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domenica 14 novembre 2010
Le pagelle di Lazio-Napoli
De Sanctis: 6,5 - Poco impegnato, ma tanti brividi e due volte a raccogliere la palla in fondo al sacco. Tra i meno colpevoli della sconfitta. Evita il 3 a 0 con la punta delle dita su tiro di Zarate.
Grava: 5 - Meno brillante del solito, dal suo lato, sul fronte destro della difesa azzurra, nascono i pericoli maggiori e il gol di Zarate. A metà del primo tempo Mazzarri scambia la sua posizione con quella di Campagnaro. Ma la musica cambia poco: tanta grinta, qualche svarione e tante difficoltà a districarsi nel turbillon che Reja crea sulla tre quarti.
Cannavaro: 4,5 - Non resiste alla "coltellata" di Zarate, uscendo male tentando un improbabile fuorigioco, rischia di provocare il 2 a 0 tentando di nuovo di mettere in fuorigioco gli avanti laziali, ripete l'errore lasciando la voragine in cui Floccari va a nozze per il 2 a 0. Rischia l'autogol con un colpo di testa che bacia la traversa. Pomeriggio da dimenticare.
Campagnaro: 5,5 - Lotta, combatte e chiude con affidabilità nel primo tempo, ma cala nella ripresa. Un suo "orrore" in fase di impostazione mette Zarate solo davanti a De Sanctis che rimedia per miracolo.
Maggio: 5,5 - Appare in leggera ripresa, un paio di discese molto pericolose e persino una conclusione pericolosa, ma il Maggio che conosciamo è lontanissimo. Lascia il campo dopo un'ora di gioco.
Vitale: 5,5 - Propositivo in avanti e attento a chiudere in fase difensiva. Mette un paio di palloni al centro, ma anche lui cala nella ripresa.
Pazienza: 5,5 - Si vede che non è al meglio, eppure bravo in due coperture provvidenziali nella sua area di rigore nei primi 10 minuti e in fase di filtro, dove il turbillon dei trequartisti laziali fanno venire più di un la di testa. Cala progressivamente alla distanza travolto dalle sue difficoltà fisiche e dal morale alto dei frombolieri laziali.
Yebda: 6,5 - Primo tempo da 8: dominatore assoluto del centrocampo, un trattore incontenibile nel recuperare palloni, nel trascinare la squadra in avanti, nel tirare anche due volte verso la porta. Si fa trovare sempre libero dai suoi compagni, chiede palla e la gioca sempre cucendo il gioco e azzardando anche qualche buon cambio di gioco. Nella ripresa cala paurosamente e la Lazio prende in mano il centrocampo fino a trovare il gol del 2 a 0. Tenta qualche iniziativa per riportare gli azzurri in partita ma non ha più la forza e la tenuta mostrata nel primo tempo.
Hamsik: 4 - 30 minuti di nulla, poi all'improvviso appare in avanti tentando di deviare in porta un tiro di Maggio. Cresce leggermente nel finale di primo tempo, poi sparisce del tutto, ancora lontano da un rendimento accettabile per uno della sua classe. Io sono sempre più convinto che il modulo di Mazzarri (e lo dicevo già lo scorso anno) ne ammazza le migliori qualità e mette la squadra in inferiorità numerica a centrocampo.
Cavani: 5 - Imballato, fuori ritmo, non riesce a sfruttare le geniali invenzioni del Pocho. Nella ripresa Muslera gli concede una palla da spingere in porta. Infine un colpo di testa con una certa libertà. Niente da fare. Appare comunque svuotato di energie. Sono preoccupato pensando che in settimana dovrà farsi un altro viaggio intercontinentale e un'altra partita laddove avrebbe urgente bisogno di riposo.
Lavezzi: 7 - Solo contro tutti, ovunque, colpi geniali (incrocio dei pali cadendo), nel primo tempo corre dovunque per conquistare palla e martellare la difesa laziale spuntando da ogni parte. Nella difesa sparisce dalla partita per decine di minuti, ma nel finale torna il giocatore incontenibile del primo tempo. Ammirevole!
