mi sono soffermato due settimane fa).

Nodi da sciogliere con competenza, organizzazione e determinazione per far fronte ad una stagione che, soprattutto laddove dovessimo arrivare settimi (e iniziare la stagione ufficiale già a fine luglio), si prospetta molto dura e complessa.

Noi teniamo la guardia alta, pur nel tifo e nella passione immensa per i nostri colori...anzi: proprio per questo!

domenica 25 aprile 2010

Casa, amara casa!

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All'inizio del girone di ritorno, al'insegna del "casa dolce casa" c'era ottimismo sulle possibilità di Champions per il Napoli perchè, tutti dicevano, il Napoli avrebbe avuto un girone di ritorno con quasi tutte le grandi in casa (tranne il Milan e la Samp) e una fase finale di campionato con calendario molto favorevole.

Nel girone di ritorno però il Napoli, su 9 partite disputate, ne ha vinte soltanto 2 e pareggiate ben 5. 7 volte su 9 il Napoli non ha vinto, conquistando solo 11 dei 27 punti disponibili.

Avesse avuto non dico un rendimento da scudetto, ma almeno 4/5 punti in più, il Napoli sarebbe ancora lì a sognare.

Ma come dimostra anche la Roma di questa sera (ma anche direi la storia del calcio e dello sport), quando un atleta o una squadra spingono tanto al di là delle loro possibilità per tanto tempo come ha fatto il Napoli (e più ancora la Roma) devi aspettarti e temere che il campo ti presenti il conto.

Sono cose che non dico oggi, ma da sempre, dall'inizio della stagione, temendo addirittura che qesta rosa non riuscisse a tenere nemmeno per l'Europa League fino a fine stagione.

Non a caso, con le debite proporzioni tecniche, le partite odierne di Napoli e Roma si somigliano: a furia di inseguire c'è un momento in cui, anche se domini in campo, vai fisicamente e mentalmente fuori giri, e raccogli puntualmente meno di quanto meriteresti.

Ma è il frutto dello sforzo continuo, dell'inseguimento senza sosta, dell'impossibilità costante di fermarti perchè appena ti fermi tutto è perduto.

Oggi è una giornata strana: la finale Inter-Roma di Coppa Italia e i "suicidi" interni di Fiorentina e Genoa, fanno sì che il settimo posto del Napoli, con 5 punti di vantaggio sul Genoa a 3 giornate dalla fine, significhi la quasi totale certezza di centrare l'obiettivo dichiarato da De Laurentiis ad inizio stagione, ossia l'Europa League, ma nel contempo, per le vittorie di Palermo e, soprattutto, Samp, si debba dire addio ai residui sogni di Champions riaccesi dalle prodezze del Pocho di domenica scorsa.

La delusione nasce dall'aver accarezzato per mesi un sogno incredibile e di averlo visto sfumare con una flessione che, in piccolo, ha ricordato il tracollo della scorsa stagione (anche se lucidamente non possiamo fare paragoni con lo scorso anno).

Quando due settimane fa, all'indomani della sconfitta col Parma, ho analizzato "le ragioni di una sconfitta" ho voluto cercare di analizzare i motivi per cui il Napoli non era obiettivamente attrezzato per puntare alla Champions e cosa avrebbe dovuto fare la società (e non ha saputo o volto fare) per continuare a inseguire un sogno.

L'obiettivo Europa League, se verrà conseguito, sarà comunque un grande risultato, del quale dovremo ringraziare la società, il tecnico e la squadra, ma certe scelte ( o certe non scelte ) di questa stagione dovranno essere motivo di attenta riflessione da parte di società e tecnico, perchè il prossimo anno, se Europa sarà, sarà un anno difficilissimo per tante ragioni (la prima la gestione di un inizio stagione precoce e un breve post-mondiale) nel quale De Laurentiis in primis, visto che manca un vero direttore generale, dovrà evitar di ripetere gli errori dello scorso anno (stagione, ricordiamo, iniziata precocemente con l'Intertoto) e quest'anno.

