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martedì 29 novembre 2011

Serie A 2011-12: 11ª - Napoli - Juventus 3-3 (22' Hamsik, 40' Pandev, 48' Matri, 68' Pandev, 72' Estigarribia, 79' Pepe)

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Partita-svolta doveva essere e partita svolta è stata, purtroppo non in senso positivo per gli azzurri.

Quanto peserà sul prosieguo di questo campionato la devastante rimonta bianconera, quando il Napoli forse pensava (troppo presto) di aver già vinto la partita?

Un primo tempo perfetto: due gol a zero e un rigore fallito, dominio fisico, tecnico e tattico in tutte le zone del campo, diagonali difensive perfette, nessun pericolo dietro, un Pandev restituito al calcio.

Chi avrebbe scommesso, anche tra gli juventini, su un pareggio a fine partita, persino stretto per i pericoli corsi dagli azzurri negli ultimi minuti di gara?

Il Napoli parte fortissimo: pressing, come dice Sacchi, a tutto campo e a tutto tempo, continuo, ossessivo, fin sulla tre quarti e, sulle rimesse dal fondo juventine, fin dal limite dell'area di rigore juventina.

Il rigore su Lavezzi è frutto del panico che questo pressing genera nella difesa juventina: Hamsik (15') segna e poi, sulla discussa ma corretta decisione di Tagliavento di far ripetere il rigore, sbaglia sul secondo tentativo, mentalmente svuotato dopo i festeggiamenti del gol appena realizzato.

Ma Marek si riscatta appena 7 minuti dopo: punizione del Pocho dalla tre-quarti, rimpallo al centro dell'area su scontro acrobatico tra Bonucci e Maggio, la palla rimbalza verso Marek che di testa la spinge in tuffo in rete.

La Juve è in crisi di identità e persino Pandev  diventa protagonista: al 26' ruba palla in pressing al limite dell'area juventina e tira subito verso Buffon che para in due tempi. Passano 14 minuti e Pandev, defilato sul lato destro dell'area di rigore, approfitta di un altro rimpallo, sempre con Maggio, al limite dell'area di rigore e di rapina infila in diagonale Buffon.

Al 40' la Juve sembra in ginocchio e la partita saldamente in mano degli azzurri, ma il tempo cambia improvvisamente ad inizio ripresa con il primo evidente errore difensivo sulla catena di destra della difesa azzurra e Matri infila la porta solo davanti a De Sanctis (48').

Gli azzurri appaiono in difficoltà: arrivano sempre secondi sul pallone, appaiono in inferiorità numerica e De Sanctis deve opporsi a Vucinic al 54'.

Il Pocho al 57', con una serpertina funambolica tra due difensori juventini, spaventa Buffon: la squadra appare sempre meno brillante, ma trova la forza di segnare ancora con una profonda discesa di Maggio che mette in mezzo un cross sfruttato mirabilmente da Pandev con doppio stop volante e tiro in porta: capolavoro!

Siamo al 68' e Mazzarri, lo dichiara anche nel dopo partita, crede di aver vinto la partita e osservando le difficoltà a centrocampo degli azzurri, tenta di puntellare il reparto togliendo però l'uomo che più aveva messo in apprensione fino a quel momento la difesa bianconera, ossia proprio Pandev!

Tatticamente cambio corretto, ma psicologicamente devastante: gli azzurri si ritraggono ancora di più, stritolati dalla stanchezza fisica e dall'iniezione di fiducia ricevuta dalla Juve per la sostituzione del macedone (71')

In sette minuti d'inferno il Napoli crolla: uscito Pandev, dopo un minuto (72') Estigarribia trova una voragine sulla destra e trafigge De Sanctis. Di Campagnaro e Maggio si sono perse le tracce!

Due parate impegnative di De Sanctis al 73' (su Vucinic) e al 78' (su Chiellini) sono il prologo al pareggio juventino: Gargano (79') perde una palla a centrocampo per evidente crisi di lucidità, Pepe si invola verso la porta e taglia come il burro il dispositivo difensivo del Napoli, ormai minato da una evidente stanchezza fisica e così il San Paolo viene gelato.

Stanchissimi, demoralizzati...e senza Pandev, gli azzurri mettono qualche innocua palla in area, ma nessuna lucidità e qualità si vede ormai nella manovra offensiva della compagine di Mazzarri.

Stavolta manca il "miracolo" dell'ultimo secondo, stroncato dal controllo di palla di Pirlo e compagni che nascondono l'attrezzo agli sfortunati eroi azzurri ormai in ginocchio.

E il Napoli dunque resta lì, perso nelle nebbie del centroclassifica, con 11 punti nelle ultime 10 partite, cioè un'andatura da Napoli di Donadoni: le nostre meravigliose e indimenticabili serate di Champions appaiono sempre più come quelle donne di alto bordo che un modesto impiegato troppo innamorato si illude di conquistare con regali e cene lussuose: ma se hai uno stipendio da impiegato, per quanto buono, quanto può durare questo "portafogli"? E cosa resterà, quando il portafogli si svuoterà del tutto e la bella donna ti dirà crudelmente addio?