Zuniga: 5,5 - Al posto di Maggio chiude discretamente dietro, tranne che nel gol del 2 a 0 dove dovrebbe chiudere il buco lasciato da Cannavaro. Cerca di rendersi pericoloso davanti. Comunque uno dei più in palla.
Sosa: 6 - Un paio di cose pregevoli, corsa e impegno, una bellissima conclusione in porta fuori di poco.
Dumitru: 6 - A lui la sufficienza va di stima per il coraggio con cui affronta i suoi ingressi in campo che avvengono sempre nei momenti più "disperati" della squadra. Non si può chiedere a lui di salvare la patria. Fa il massimo che l'età e l'esperienza gli consentono.
Mazzarri: 5 - Legge le difficoltà dei centrali invertendo le posizioni di Grava e Campagnaro. Ma Reja gli crea sempre inferiorità numerica in tutte le zone del campo, in particolare sulla tre quarti dove Reja sa che i tre centrali soffrono gli uomini di fantasia di cui la Lazio abbonda. Stavolta nulla da dire sui cambi, sia nei tempi che negli uomini. A un certo punto mette anche la difesa a 4, facendo uscire Grava per mettere Sosa, schierando Sosa a centrocampo con Pazienza e Yebda e in attacco Dumitru assieme a Lavezzi e Cavani. Ma evidentemente la squadra ha pagato la stanchezza delle tantissime disputate nell'ultimo mese. Ancora una volta però non è riuscito a trovare convincenti contromosse al temibile turbillon dei fantasisti laziali. E ancora: inutile lamentarti che giochi 8 partite in meno di un mese...lo sapevi già da inizio stagione. E allora perchè non hai fatto maggiori rotazioni? E perchè ti sei ostinato a tenere due "ectoplasmi" in campo come Maggio e Hamsik, che vagano senza senso per il campo da settimane? E' vero che lei sta facendo miracoli! Perchè è un miracolo essere terzi, giocando da settimane in 9 contro 11!
Bergonzi: 5 - Un errore grosso, sul gol di Zarate il controllo è di mano. Questo errore, unito al precedente (non ammonire lo stesso Zarate dopo avergli fischiato, con ritardo, un altro controllo di mnao molto simile), ha in parte condizionato un incontro che la Lazio ha comunque meritato di vincere sul campo. Il rigore reclamato dai laziali...nì. Per il resto una oculata gestione dei cartellini (graziando Lavezzi da una ammonizione che lo avrebbe tolto dal posticipo col Bologna) e un buon supporto dei suoi guardalinee sui fuorigioco.
Grava: 5 - Meno brillante del solito, dal suo lato, sul fronte destro della difesa azzurra, nascono i pericoli maggiori e il gol di Zarate. A metà del primo tempo Mazzarri scambia la sua posizione con quella di Campagnaro. Ma la musica cambia poco: tanta grinta, qualche svarione e tante difficoltà a districarsi nel turbillon che Reja crea sulla tre quarti.
Cannavaro: 4,5 - Non resiste alla "coltellata" di Zarate, uscendo male tentando un improbabile fuorigioco, rischia di provocare il 2 a 0 tentando di nuovo di mettere in fuorigioco gli avanti laziali, ripete l'errore lasciando la voragine in cui Floccari va a nozze per il 2 a 0. Rischia l'autogol con un colpo di testa che bacia la traversa. Pomeriggio da dimenticare.
Campagnaro: 5,5 - Lotta, combatte e chiude con affidabilità nel primo tempo, ma cala nella ripresa. Un suo "orrore" in fase di impostazione mette Zarate solo davanti a De Sanctis che rimedia per miracolo.
Maggio: 5,5 - Appare in leggera ripresa, un paio di discese molto pericolose e persino una conclusione pericolosa, ma il Maggio che conosciamo è lontanissimo. Lascia il campo dopo un'ora di gioco.
