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lunedì 2 luglio 2012

Il Napoli verso il 2013

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Un po' per scelta, un po' per necessita' mi sono preso oltre un mese di "vacanza" dal blog: l'ultimo post prima di questo risaliva al 20 maggio, in fondo sono passati piu' o meno 40 giorni, eppure, sia per le mie vicissitudini personali di salute, che mi hanno tenuto lontano da questo appuntamento quasi quotidiano con gli appassionati del nostro Napoli, sia per la parentesi dell'Europeo, sembra passata un'eternita'.

Abbiamo chiuso la stagione 2011-2012 celebrando la splendida vittoria dei ragazzi di Mazzarri in Coppa Italia (primo trofeo dell'era De Laurentiis) e riprendiamo oggi il cammino verso la nuova stagione giusto all'indomani della conclusione dell'Europeo 2012, con un inaspettato secondo posto meritato dagli azzurri di Prandelli.

In questi ultimi quaranta giorni, sul fronte azzurro-Napoli, a differenza di quanto spesso avvenuto da quando De Laurentiis gestisce il Napoli, ci sono state molte voci, alcune anche altisonanti e manifestamente infondate, ma pochi affari conclusi in concreto.

Tra i movimenti piu' rilevanti vanno annoverati certamente l'acquisto di Pandev a titolo definitivo, il ritorno del giovane talento Insigne da Pescara e la cessione del Pocho, a condizioni a mio avviso eccezionali e irripetibili che molto difficilmente avremmo potuto spuntare nei prossimi anni.

Ritengo infatti che, al punto in cui era giunto il rapporto tra Pocho, il Napoli e la citta', o il Pocho faceva la scelta di rimanere a vita a Napoli oppure un eventuale rinnovo per qualche altro anno non ci avrebbe dato comunque la possibilita' di ammirare un giocatore piu' forte di quello gia' visto: ritengo infatti che Lavezzi abbia piu' o meno raggiunto il massimo di quanto potesse esprimere in questo ambiente, con momenti di calcio indubbiamente eccezionali, ma anche con periodi di pausa e, da quest'anno, anche di infortuni muscolari che per un atleta che vive di prestazioni "muscolari" per poter fare la differenza a mio avviso lo avrebbero potuto esporre, negli anni a venire, a possibili cali di rendimento fisico gia' in parte intravisti quest'anno.

Le strategie societarie sembrano non cambiare in vista del mercato di quest'anno: ci sono due visioni, che convivono in modo "dialettico", perche' non sono perfettamente armoniche, eppure non sembrano arrivare mai, almeno fino ad ora, ad un netto punto di rottura: la visione del Presidente (rinforzare gradualmente la squadra, innalzando anno dopo anno il tetto ingaggi in rapporto alla crescita del fatturato e cercando sempre nuove occasioni sia investendo su giocatori di prospettiva da far diventare top player in maglia azzurra, sia stimolando la crescita di quei settori che possono aumentare le entrate del club) e quella di Mazzarri (rinforzare la squadra puntando sempre, almeno all'inizio, a giocatori di primo livello, salvo poi accontentarsi, se la societa' respinge le richieste del Mister al mittente perche' al di fuori del tetto di ingaggi fissato dal Presidente, di giocatori meno forti ma piu'...accessibili).

E' evidente che gia' dalla scorsa estate queste due visioni si confrontano, per ora sembra senza "spargimento di sangue" all'interno della societa', ma e' anche evidente che, pur crescendo il tetto di ingaggi (vedi Cavani a cui verra' corrisposto un adeguamento di ingaggio da vero top player come peraltro il Matador stramerita) la forbice tra il budget della societa' azzurra e la capacita' di attrarre veri e riconosciuti top player esiste ancora.

Questa situazione genera indubbi malumori, perplessita' e preoccupazione nella tifoseria azzurra, scottata dalla mancata qualificazione alla Champions che certo rende meno attrattivo l'arrivo a Napoli per molti giocatori di primo livello, nonostante il Napoli avra' comunque una vetrina europea, sicuramente meno remunerativa a livello economico, ma abbastanza rispettata in Europa (senz'altro molto piu' che in Italia).

A mio avviso la stagione appena conclusa ha posto l'accento innanzitutto sul rendimento del centrocampo: molti, ingannati dalla quantita' di gol presi e dagli errori,a  volte anche macroscopici, effettuati dai difensori, ritengono che sia la difesa a dover essere rifondata con priorita' assoluta.

Io sono solo in parte d'accordo: se prendiamo come esempio la Juventus, le difese schierate dai bianconeri nella stagione 2010-2011 (settimo posto) e 2011-2012 (scudetto) erano fatte dagli stessi uomini: cio' che ha fatto la differenza sono stati i diversi automatismi tra la linea dei difensori e quella, profondamente rinnovata, dei centrocampisti: uomini di quantita' e qualita come Marchisio e Vidal, integrati con un vero "tenore" del centrocampo come Pirlo, celebrato anche durante gli Europei, hanno permesso agli uomini della difesa juventina di poter lavorare con maggiore tranquillita': mentre nelle stagioni precedenti gli attacchi avversari sfidavano facilmente in velocita', uno contro uno, i difensori bianconeri, nella stagione dello scudetto, raramente essi si sono trovati in queste situazioni di difficolta' grazie alla dinamicita' e alla capacita' di variare i ritmi partita e di nascondere la palla nei momenti critici da parte dei centrocampisti.