Anche la partita di oggi è il manifesto del "vorrei ma non posso", di una squadra che costruisce molto gioco, ma poca qualità e, soprattutto, poca incisività sotto porta.

Una squadra che sente ora anche il segno della stanchezza fisica, con due evidenti flessioni nel primo quarto d'ora della ripresa e negli ultimi 10 minuti.

Una squadra che pur attingendo dalla panchina gente sulla carta di qualità come Dossena, Bogliacino e Maggio (tutti e tre però in condizioni non brillanti o, vedi Dossena, impresentabili), denota poche soluzioni a fronte di emergenze infortuni e squalifiche che il sottoscritto, che segue calcio da oltre trent'anni da semplice tifoso, sa essere un fattore prevedibile in finali di campionati così lunghi come questi, laddove a gennaio tecnico e società hanno voluto sfoltire la rosa di nomi importanti che in questo finale sarebbero potuti essere utili (vedi Datolo).

La sensazione insomma è quella: spingi a folle velocità il motore di una utilitaria per farla gareggiare con una Ferrari e a un certo punto il motore rompe per lo sforzo. La "cilindrata" della rosa azzurra quella è, Mazzarri, pur con molti errori in questa ultima fase del campionato, ha cercato di trarre il massimo.

Ecco perchè, specie in casa, il raccolto è stato poco generoso...casa, amara casa, appunto!

Le pagelle di Napoli Cagliari

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De Sanctis S.V.


Scelta "provocatoria" la mia per dire quanto De Sanctis non sia stato minimamente impegnato oggi...da ricordare al massimo un'uscita "a farfalle" nel primo tempo su un cross di Lazzari, ma per fortuna senza conseguenze. Ma il ruolo di spettatore aggiunto di Morgn dà il senso di quanto il Cagliari sia stato impalpabile, per merito anche della difesa azzurra, dalle sue parti. E ciò accresce il rammarico per l'ennesima occasione sprecata.



Grava 7


Solita eccellente partita in fase difensiva, tiene la museruola a chiunque passi dalle sue parti e proovoca nel finale l'espulsione del temibile Cossu appena entrato. Cerca anche ogni tanto di appoggiare in fase di costruzione, ma non incide più di tanto...del resto da Gianluca va benissimo così.



Campagnaro 6


Nessun particolare patema in fase difensiva, cerca di spingere anche lui, man mano che passano i minuti, ma il suo apporto non pare molto significativo. Sempre presente e grintoso, ma meno "brillante" e devastante che in altre occasioni.



Cannavaro 7


Vedi Grava. Imbavaglia qualsiasi iniziativa degli attaccanti sardi, contrasta, riparte, a un certo punto, nell'assedio finale, si schiera anche centravanti aggiunto, ma in questa veste non si rende mai pericoloso nè purtroppo aumenta il tasso di pericolosità del disgraziato attacco azzurro. Comunque commovente!



Aronica 6


Contrasta e man mano spinge sempre di più. Certo in fase offensiva non è Zuniga, nè Maggio ma il suo lo fa senza particolari sbavature.



Pazienza 5,5


Poco brillante, condizionato dalla maschera che gli protegge il naso fratturato, non contrasta con la solita grinta di questo anno per lui eccezionale ed è meno preciso del solito negli appoggi, anche se nel primo tempo verticalizza splendidamente per Denis che tira in bocca a Marchetti. Peccato...



Gargano 5


Confusionario, recupera qualche pallone alla sua maniera, ma spreca tanto, troppo in fase di appoggio e così contribuisce a "ingolfare" il già traballante motore azzuro. Un paio di volte tenta la conclusione, ma con esiti da dimenticare...infatti me ne stavo dimenticando anch'io di scriverne...



Zuniga 6,5


Alterna autentiche delizie tecniche a ingenuità madornali, tra cui l'incredibile errore sotto porta a pochi minuti dalla fine che avrebbe quasi certamente dato la vittoria agli azzurri. Spinge continuamente, senza sosta, a volte però in modo impreciso e confusionario. Comunque uno dei migliori e dei più brillanti dei suoi.