Vitale: 5,5 - Propositivo in avanti e attento a chiudere in fase difensiva. Mette un paio di palloni al centro, ma anche lui cala nella ripresa.
Pazienza: 5,5 - Si vede che non è al meglio, eppure bravo in due coperture provvidenziali nella sua area di rigore nei primi 10 minuti e in fase di filtro, dove il turbillon dei trequartisti laziali fanno venire più di un la di testa. Cala progressivamente alla distanza travolto dalle sue difficoltà fisiche e dal morale alto dei frombolieri laziali.
Yebda: 6,5 - Primo tempo da 8: dominatore assoluto del centrocampo, un trattore incontenibile nel recuperare palloni, nel trascinare la squadra in avanti, nel tirare anche due volte verso la porta. Si fa trovare sempre libero dai suoi compagni, chiede palla e la gioca sempre cucendo il gioco e azzardando anche qualche buon cambio di gioco. Nella ripresa cala paurosamente e la Lazio prende in mano il centrocampo fino a trovare il gol del 2 a 0. Tenta qualche iniziativa per riportare gli azzurri in partita ma non ha più la forza e la tenuta mostrata nel primo tempo.
Hamsik: 4 - 30 minuti di nulla, poi all'improvviso appare in avanti tentando di deviare in porta un tiro di Maggio. Cresce leggermente nel finale di primo tempo, poi sparisce del tutto, ancora lontano da un rendimento accettabile per uno della sua classe. Io sono sempre più convinto che il modulo di Mazzarri (e lo dicevo già lo scorso anno) ne ammazza le migliori qualità e mette la squadra in inferiorità numerica a centrocampo.
Cavani: 5 - Imballato, fuori ritmo, non riesce a sfruttare le geniali invenzioni del Pocho. Nella ripresa Muslera gli concede una palla da spingere in porta. Infine un colpo di testa con una certa libertà. Niente da fare. Appare comunque svuotato di energie. Sono preoccupato pensando che in settimana dovrà farsi un altro viaggio intercontinentale e un'altra partita laddove avrebbe urgente bisogno di riposo.
Lavezzi: 7 - Solo contro tutti, ovunque, colpi geniali (incrocio dei pali cadendo), nel primo tempo corre dovunque per conquistare palla e martellare la difesa laziale spuntando da ogni parte. Nella difesa sparisce dalla partita per decine di minuti, ma nel finale torna il giocatore incontenibile del primo tempo. Ammirevole!
Zuniga: 5,5 - Al posto di Maggio chiude discretamente dietro, tranne che nel gol del 2 a 0 dove dovrebbe chiudere il buco lasciato da Cannavaro. Cerca di rendersi pericoloso davanti. Comunque uno dei più in palla.
Sosa: 6 - Un paio di cose pregevoli, corsa e impegno, una bellissima conclusione in porta fuori di poco.
Dumitru: 6 - A lui la sufficienza va di stima per il coraggio con cui affronta i suoi ingressi in campo che avvengono sempre nei momenti più "disperati" della squadra. Non si può chiedere a lui di salvare la patria. Fa il massimo che l'età e l'esperienza gli consentono.
Mazzarri: 5 - Legge le difficoltà dei centrali invertendo le posizioni di Grava e Campagnaro. Ma Reja gli crea sempre inferiorità numerica in tutte le zone del campo, in particolare sulla tre quarti dove Reja sa che i tre centrali soffrono gli uomini di fantasia di cui la Lazio abbonda. Stavolta nulla da dire sui cambi, sia nei tempi che negli uomini. A un certo punto mette anche la difesa a 4, facendo uscire Grava per mettere Sosa, schierando Sosa a centrocampo con Pazienza e Yebda e in attacco Dumitru assieme a Lavezzi e Cavani. Ma evidentemente la squadra ha pagato la stanchezza delle tantissime disputate nell'ultimo mese. Ancora una volta però non è riuscito a trovare convincenti contromosse al temibile turbillon dei fantasisti laziali. E ancora: inutile lamentarti che giochi 8 partite in meno di un mese...lo sapevi già da inizio stagione. E allora perchè non hai fatto maggiori rotazioni? E perchè ti sei ostinato a tenere due "ectoplasmi" in campo come Maggio e Hamsik, che vagano senza senso per il campo da settimane? E' vero che lei sta facendo miracoli! Perchè è un miracolo essere terzi, giocando da settimane in 9 contro 11!