***

De Sanctis: 6,5 - Unica parata del primo tempo su tiro quasi innocuo di Estigarribia (31'). Per il resto uscite di ordinaria amministrazione, sempre concentrato. Nella ripresa prende tre gol su cui non ha particolari colpe, anzi salva gli azzurri da un passivo ancora più pesante su Vucinic (54' e 78') e Chiellini (78').

Campagnaro: 4 - Nel primo tempo sul suo lato, ben aiutato da Maggio contiene Estigarribia con eccellenti diagonali difensive, ma crolla come tutta la squadra nella ripresa e dal suo lato vengono due dei tre gol bianconeri e enormi praterie nelle quali gli avversari fanno autentici sfracelli.

Cannavaro: 5,5 - Nel primo tempo implacabile su Matri, straordinariamente spalleggiato dai suoi compagni di reparto, perde anche lui colpi nella ripresa, viene infilato da Matri e viene travolto nel convulso fnale

Aronica: 5 - Nel primo tempo solo un pericolo dal suo lato con Vucinic ad inizio partita, poi totalmente annullato da Totò. Anche da parte sua perfette diagonali a chiudere su Matri e su ogni altra incursione dello juventino di turno. Nella ripresa anche lui fa fatica, anche per la flessione di Zuniga, per cui gli aiuti dei compagni di reparto lasciano troppo sguarnito il lato debole della difesa azzurra, cioè il lato opposto a quello di Aronica, dove sfonda la Juve. Ad esempio è da un suo mancato anticipo che parte l'azione del primo gol juventino (dal 76' Fernandez: 5,5 - Triangola involontariamente con Pepe fornendogli la palla del 3 a 3, ma non è tutta colpa del Pajaro, visto che gli errori che generano il gol dello juventino nascono da lontano. Anche lui in difficoltà nel convulso finale)

Maggio: 5,5 - Nel primo tempo buona prestazione in fase difensiva e tantissimo pressing dalla metà campo in su. Da un rimpallo con Bonucci nasce l'involontario assist dello juventino per l'1 a 0 di Hamsik e da un altro rimpallo agevola la ricezione del pallone da parte di Pandev per il 2 a 0. Mette anche l'assist del 3 a 1, ma nel frattempo dal suo lato in fase difensiva succede di tutto con Estigarribia che gode di una libertà totale e Cristian che appare incapace di porre alcuna opposizione con diagonali sbagliati ed errori tattici di posizione in serie assieme a Campagnaro, tentando a volte di porre qualche disperata pezza alle "amnesie" del suo compagno di reparto

Gargano: 5,5 - Strepitoso nel primo tempo! Corre per due, non spreca mai la palla, aiuta la squadra a tenere un pressing altissimo e asfissiante che dopo la metà del primo tempo manda letteralmente in tilt il centrocampo juventino. Paga purtroppo carissima, con gli interessi, la sua generosità con una ripresa nella quale la diga insormontabile da lui costruita crolla minuto dopo minuto esponendo i centrali di difesa azzurri a pericoli continui con errori e palle perse

Inler: 5 - Nel primo tempo smista ancora palla con qualche tempo di gioco di troppo, ma più spesso mantiene alto il ritmo della manovra azzurra e va anche lui a pressare altissimo con impressionante continuità. Paga però anche lui il conto nella ripresa anche se appare uno degli ultimi ad arrendersi e a sua scusante va la difficoltà di allenarsi nell'ultima settimana

Zuniga: 6 - Da una sua fulminante combinazione col Pocho nasce il rigore, poi un monologo sulla fascia sinistra a devastare il povero Lichsteiner che a fine primo tempo perde la testa con Hamsik. Paga invece nella ripresa, tatticamente e soprattutto fisicamente il prezzo dell'enorme sforzo del primo tempo (dall'86' Dossena: SV - Troppo tardi per incidere sull'inerzia della partita azzurra)

Hamsik: 6 - Mezzo voto in meno per il secondo rigore sbagliato, ma il suo errore è comprensibile, visto che Marek si era scaricato esultando dopo il primo rigore messo in rete. Si riscatta da campione con un gol di opportunismo e di non facile fattura. Stasera non amministra il pallone, ma rischia la giocata, pressa, va a chiudere quando Gargano o Inler si trovano sopra la linea della palla e in fase di non possesso appena può va a dar fastidio a Pirlo per intralciarne l'impostazione della manovra. Perde anche lui lucidità nella ripresa, ma meno di altri compagni

Lavezzi: 6 - Sempre nel vivo del gioco si procura un rigore con uno spunto da campione. Poi tanta corsa e tantissimo pressing fin dal limite dell'area di rigore juventina. Ammirevole nel primo tempo, cala progressivamente nella ripresa a causa degli sforzi enormi profusi nel primo tempo