Dossena 5


Ancora oggetto misterioso, entra a metà del secondo tempo e sbaglia appoggi e passaggi. Un pesce fuor d'acqua, purtroppo, fa venire al pubblico quella stessa barba lunga che lui porta con malinconia. Si vede che vuole fare qualcosa, ma che in questo momento è nel posto sbagliato al momento sbagliato. Peerò sia ben chiaro che, da parte mia, questa non è una bocciatura definitiva, ma solo un rimando a settembre sperando di vedere il prossimo anno il vero Dossena.



Bogliacino 5,5


Costretto ad avvicendare Lavezzi, cerca di offrire il suo consueto contributo di intelligenza e classe. Schierato spesso nella posizione di trequartista a sinistra, cuce gioco offensivo con qualche bella invenzione, ma alla lunga paga la sua scarsa abitudine all'impegno agonistico, visto il suo persistente mancato utilizzo da parte di Mazzarri per molti mesi.



Hamsik 5,5


Partecipa molto al gioco, ma sbaglia anche tanto, a volte tentando di giocare di prima ma sorprendendo i compagni, altre volte invece tocchettando troppo e cercando troppo di arrivare in porta col pallone. Poco presente a concludere, specie nel secondo tempo.



Lavezzi 5

Inizia benino, ma dopo 15 minuti sente il muscolo e tra lui e Mazzarri inizia uno stucchevole siparietto in cui nessuno dei due sa cosa fare. Il Pocho è combattuto tra lo voglia di giocare per fare bene e convincere Maradona a convocarlo per il mondiale e il timore di peggiorare la situazione e perdere tutto. Alla fine, condizionato da un paio di appoggi sbagliati, Mazzarri si infuria e lo sostituisce senza pietà...e lui se ne va negli spogliatoi a testa bassa. Il voto basso gli va per come appare immaturo nel suo modo di gestire questa situazione che crea incertezza e deconcentrazione nella squadra per una lunga fase della partita.



Maggio S.V.

Non fa nulla di eccezionale, ma appare fisicamente recuperato e cerca di offrire quello che può nell'assedio finale, nei pochi minuti concessigli da Mazzarri, cercando soprattutto di combinare in sovrapposizione a Zuniga. Da rivedere.



Denis 6,5

Il voto per l'impegno mostruoso che ci mette per tutta la partita dove solo un immenso Marchetti gli impedisce con interventi miracolosi di segnare due o tre gol. In altri casi ciabatta conclusioni improbabili che ne denotano carenze tecniche nel fondamentale del tiro (hai detto niente?).

Mazzarri 5

Raccoglie e paga oggi gli errori disseminati qua e là assieme alla società nel corso della stagione. Va bene la storia del "siamo venuti in corsa", "questa squadra ha fatto il massimo", ecc.
Siamo d'accordo mister! Questa squadra ha fatto il massimo ma lei ha fatto molto assieme alla società, in un anno che ci ha presentato un'occasione più unica che rara, per ridurre l'organico, non tentare di prendere qualche intelligente rinforzo che solo per alibi il tecnico e la società non hanno voluto e alla fine arrivare a oggi dove il Napoli ha concluso una partita decisiva per la stagione schierando come tridente Denis, Zuniga e Bogliacino con Hoffer (unico attaccante di ruolo) in tribuna anzichè in panchina. Come saranno di Mazzarri i merito e gli onori se il Napoli agguanterà l'Europa, così sarà anche di Mazzarri (oltre che della società) il fallimento di una eventuale escusione dall'Europa. Con 5 punti di vantaggio sul Genoa a 3 giornate dalla fine l'obettivo non dovrebbe sfuggire, anche se il sogno Champions finisce oggi.

Mazzoleni 6,5

Ancora un buon arbitraggio, nessun errore clamoroso, qualche cartellino ben assestato. Quasi non si nota la sua presenza.

Serie A 09/10 - 35ª - Napoli-Cagliari 0-0

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