Bergonzi: 5 - Un errore grosso, sul gol di Zarate il controllo è di mano. Questo errore, unito al precedente (non ammonire lo stesso Zarate dopo avergli fischiato, con ritardo, un altro controllo di mnao molto simile), ha in parte condizionato un incontro che la Lazio ha comunque meritato di vincere sul campo. Il rigore reclamato dai laziali...nì. Per il resto una oculata gestione dei cartellini (graziando Lavezzi da una ammonizione che lo avrebbe tolto dal posticipo col Bologna) e un buon supporto dei suoi guardalinee sui fuorigioco.
mercoledì 10 novembre 2010
Furto con scasso...ma quanto sacrificio!
Un ennesimo finale romanzesco al Sant'Elia e stavolta, in un'ideale progressione iniziata tre anni fa con una atroce sconfitta nei minuti di recupero, passando per l'incredibile pareggio di Bogliacino dello scorso anno, si arriva ad una vittoria che nessuno si sarebbe mai immaginato, specie negli ultimi minuti in cui Aronica si regge in piedi a malapena e Campagnaro gioca solo lì davanti come accadeva nel calcio antico dove non esistevano le sostituzioni.
Dopo 15 anni, espugnato il Sant'Elia al termine di una partita di una bruttezza imbarazzante, in linea con la modestia tecnica di questo torneo.
Il merito della vittoria azzurra sta tutta in quella incredibile progressione finale di Cavani e Lavezzi, quando tutti si sarebbero aspettati il fischio finale di Rocchi.
Gli azzurri nel primo tempo contengono quasi con facilità un Cagliari ben lontano parente della squadra rivelazione degli ultimi due anni. In verità già nella seconda metà dello scorso anno, i rossoblù, raggiunta la salvezza con grandissimo anticipo, si avvitarono in una sequenza spaventosa di risultati negativi e il Cagliari visto questa sera, senza alcun valore tecnico di rilievo, con un Conti irriconoscibile, un Matri cancellato da Santacroce e un Cossu che riesce a fare solo un cross in tutta la partita, sembra ripercorrere lo stesso abulico binario.
Tatticamente gi azzurri coprono molto bene le zone del campo, favoriti da uno schieramento ormai raro da vedere, con due punte vicine come Matri e Nenè che si consegnano ai tre centrali che finalmente non devono ammattire appresso all'unico riferimento centrale che ormai schierano quasi tutte le squadre.
E anche quando uno dei due (specialmente Matri) si allarga, costringendo Santacroce a uscire sul lato destro, il Napoli difende con ordine scalando Dossena sulla linea dei difensori.
La partita vivacchia, con pochi spunti (un tiro da fuori di Gargano e un volo d'angelo di testa di Lavezzi che fa gridare al gol con Agazzi immobile), ma l'usura di questa stagione massacrante si fa sentire nei muscoli degli azzurri che per la prima volta si vedono costretti a fare i conti con gli infortuni, speriamo lievi, di Dossena, Aronica e Campagnaro.
Inoltre calano anche Gargano, Yebda, Hamsik e Maggio per cui il modestissimo Cagliari di questa sera osa affacciarsi in avanti ma crea solo qualche mischia senza una parvenza di gioco.
L'immagine di questa vittoria azzurra sembra quella provocatoriamente indicata nel titolo di questo commento, alla luce di una vittoria a cui ormai nemmeno il più fanatico dei tifosi azzurri avrebbe più creduto, ma a mente più fredda, riavvolgendo il nastro della partita, se c'è una squadra che ha provato a fare qualcosa in più è stato il Napoli, con più lucidità nel primo tempo e nelle prime fasi della ripresa. Fa fatica a ripartire da metà ripresa in poi per motivi puramente fisici e non tattici e comunque la prodezza atletica del Pocho rende alla fine meritata la vittoria azzurra.