Pandev: 7 - All'inizio il solito Pandev, sembra che faccia quasi fatica a correre, poi comincia a meravigliare: più corre e meglio corre. Il gol, seppur casuale nell'azione, non è un caso nell'economia nella partita del macedone, perchè già pochi minuti prima si era reso protagonista di due azioni importanti: un recupero, in pressing al limite dell'area di rigore juventina, con tiro insidioso parato da Buffon e un impatto sfortunato, appena un minuto dopo, su uno spunto di Lavezzi dalla fascia sinistra. La sua esultanza a mani alzate sembra quasi un gesto di scuse al pubblico del San Paolo per essersi presentato così in ritardo alla platea napoletana. Lucidissimo anche nel non cadere nella tentazione di simulare in area bianconera essendo già ammonito, Tagliavento non gliel'avrebbe certo perdonata. Nella ripresa, con i compagni in difficoltà, tiene ancora a galla gli azzurri con un gol da antologia e sembra chiuderla, ma il suo cambio prematuro dà ancora più coraggio alla Juve (dal 71' Santana: 6 - Assolve in pieno ai compiti assegnatigli da Mazzarri: piazzarsi su Pirlo, quasi a uomo, e non farlo giocare e lui esegue con grande diligenza, annullandosi però a sua volta non offrendo grande contributo al gioco azzurro dopo il pareggio di Pepe)

All. Mazzarri: 4 - Partita tatticamente perfetta nel primo tempo, da 10: organizzazione difensiva sublime che non concede nulla alla Juve, pressing costante nella metà campo avversaria, fino all'area di rigore sui rinvii di Buffone sui retropassaggi dei difensori juventini. Centrocampo aiutato egregiamente da Hamsik che in fase di non possesso va a contrastare Pirlo, attacco che senza Cavani lascia ancora meno punti di riferimento alla lenta difesa juventina...e i suoi uomini eseguono alla lettera ogni compito loro assegnato. Il Napoli però paga lo sforzo clamorosamente nella ripresa, forse credendo di aver già chiuso la partita nel primo tempo, illudendosi di poterla amministrare e poi, quando la Juve mette la freccia del sorpasso, mostrando la fatica di impegni così importanti e ravvicinati. Commette almeno tre errori gravi nella ripresa: 1) costringe la squadra ad uno sforzo fisico enorme nel primo tempo alla quarta partita in dieci giorni; 2) non pone rimedi a centrocampo e sul lato destro dello schieramento difensivo azzurro, dove si aprono ad inizio ripresa crepe paurose; 3) toglie Pandev, l'uomo che aveva messo più in crisi gli avversari, trasmettendo paura ai suoi uomini e infondendo ancora più fiducia agli juventini

Arbitro Tagliavento: 4,5 - Tavolo della pace pro Juve "apparecchiato" da Tagliavento, che delusione! Dà la netta impressione di non voler scontentare gli juventini in questo periodo di nascente "peace and love" tra Juve e istituzioni calcistiche. Negli ultimi due anni è stato uno dei miei arbitri preferiti, ma stasera mi ha profondamente deluso! Se può essere giusto far ripetere il primo rigore (decisione correttissima da regolamento), andava ripetuto anche il secondo rigore perchè al momento del tiro di Hamsik c'era qualche juventino già dentro l'area. Anche la distribuzione dei cartellini non convince: ci sono almeno due falli di Lichsteiner già ammonito, di cui uno abbastanza evidente su Zuniga , che avrebbero meritato il secondo giallo, un giallo non comminato al 53' ad Estigarribia per fallo su Lavezzi lanciato in contropiede e una mancata seconda ammonizione su Bonucci. Aggiungi un posto a tavola, c'è un Tagliavento in più!

domenica 27 novembre 2011

Quagliarella, Denis...e ora Pandev: il tridente che "ammazza" le alternative...

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Sabato sera osservavo le "prodezze" di Denis e nel contempo gli "affanni" di Pandev, un contrasto stridente tra una "riserva" del Napoli di qualche anno fa e una "riserva" del Napoli di oggi.

E poi, con una libera associazione mentale, di quelle che ti fanno riflettere, pensavo al destino dell' "infame" Quagliarella, scappato col tacito "sollievo" della societa' e dello staff tecnico azzurro.

Tre uomini che lontano da Napoli hanno dato (o stanno dando) tanto, ma che a Napoli si sono trovati (o si trovano) in difficolta' nell'esprimere il proprio potenziale.

Le storie dei tre uomini e dei tre calciatori sono diverse e sono in parte diverse le motivazioni che li hanno portati a rendere meno di quanto ci si aspettasse in maglia azzurra, ma il dato di fatto e' che due di questi tre non ci sono piu' nel Napoli e hanno spinto loro per andarsene, mentre il terzo manifesta sempre piu' disagio ed insofferenza per le prestazioni che sta offrendo e per il minutaggio che gli viene offerto.

Il Napoli, a tutti i livelli (squadra, tecnico, societa') e' "innamorato" dei propri tre tenori, li considera con orgoglio e la cosa e' comprensibile considerando che il loro modo di giocare assolutamente unico e' frutto di un lavoro di scouting e di raffinamento tecnico-tattico che va ascritto a totale merito merito della societa'.