E ora? Terzi a due punti dal Milan, con una Lazio temibile ma in calando che ci aspetta domenica mattina, il campionato sembra sempre più imprevedibile e indecifrabile. Personalmente credo che, pur tra un paio di sorprese, tra cui speriamo di vedere gli azzurri, il campionato ritroverà alla lunga i suoi equilibri pronosticati alla vigilia. I campionati a 20 squadre sono lunghissimi e nelle ultime 10 partite si verificano crolli e progressioni del tutto imprevedibili.
Per ora godiamoci questo comunque eccezionale risultato conseguito finora tra tante difficoltà: a Mazzarri, nonostante continuino a non piacermi i suoi modi (e soprattutto i suoi tempi) di gestire i cambi, vanno riconosciuti impegno e risultati lusinghieri. Il suo dovere ora è far continuare a crescere seconde linee come Santacroce e Sosa e riallungare una panchina finora molto corta... e ora tutti a dormire...e sognare, forse!
Domenica ci aspetta un'altra durissima battaglia! Forza azzurri!
Dopo 15 anni, espugnato il Sant'Elia al termine di una partita di una bruttezza imbarazzante, in linea con la modestia tecnica di questo torneo.
Il merito della vittoria azzurra sta tutta in quella incredibile progressione finale di Cavani e Lavezzi, quando tutti si sarebbero aspettati il fischio finale di Rocchi.
Gli azzurri nel primo tempo contengono quasi con facilità un Cagliari ben lontano parente della squadra rivelazione degli ultimi due anni. In verità già nella seconda metà dello scorso anno, i rossoblù, raggiunta la salvezza con grandissimo anticipo, si avvitarono in una sequenza spaventosa di risultati negativi e il Cagliari visto questa sera, senza alcun valore tecnico di rilievo, con un Conti irriconoscibile, un Matri cancellato da Santacroce e un Cossu che riesce a fare solo un cross in tutta la partita, sembra ripercorrere lo stesso abulico binario.
Tatticamente gi azzurri coprono molto bene le zone del campo, favoriti da uno schieramento ormai raro da vedere, con due punte vicine come Matri e Nenè che si consegnano ai tre centrali che finalmente non devono ammattire appresso all'unico riferimento centrale che ormai schierano quasi tutte le squadre.
E anche quando uno dei due (specialmente Matri) si allarga, costringendo Santacroce a uscire sul lato destro, il Napoli difende con ordine scalando Dossena sulla linea dei difensori.
La partita vivacchia, con pochi spunti (un tiro da fuori di Gargano e un volo d'angelo di testa di Lavezzi che fa gridare al gol con Agazzi immobile), ma l'usura di questa stagione massacrante si fa sentire nei muscoli degli azzurri che per la prima volta si vedono costretti a fare i conti con gli infortuni, speriamo lievi, di Dossena, Aronica e Campagnaro.
Inoltre calano anche Gargano, Yebda, Hamsik e Maggio per cui il modestissimo Cagliari di questa sera osa affacciarsi in avanti ma crea solo qualche mischia senza una parvenza di gioco.
L'immagine di questa vittoria azzurra sembra quella provocatoriamente indicata nel titolo di questo commento, alla luce di una vittoria a cui ormai nemmeno il più fanatico dei tifosi azzurri avrebbe più creduto, ma a mente più fredda, riavvolgendo il nastro della partita, se c'è una squadra che ha provato a fare qualcosa in più è stato il Napoli, con più lucidità nel primo tempo e nelle prime fasi della ripresa. Fa fatica a ripartire da metà ripresa in poi per motivi puramente fisici e non tattici e comunque la prodezza atletica del Pocho rende alla fine meritata la vittoria azzurra.
E ora? Terzi a due punti dal Milan, con una Lazio temibile ma in calando che ci aspetta domenica mattina, il campionato sembra sempre più imprevedibile e indecifrabile. Personalmente credo che, pur tra un paio di sorprese, tra cui speriamo di vedere gli azzurri, il campionato ritroverà alla lunga i suoi equilibri pronosticati alla vigilia. I campionati a 20 squadre sono lunghissimi e nelle ultime 10 partite si verificano crolli e progressioni del tutto imprevedibili.
Per ora godiamoci questo comunque eccezionale risultato conseguito finora tra tante difficoltà: a Mazzarri, nonostante continuino a non piacermi i suoi modi (e soprattutto i suoi tempi) di gestire i cambi, vanno riconosciuti impegno e risultati lusinghieri. Il suo dovere ora è far continuare a crescere seconde linee come Santacroce e Sosa e riallungare una panchina finora molto corta... e ora tutti a dormire...e sognare, forse!
Domenica ci aspetta un'altra durissima battaglia! Forza azzurri!
Le pagelle di Cagliari-Napoli
De Sanctis: 6,5 - Neutralizza una pericolosa punizione di Nenè, a valanga su Biondini che cerca di approfittare di un retropassaggio di petto azzardato di Santacroce. Per il resto ordinaria amministrazione.
Santacroce: 6,5 - Buoni anticipi, qualche finezza tecnica eccessiva, qualche fallo su Matri, ma lo annulla totalmente. Un inizio di secondo tempo sontuoso, con un paio di anticipi straordinari, ma dopo 52 minuti Mazzarri dice che basta così.
Cannavaro: 6,5 - Attento in chiusura, sbrogliando uan situazione complicata da un controllo difettoso di Aronica, e attento nei disimpegni, nel primo tempo sventaglia spesso verso gli esterni per avviare il gioco. Nel secondo tempo, tra fiato corto e infortuni dei compagni pensa solo a chiudere tutti i varchi. Un solo errore su un movimento che quasi libera Pinardi verso De Sanctis. Comunque una sicurezza.
Aronica: 6 - Qualche piccolo spavento per difetti di controllo palla, ma anche attento negli anticipi. Nel secondo tempo si fa male e, non potendo più uscire, stringe i denti.
Maggio: 5,5 - Ancora non ci siamo: riceve sempre palla da fermo. Nel primo tempo solo una discesa sul fondo e due cross di mediocre qualità. Nella ripresa, come Cannavaro, si mette dietro e cerca con alterna fortuna di chiudere tutti i varchi.
Dossena: 5,5 - Partecipa alla manovra offensiva, ma non sembra al meglio fisicamente tanto che esce dopo appena 42 minuti. Periodo no.
Zuniga: 6,5 - Si adatta di nuovo a sinistra al posto di Dossena. Ma si disimpegna molto bene combinando spesso con Hamsik e giungendo due volte alla conclusione.
Gargano: 5,5 - Un pericoloso tiro da fuori al 10' neutralizzato da Agazzi. Nel primo tempo corre meno a vuoto rispetto alle ultime occasioni e chiude spesso sul pericoloso Cossu. Poi cala nella ripresa e un suo banalissimo errore in fase di appoggio lo induce a tentare un recupero di palla falloso che gli costa l'ammonizione e la squalifica per domenica contro la Lazio.
Yebda: 6,5 - Nel primo tempo di gran lunga il migliore in campo: presenza fisica in mezzo al campo importante, appoggi sempre puliti e in sicurezza per i compagni anche nelle situazioni di maggior "traffico". La novità è che un paio di volte, per la prima volta, tenta anche lui, come in genere fanno Gargano e Pazienza, i cambi di gioco verso gli esterni, con alterna fortuna. L'impressione è che stia prendendo in mano le chiavi del centrocampo. Nella ripresa cala come tutta la squadra ma lotta e combatte con immensa generosità.