Ma questo "amore" cosi' forte sembra "strangolare" qualunque tipo di convivenza fruttuosa tra i tenori e coloro che, nei loro ruoli, dovrebbero offrire delle alternative tecnico tattiche di livello nel reparto: da un lato abbiamo un Pandev in profonda crisi fisica, tecnica e tattica, un Quagliarella che nella Juve accetta anche la tribuna e un Denis che nell'Atalanta fa sfracelli e dall'altra, in una rosa che dovrebbe competere ai massimi livelli per Champions e Campionato, abbiamo, Pandev a parte, Mascara, Lucarelli e Chavez che al momento potrebbero giocarsi il posto di titolare a stento in una squadra di bassa classifica di serie A o, piu' probabilmente, in una squadra di serie B. 

Ritengo che Mazzarri, Bigon e il Presidente debbano seriamente riflettere su come gestiscono (o su come non sono capaci di gestire) giocatori  di un certo calibro una volta messi in concorrenza con il tridente: non e' possibile, per una squadra che vuole crescere ai livelli a cui sta puntando il Napoli, che dietro il tridente possano resistere soltanto figure di secondo o terzo piano (per non dire "di sfondo") che di fatto offrono un contributo praticamente nullo alla causa azzurra.

Possono esserci stati tutti i problemi fisici, tecnici e caratteriali di questo mondo alla base dei "fallimenti" con (attenzione: scrivo "con" e non "di") Denis, Quagliarella e ora di Pandev, ma e' ora che la critica napoletana e sopratutto la societa' e il tecnico facciano un profondo e accurato esame di coscienza su questo aspetto a mio avviso non secondario ai fini della crescita del Napoli.

sabato 26 novembre 2011

Serie A 2011-12: 13ª - Atalanta - Napoli 1-1 (64' Denis, 94' Cavani)

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Era dalla scorsa primavera (dallo storico 4 a 3 alla Lazio) che il Napoli non segnava più un gol decisivo negli ultimi secondi di gioco: l'eccezionale puntualità in questo "fondamentale" visto nel primo anno e mezzo della gestione Mazzarri era andata perduta negli ultimi 6 mesi.

Ci vogliono 94 minuti e 38 secondi di una partita "bastarda", sporca, cattiva per venirne, peraltro solo parzialmente a capo: cross alla disperata dalla destra in mezzo all'area di rigore atalantina, Cannavaro, centravanti della disperazione, si dimena in area creando confusione nella difesa avversaria, la palla giunge a Santana dall'altro lato, sullo spigolo sinistro dell'area di rigore, un colpo a metà tra tiro e passaggio, la palla finisce sui piedi di Cavani, solo davanti a Consigli, trafitto dall'unico tiro in porta del Matador.

Sembra fuorigioco, ma il replay dimostra che defilato, dalla zona da cui è partito il cross, c'è un difensore atalantino che sale troppo lentamente per mettere in fuorigioco Cavani.

Devo ammettere a malincuore che, nonostante l'enorme impegno profuso dagli azzurri, il risultato è giusto, forse addirittura stretto per l'Atalanta che ha tirato più volte in porta rispetto agli azzurri: nel primo tempo c'è solo un tiro serio in porta anche se quasi casuale di Zuniga al 20', mentre nella ripresa gli azzurri, ben messi in campo nel primo tempo, perdono mordente e vacillano in più di una occasione anche prima del gol di Denis, con Carmona (46', tiro da fuori di poco a lato con De Sanctis immobile), Padoin (52'  con allegata una ingenuità di Zuniga che lascia passare palla e cross radente battezzando sul fondo la palla) e Denis (59' traversa con tiro a volo di rara bellezza), laddove invece non vi è traccia di conclusioni pericolose degli azzurri.

Mazzarri cerca di scuotere la flessione di inizio ripresa, cominciando a mettere in campo Lavezzi al posto di un ormai spento Pandev e poi mandando in campo Maggio e Santana: la squadra si schiera con una difesa a 4 con Maggio e Dossena esterni bassi e in mediana Santana e Gargano, il primo proiettato in avanti e il secondo a protezione della difesa.

Col passare dei minuti sembra di rivedere, a parti invertite, la partita di martedì, con il Napoli nella parte del Manchester ad attaccare a pieno organico, lasciando dietro soltanto Campagnaro, Cannavaro e Gargano, e l'Atalanta a difendersi in 11 che prova a ripartire senza riuscirci.

Il Napoli però continua a non creare vere occasioni da gol, ma soltanto calci d'angolo e colossali mischioni, fino all'ultimo respiro. Colantuono cerca di spezzare il ritmo azzurro con un cambio nel recupero tra Denis e Marilungo, che determina anche l'allungo del recupero con un'azione la cui dinamica ricorda l'incredibile pareggio di Cavani a Bucarest lo scorso anno.

Un pareggio che lascia l'amaro in bocca all'Atalanta, che già pregustava una vittoria prestigiosissima, e al Napoli che profonde sforzi enormi, ma denota anche le solite pause mentali in campionato che lo hanno spinto a ormai ben 9 punti dalla capolista Juventus.