Hamsik: 6 - Assist per l'occasionissima di Lavezzi e una presenza nel gioco azzurro con maggior intensità e qualità, cercando di proporre più gioco e meno passaggi all'indietro. Sembra più determinato e in ripresa. ma per uno come lui ci sembra ancora troppo poco.
Sosa: 5,5 - A corrente alternata: alcune delizie tecniche sullo stretto sulla tre quarti avversaria, ma anche momenti in cui si rialza sovrastato dalla fisicità degli avversari come si rialzano i ciclisti ripresi dopo una fuga. Mette altissima una allettante punizione dallo spigolo destro dell'area di rigore cagliaritana. Mi è piaciuto di meno rispetto a domenica, ma è bene che il Principito continui a giocare.
Lavezzi: 7,5 - Nel primo tempo, fallisce un gol che sembra fatto con un angelico tuffo di testa. Si muove moltissimo, fa ammattire i difensori rossoblù, sembra spegnersi fino però alla incredibile cavalcata del 94'.
Campagnaro: SV - Entra al posto di Santacroce, poi si fa male e, senza più cambi, è costretto, come in una partita di altri tempi, a giocare centravanti senza purtroppo poter dare alcun contributo alla causa. Sfortunato!
Cavani: 7 - Con gli infortuni di Aronica e Campagnaro, con il calo fisico di mezza squadra, si sacrifica con ammirevole abnegazione chiudendo su tutti gli attacchi cagliaritani. Poi nel finale inventa quella palla di platino per il Pocho!
Mazzarri: 6 - Costretto a fare di necessità virtù tra turn-over e infortuni di Dossena, Aronica e Campagnaro. Non ci siamo proprio mister! Stavolta anticipa esageratamente tutti i cambi. Capisco che gli impegni ravvicinati consigliano sostituzioni anticipate, ma io (e lo pensavo già prima che accadessero gli infortuni) mi sarei tenuto un cambio per gli ultimi 15 minuti di partita. Le sue pessime scelte nei cambi lasciano la squadra di fatto in 9 e rischia di rimetterci le penne. Deve al Pocho e a Cavani la sua ...salvezza. Un voto in meno.
Rocchi: 7 - Arbitraggio impeccabile, con perfetta uniformità di giudizio sui falli e nella distribuzione dei cartellini....fino al fatidico 94', dove tutti si aspetterebbero il fischio finale, sulla respinta della difesa azzurra, ma si scatena l'impensabile finale che inviperisce i cagliaritani. Certo la felicità nostra è immensa, ma cosa avremmo detto e come avremmo giudicato Rocchi se ciò fosse accaduto a parti invertite? Sembra comunque che l'arbitro avesso dato un ulteriore prolungamento e lo avesse comunicato a tutti per tempo.
Santacroce: 6,5 - Buoni anticipi, qualche finezza tecnica eccessiva, qualche fallo su Matri, ma lo annulla totalmente. Un inizio di secondo tempo sontuoso, con un paio di anticipi straordinari, ma dopo 52 minuti Mazzarri dice che basta così.
Cannavaro: 6,5 - Attento in chiusura, sbrogliando uan situazione complicata da un controllo difettoso di Aronica, e attento nei disimpegni, nel primo tempo sventaglia spesso verso gli esterni per avviare il gioco. Nel secondo tempo, tra fiato corto e infortuni dei compagni pensa solo a chiudere tutti i varchi. Un solo errore su un movimento che quasi libera Pinardi verso De Sanctis. Comunque una sicurezza.
Aronica: 6 - Qualche piccolo spavento per difetti di controllo palla, ma anche attento negli anticipi. Nel secondo tempo si fa male e, non potendo più uscire, stringe i denti.
Maggio: 5,5 - Ancora non ci siamo: riceve sempre palla da fermo. Nel primo tempo solo una discesa sul fondo e due cross di mediocre qualità. Nella ripresa, come Cannavaro, si mette dietro e cerca con alterna fortuna di chiudere tutti i varchi.
Dossena: 5,5 - Partecipa alla manovra offensiva, ma non sembra al meglio fisicamente tanto che esce dopo appena 42 minuti. Periodo no.