Come per la Champions, ancora un martedì sarà il giorno della verità: il campionato azzurro, le speranze di rilanciarsi in zona Champions passano per una indispensabile vittoria contro una Juve che appare lanciatissima e inarrestabile...anche un pareggio allontanerebbe non solo e non tanto le speranze di scudetto, ma anche e soprattutto le speranze di tenersi agganciati alla zona Champions con il rischio di piombare in una classifica prematuramente anonima.

***

De Sanctis: 6 - Nel primo tempo un paio di innocue "carezze" di Denis e un tiro da fuori di Carmona. Perde per un attimo il filo su una palla recuperata da Maxi Moralez che Morgan battezza a torto fuori e sulla quale Denis riesce a girare verso la porta. Nella ripresa, dopo pochi secondi, viene totalmente sorpreso dal tiro improvviso di Carmona che per fortuna si spegne fuori e poi da una straordinaria conclusione di Denis che si stampa sotto la traversa. Incolpevole sul gol del Tanque, ma determinante pochi minuti dopo su una uscita sulla tre quarti da libero dei vecchi tempi col Napoli tutto proteso in avanti alla ricerca del pareggio.

Fernandez: 6 - Qualche apprensione con un cliente sgusciante come Maxi Moralez ma nel complesso tiene bene e commette un solo errore in fase di alleggerimento (dal 68' Maggio: 6 - Entra nel momento più concitato della partita, inizia come terzo di difesa a destra, ma poi molla gli ormeggi e si lancia, in verità senza particolari risultati, nella metà campo atalantina)

Cannavaro: 6,5 - Tiene bene lo spauracchio Denis e tiene compatta la difesa azzurra: si fa bruciare dal Tanque solo in una occasione ma in quel caso pasticciano Campagnaro e Gargano e Paolo non può fare più di tanto. Negli ultimi secondi si lancia in area di rigore dove la sua presenza crea quella confusione nella difesa atalantina determinante nel favorire l'assist di Santana e la stoccata vincente di Cavani.

Campagnaro: 5,5 - Gioca sul lato sinistro nella posizione di Aronica, ma nel primo tempo dalle sue parti non passa nessuno, nemmeno dopo che Schelotto lo travolge e gli apre il sopracciglio con un colpo che avrebbe messo KO un pugile professionista, ma Hugo si rialza, si fa medicare e torna in campo. Evidentemente però le fatiche delle partite precedenti e la botta ricevuta intaccano le energie di Hugo che va in confusione due volte su Denis e nascono una traversa e un gol (sul gol messo in crisi dal pressing alto di Schelotto e Padoin)

Zuniga: 6 - Nel primo tempo travolge chiunque passi dalle sue parti, al 20' sfiora un clamoroso gol con un tiro-cross tenuto a stento da Consigli e mette decine di cross talvolta non precisi e talvolta non sfruttati dagli attaccanti azzurri che attaccano tutti il primo palo lasciando sguarnita la zona del secondo palo. Più disordinato, meno incisivo nella ripresa, quando peraltro Colantuono rinforza gli ormeggi da quel lato chiudendo tutti gli spazi al colombiano

Gargano: 6,5 - Sempre attento e preciso, prezioso in fase di filtro, pulito nello smistare velocemente il gioco, si abbassa quasi sulla linea di difesa nell'assalto finale degli azzurri per evitare le pericolose ripartenze atalantine e il meccanismo funziona

Dzemaili: 5,5 - Gioie e dolori di Blerim: alterna cose egregie a evitabili ingenuità tecnico-tattiche. Emblematica l'azione a fine primo tempo dove recupera una palla e avvia una percussione conclusa troppo presto con un tiro dal limite con ancora tanto spazio davanti. Clamorosa poi l'incomprensione con Pandev su una punizione dal limite a fine primo tempo. A volte si alza troppo rispetto alla linea della palla e lascia troppi spazi dietro di sè costringendo la linea dei difensori ad alzarsi troppo o a lasciare troppo gioco ai veloci trequartisti atalantini (dal 74' Santana: 6 - Di nuovo a centrocampo dopo la disastrosa esperienza di Catania, stavolta si gestisce molto meglio e fa il pendolo in modo intelligente tra linea mediana e trequarti. A lui il merito di aver messo la palla sui piedi di Cavani per il gol decisivo a tempo scaduto)

Dossena: 6,5 - Soffre per il dinamismo di Schelotto e a differenza di martedì non riesce a trovare spazi per rendersi pericoloso in avanti. In compenso il suo spirito di sacrificio è utilissimo nell'aiutare il lavoro difensivo di Campagnaro. Guarda caso, cala Andrea nella ripresa e cala anche il rendimento di Campagnaro dietro di lui

Hamsik: 5,5 - Meno attaccante, ma buona qualità a centrocampo nel primo tempo. Peccato per un cross radente a fine primo tempo troppo su Consigli con Cavani in agguato. Nella ripresa soffre la mancanza di spazi, soffocato dal dispositivo difensivo atalantino, e non riesce a offrire un contributo di altrettanta qualità.