Zuniga: 6,5 - Si adatta di nuovo a sinistra al posto di Dossena. Ma si disimpegna molto bene combinando spesso con Hamsik e giungendo due volte alla conclusione.
Gargano: 5,5 - Un pericoloso tiro da fuori al 10' neutralizzato da Agazzi. Nel primo tempo corre meno a vuoto rispetto alle ultime occasioni e chiude spesso sul pericoloso Cossu. Poi cala nella ripresa e un suo banalissimo errore in fase di appoggio lo induce a tentare un recupero di palla falloso che gli costa l'ammonizione e la squalifica per domenica contro la Lazio.
Yebda: 6,5 - Nel primo tempo di gran lunga il migliore in campo: presenza fisica in mezzo al campo importante, appoggi sempre puliti e in sicurezza per i compagni anche nelle situazioni di maggior "traffico". La novità è che un paio di volte, per la prima volta, tenta anche lui, come in genere fanno Gargano e Pazienza, i cambi di gioco verso gli esterni, con alterna fortuna. L'impressione è che stia prendendo in mano le chiavi del centrocampo. Nella ripresa cala come tutta la squadra ma lotta e combatte con immensa generosità.
Hamsik: 6 - Assist per l'occasionissima di Lavezzi e una presenza nel gioco azzurro con maggior intensità e qualità, cercando di proporre più gioco e meno passaggi all'indietro. Sembra più determinato e in ripresa. ma per uno come lui ci sembra ancora troppo poco.
Sosa: 5,5 - A corrente alternata: alcune delizie tecniche sullo stretto sulla tre quarti avversaria, ma anche momenti in cui si rialza sovrastato dalla fisicità degli avversari come si rialzano i ciclisti ripresi dopo una fuga. Mette altissima una allettante punizione dallo spigolo destro dell'area di rigore cagliaritana. Mi è piaciuto di meno rispetto a domenica, ma è bene che il Principito continui a giocare.
Lavezzi: 7,5 - Nel primo tempo, fallisce un gol che sembra fatto con un angelico tuffo di testa. Si muove moltissimo, fa ammattire i difensori rossoblù, sembra spegnersi fino però alla incredibile cavalcata del 94'.
Campagnaro: SV - Entra al posto di Santacroce, poi si fa male e, senza più cambi, è costretto, come in una partita di altri tempi, a giocare centravanti senza purtroppo poter dare alcun contributo alla causa. Sfortunato!
Cavani: 7 - Con gli infortuni di Aronica e Campagnaro, con il calo fisico di mezza squadra, si sacrifica con ammirevole abnegazione chiudendo su tutti gli attacchi cagliaritani. Poi nel finale inventa quella palla di platino per il Pocho!
Mazzarri: 6 - Costretto a fare di necessità virtù tra turn-over e infortuni di Dossena, Aronica e Campagnaro. Non ci siamo proprio mister! Stavolta anticipa esageratamente tutti i cambi. Capisco che gli impegni ravvicinati consigliano sostituzioni anticipate, ma io (e lo pensavo già prima che accadessero gli infortuni) mi sarei tenuto un cambio per gli ultimi 15 minuti di partita. Le sue pessime scelte nei cambi lasciano la squadra di fatto in 9 e rischia di rimetterci le penne. Deve al Pocho e a Cavani la sua ...salvezza. Un voto in meno.
Rocchi: 7 - Arbitraggio impeccabile, con perfetta uniformità di giudizio sui falli e nella distribuzione dei cartellini....fino al fatidico 94', dove tutti si aspetterebbero il fischio finale, sulla respinta della difesa azzurra, ma si scatena l'impensabile finale che inviperisce i cagliaritani. Certo la felicità nostra è immensa, ma cosa avremmo detto e come avremmo giudicato Rocchi se ciò fosse accaduto a parti invertite? Sembra comunque che l'arbitro avesso dato un ulteriore prolungamento e lo avesse comunicato a tutti per tempo.
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