Pandev: 4,5 - Già si vede un altro passo rispetto all'evanescente Pandev di Verona: dribbling, recuperi, triangolazioni strette: manca un po' di affiatamento nelle azioni corali con i compagni e manca un po' di coordinamento tra gli attaccanti nei movimenti sui cross dalle fasce quando sia Pandev che Cavani tendono entrambi ad attaccare il primo palo. Si perdono le sue tracce nella ripresa, Mazzarri giustamente lo sostituisce e Goran lo apostrofa con un "vaffa" per cui si merita un voto in meno (dal 62' Lavezzi: 6 - Generosissimo, la sua entrata in campo getta nel panico la difesa atalantina. Serpentine e incursioni continue anche se non sempre accompagnate da altrettanta lucidità)

Cavani: 6,5 - Vedi Pandev per quanto riguarda i movimenti in area. Per il resto il solito generosissimo lavoro di corsa e sacrificio in fase difensiva. Trova il gol, decisivo, nell'unico pallone pulito che gli capita: determinante!

All. Mazzarri: 5 - Niente da fare, Mister: il turnover non funziona e la campagna acquisti, mirata proprio a dare più alternative ai titolarissimi, si sta rivelando sempre di più un fallimento. Inoltre deve a mio avviso lavorare ancora tanto sui movimenti tattici di Dzemaili, a volte troppo avanti rispetto alla linea della palla, e su quelli dei suoi attaccanti sui cross che provengono dalle fasce, quando giocano insieme Pandev e Cavani che sono entrambi portati a portarsi sul primo palo lasciando sguarnito il secondo. 

Arbitro Orsato: 5 - Gli mancherebbe poco per essere un grande arbitro, ma quel poco ...è tanto! Non estrae cartellini su falli durissimi (ad esempio Cigarini al 1' per fallo su Cavani), poi ammonisce Zuniga per un gomito appena un po' più alto. Per non parlare dei soliti atteggiamenti da "ducetto" quando deve rettificare a tutti i costi la posizione di una rimessa laterale (salvo poi lasciare che il giocatore interessato avanzi di nuovo rendendo inutile il suo intervento precedente) o quando ferma un angolo battuto velocemente dagli azzurri per catechizzare in area Masiello e Cavani.

mercoledì 23 novembre 2011

Champions 2011-12: 5a - Napoli - Manchester City 2 - 1 (17' Cavani, 33' Balotelli, 49' Cavani)

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Se c'è una certezza dall'impresa storica di questa serata è che il Napoli resta in Europa comunque! Sarà Champions o Europa League lo deciderà la serata spagnola del prossimo 7 dicembre quando il Napoli dovrà fare col Villareal lo stesso risultato che farà il Manchester contro il Bayern Monaco.

Dovesse andar male il terzo posto, risultato ritenuto, ricordiamolo, miracoloso al momento del sorteggio, sarebbe comunque Europe League e quindi la storica vittoria azzurra di questa sera potrebbe indurre la società a muoversi con decisione sul mercato di gennaio.

La storia di questa serata storica si può dividere in cinque parti:

  • i primi 9 minuti dove il Napoli appare molto contratto e il City tiene palla tentando di aprirsi varchi nel munitissimo dispositivo difensivo messo in piedi da Mazzarri. In questa fase Balotelli (7') fa tremare De Sanctis mettendo di poco a lato una palla radente dallo spigolo sinistro dell'area di rigore azzurra
  • la seconda parte del match inizia simbolicamente al 9' quando una fulminea combinazione tra Hamsik e Lavezzi con Marek che mette di testa tra le braccia di Hart: in questa fase il Napoli trova la via della rete inglese più di una volta (11' Lavezzi dopo trangolazione con Cavani, 14' sempre Pocho anticipato in angolo da Lescott, 17' Inler da fuori da 30 metri con Hart che alza in angolo e 30 secondi dopo gol di Cavani di rapina sull'angolo del Pocho). Questa seconda parte del match si chiude al 19' con la trascinante cavalcata di Campagnaro che imbecca Matador che mette la palla sull'esterno della rete
  • a questo punto il Manchester cerca di prendere in mano le redini del match e stringe gli azzurri nella loro metà campo: al 20' Silva impegna De Sanctis con un tiro da fuori, gli azzurri faticano a prendere palla e ripartire e sembra di rivedere il primo tempo della partita in casa col Bayern. Da questo momento e fino alla fine del primo tempo il Napoli, che subisce il pareggio di Balotelli al 33' e trema su una bordata ravvicinatissima di Kolarov bloccata da De Sanctis, non riesce più a presentarsi pericolosamente dalle parti di Hart...i tifosi meno "giovani" temono si possa ripetere, col gol di Balotelli, l'effetto Butragueno di quel famoso Napoli- Real Madrid del settembre 1987 (esordio casalingo in coppa dei Campioni e gol dello spagnolo che infranse i sogni dei tifosi azzurri dopo un primo tempo leggendario di quel Napoli passato in vantaggio con Francini)
  • ...ma arriva la ripresa e il vento cambia all'improvviso! Manchester forse ancora con la testa negli spogliatoi e il Napoli ne approfitta subito (49') col Matador che riporta in vantaggio gli azzurri. Segue due minuti dopo un lussuoso doppio tacco di Lavezzi e Dossena che liberano al tiro Hamsik che non trova la porta. In questa fase il Napoli appare padrone del match: si ritira con ordine senza farsi schiacciare e riparte con contropiedi micidiali che per poco non generano il gol del trionfo (69' Hart salva sul Pocho, 76' palo di Hamsik dopo essersi bevuto Kolarov), poi...
  • ...poi quasi panico! Il braccino del tennista, la paura di vincere, la paura di prendere il gol che infrangerebbe i sogni di gloria, la furente reazione rabbiosa del Manchester, Mancini che manda in campo Nasri, Aguero e Johson, l'assedio a pieno organico, gli azzurri che non riescono più a uscire, De Sanctis che salva su Balotelli (78' e 85') e Aguero (86'), la palla sparata il più lontano possibile, tutti che corrono con le ultime stille di sudore disponibili, Lavezzi che difende come un terzino, si vede di tutto e il Napoli lancia davvero il cuore oltre un ostacolo che appare immenso e travolgente.
...e così arriviamo al 93' ...incredibile, ma il Manchester non passa....è finita e il Napoli si trova primo sulla linea di un traguardo che pareva irraggiungibile: ricordate cosa scrissi al momento del sorteggio? Il 25 agosto scrissi su questo blog: "...sulla carta il Napoli parte dall'ultima fila e, sebbene ciò non crei molto entusiasmo in questo momento, pur tuttavia può rappresentare il vero punto di forza da un punto di vista psicologico per tentare l'impresa eccezionale (riuscire a strappare almeno il terzo posto che vorrebbe dire poter continuare la stagione europea da febbraio 2012 in Europa League) o addirittura sovrumana (riuscendo a mettere due squadre alle proprie spalle e passare alla fase a eliminazione diretta di Champions)."

L'impresa eccezionale l'abbiamo già fatta, perchè l'Europa League è garantita...ricordiamolo adesso che andremo tutti a Villareal: gli spagnoli appaiono in totale disarmo (quasi comici i gol subiti stasera dal Bayern), ma nel calcio non si può mai dire e in Champions nessuno ti regala nulla, nemmeno se umiliato a zero punti come gli spagnoli. Il Napoli è come quel tennista che si approccia a schiacciare la palla vincente: un colpo apparentemente facile ma che con un calo di concentrazione può essere goffamente fallito...sarà questa la grande prova di maturità degli azzurri: schiacciare questa palla con autorità ...e riprendersi quanto ingiustamente perso lo scorso febbraio al Madrigal.


***

De Sanctis: 8 - Nel primo tempo mai seriamente impegnato fino al pareggio di Balotelli, favorito da una sua respinta corta su tiro di Silva, poi si riscatta pochi minuti dopo su una bomba ravvicinatissima di Kolarov tenuta miracolosamente tra i guantoni. Ripresa di fuoco con palloni che piovevano da tutte le parti, ma Morgan si è districato sempre con freddezza ...e un pizzico di fortuna che serve nelle grandi imprese. Fondamentale al 78' su Balotelli e poi in un minuto intorno all'86' su Balotelli e Aguero.

Campagnaro: 8 - Straordinario gladiatore in difesa, a passo da bersagliere in più di una occasione nel primo tempo a ribaltare l'azione con addirittura due assist per liberare al tiro Cavani.

Cannavaro: 7,5 - Sul gol dell'1 a 1 non ha colpe particolari: l'azione nasce da un innocuo cross basso dalla destra di Dzeko su cui c'è proprio Paolo in marcatura, ma ci sta che la palla possa passare da lì... per il resto un  paio di buoni cambi di gioco. Nella ripresa una sola incertezza che agevola al 78' il tiro di Balotelli che fa tremare De Sanctis, ma tanti anticipi e tackles da difensore di altri tempi che strappano applausi a scena aperta al pubblico del San Paolo. 

Aronica: 6 - Purtroppo gran parte delle responsabilità sul gol di Balotelli nascono da una sua leggerezza nel liberare il pallone innocuo crossato da Dzeko. Peccato perchè fino a quel momento aveva gestito con grinta la sua zona mettendo persino in imbarazzo Zabaleta in qualche percussione a centrocampo. Strappa la sufficienza a denti stretti con una prestazione di grande carattere nella ripresa: non sempre impeccabile nel caos dell'assalto finale ma ci mette un cuore immenso e sporca ogni pallone che passa dalle sue parti 

Maggio: 7 - Più efficace in difesa, dove non passa nessuno, che in avanti dove perde qualche duello in velocità con Kolarov e dove nel primo tempo troppo spesso deve partire quasi da fermo. Sacrificio assoluto nella ripresa in difesa, arriva stremato davanti ad Hart e non trova il tempo per chiudere l'incontro col gol del trionfo

Inler: 6,5 - Strano, vero? Al suo fianco c'è Gargano e lo svizzero appare meglio inserito nel tessuto tattico: non sempre però trova il tempo per la giocata veloce, talora ha bisogno di tre tocchi prima di liberarsi del pallone anche quando ci sarebbe un compagno libero da servire. Pregevole un suo tiro dai trenta metri alzato oltre la traversa da Hart al 17' creando così i presupposti per l'angolo vincente di Cavani. Costretto a lasciare per un risentimento muscolare al fianco (dal 59' Dzemaili: 6 - Sempre qualche sbavatura col pallone tra i piedi, ma grande generosità in un momento topico della partita e della stagione azzurra) 

Gargano: 7,5 - Importantissimo da un punto di vista tattico, oltre che dinamico: non sbaglia (quasi) nulla negli appoggi e dà fastidio agli avversari in ogni situazione dando ritmo al gioco azzurro nelle fasi migliori della serata 

Dossena: 7 - Spinge tanto e si sacrifica altrettanto in difesa: nel primo tempo da un lato appare a disagio nel gestire i palloni che gli capitano tra i piedi, dall'altro però anche i compagni faticano a coinvolgerlo nel gioco anche quando Andrea si crea gli spazi con maggiore facilità rispetto a Maggio. L'impressione è che la squadra punti molto sullo sfondamento centrale piuttosto che sull'aggiramento della difesa avversaria e ciò sacrifica il lavoro di Dossena. Nel secondo tempo appena Lavezzi finalmente decide di aprire il gioco verso di lui trova lo spazio per il cross radente e vincente per il gol vittoria di Cavani (dall'88' Fernandez: 6,5 - Entra nell'inferno e subito si fa sentire con un colpo di testa a liberare l'area di rigore dall'ennesimo cross degli inglesi: segno di grande personalità per l'eroe di Monaco)

Hamsik: 7,5 - Che peccato quel palo al termine di un'azione dove si beve Kolarov nell'uno contro uno! E che peccato non aver segnato dopo la più spettacolare azione degli azzurri, con doppio tacco Lavezzi-Dossena a liberare Marek al tiro. Grande qualità alla manovra azzurra e straordinario contributo in fase di filtro: si abbassa sulla linea dei mediani, rinfoltendo il centrocampo ma contribuendo, grazie anche al continuo recupero di palloni in fase difensiva dei suoi compagni a rilanciare velocemente l'azione

Lavezzi: 7,5 - Sfiora il gol all'11 con un belllissimo tiro dal limite dopo fulminea triangolazione con Cavani, offre il solito dinamismo e la solita determinazione però nel primo tempo senza altrettanta lucidità specie nello sfruttare (troppo poco) il lavoro senza palla di Dossena. Appena, all'inizio della ripresa, decide di attivare il suo esterno sinistro, il Napoli trova il gol della vittoria. Spreca il gol del trionfo dopo fulmineo contropiede trovando la deviazione di Hart. Straordinario spirito di sacrificio nel finale nel ripiegare e chiudere con grande determinazione sulla linea dei mediani...e oltre.

Cavani: 8 - A parte il gol di rapina e la stoccata ad inizio ripresa, una presenza costante nella manovra azzurra e, quando la squadra è sbilanciata e subisce la ripartenza degli inglesi, prezioso nel proteggere i compagni con i suoi tempestivi ripiegamenti. Il Matador è tornato e con un Matador così gli azzurri possono battere chiunque (dall'83' Pandev: 6 - Sembra in leggero progresso fisico e mentale: in un momento delicatissimo della partita riesce a incidere subendo un fallo che spezza il ritmo del Manchester e per poco non pesca Hamsik al limite dell'area di rigore negli ultimi secondi)

All. Mazzarri: 8 - Una partita che si costruisce da sola? In parte è vero, ma è il segno dell'organizzazione tattica azzurra se Dzeko non riesce mai a tirare in porta e Silva più volte deve venirsi a prendere palla nella sua metà campo perchè in quella azzurra non ci sono varchi utili. Cambi importanti giocati nei momenti più delicati della partita e importante la risposta avuta da Hamsik che ha dato grande equilibrio tattico al centrocampo azzurro

Arbitro: Damir Skomina (Slovenia): 8 - Solo un neo: la mancata ammonizione di Zabaleta per fallo scomposto su Aronica che lo aveva superato in velocità al 21' e poi per fallo su Cavani all'80'.

martedì 22 novembre 2011

Lacrimeee...di gioia!!!

0 commenti
Ce l'abbiamo fattaaaa!!! 
Abbiamo battuto i miliardari del Manchester City!!!
Comunque andrà a Villareal, restiamo in Europa!
E il 7 dicembre ci giochiamo la permanenza in Champions, pazzesco!

Bayern 13
Napoli 8
Manchester City 7
Villareal 0

Grazie azzurri!!!