Lo stesso a mio avviso, in modo esattamente inverso, e' avvenuto quest'anno col Napoli: grande capacita' di filtro e protezione da parte dei centrocampisti azzurri nell'anno del terzo posto, grazie alla eccellente "cerniera" garantita da Gargano e Pazienza, ma buchi continui nel momento in cui all'oscuro ma costante lavoro difensivo di Pazienza si e' sostituito un giocatore che, pur pagato profumatamente, ha piu' volte dimostrato di non avere le stesse attitudini difensive.

Le migliori prestazioni di Inler con la maglia azzurra si sono viste o quando il centrocampo azzurro per motivi tattici (centrocampo avversario con due centrali) o contingenti (espulsione di un qualche centrocampista avversario, vedi a Cesena) si e' trovato in parita' o in superiorita' numerica con i soli Inler e Gargano oppure quando ai due e' stato affiancato un terzo "mediano" (Hamsik o Dzemaili soprattutto), quindi con un centrocampo piu' folto fatto con tre centrali.

Molto spesso i gol azzurri sono venuti da percussioni centrali nelle quali o Inler non ha inseguito fino in area di rigore azzurra l'avversario in percussione, lasciando che questi puntasse uno contro uno i centrali difensivi azzurri oppure quando (con identici risultati) l'avversario e' riuscito a  ricever palla tra le linee nascondendosi alle spalle dello svizzero.

La stessa debolezza sui palloni alti e' emersa a mio avviso per l'assenza, spesso, di un "saltatore" come Maggio, in condizioni fisiche spesso precarie nella seconda parte della stagione dove guardacaso sono emersi con piu' evidenza i cali di attenzione della difesa azzurra, non dimenticando peraltro che anche in questo caso l'assenza di un mediano con le caratteristiche di Pazienza si e' sentita anche sulle fasce dove spesso Michele, negli anni scorsi, andava a raddoppiare e recuperare palla.

Il Napoli infatti, nell'anno del terzo posto, non solo subiva meno reti, ma subiva anche meno calci d'angolo e meno cross dalle fasce grazie sempre all'oscuro lavoro di Gargano e Pazienza che andavano puntualmente e in modo spesso efficace a coprire anche sulle fasce: e' charo che, dovendo Gargano aiutare soprattutto Inler e non essendo Inler capace di svolgere il lavoro di raddoppio sulle fasce garantito da Pazienza, sono andati aumentando, in modo esponenziale da un anno all'altro, i calci d'angolo e i cross dalle fasce, sono emersi con maggiore evidenza le lacune individuali dei difensori e quelle di reparto.

In piu', rispetto ai due anni precedenti, a fronte di una stagione con impegni infinitamente piu' stressanti sul piano fisico e mentale degli anni precedenti, la rotazione tra i centrali e' stata quasi del tutto "bloccata": mentre nei due anni precedenti c'era un Grava e altri che assicuravano un turnover affidabile ai "soliti" tre (Cannavaro, Campagnaro, Aronica), quest'anno Mazzarri ha quasi escluso, per scelta o per infortuni, le possibili alternative ai tre che quindi hanno finito per giocare anche in condizioni fisiche non perfette.

Da questa analisi emerge a mio avviso l'urgenza, se Mazzarri non vorra' apportare nuove soluzioni tattiche tra difesa e centrocampo con gli uomini gia' a disposizione, di intervenire con eguale priorita' sia in difesa (anche per abbassare l'eta' media del reparto, ormai molto elevata) sia in mezzo al campo (recuperando Donadel e comunque settacciando il mercato alla ricerca di un mediano che sappia proteggere meglio di Inler la linea difensiva).

La linea verde in difesa (Fernadez e Fideleff) ha pagato poco o nulla lo scorso anno, quindi non e' facile battere lo stesso percorso e appena vai su difensori piu' maturi ed collaudati i costi di ingaggio (non tanto per i cartellini) aumentano a dismisura!

A centrocampo a mio avviso il mercato mondiale offre molte opportunita' a chi ha uno staff di scouting davvero degno di questo nome: mi lascia perplesso che il tanto decantato staff di scouting azzurro abbia nei suoi ormai due anni di lavoro ottenuto risultati cosi' modesti e deludenti!

In ultima analisi l'attacco: basteranno il riacquisto di Pandev e le scommesse Insigne e Vargas a compensare l'addio del Pocho?

Le domande sono chiare ed evidenti, sulle risposte da parte della societa' a questi interrogativi vedo ancora le stesse incertezze ed esitazioni gia' purtroppo viste nelle due ultime campagne di mercato, rivelatesi quasi del tutto fallimentari. Il Napoli ha pero' prospettive economiche di crescita rispetto ad altri club italiani ed europei anche molto piu' blasonati e deve mettere a frutto questo vantaggio competitivo che, con la crisi in corso e il ridimensionamento dei budget di molte concorrenti, potrebbe rendere molto piu' allettanti le soluzioni proposte dalla societa' di De Laurentiis.

Le prime risposte arriveranno nei prossimi giorni...ignoriamo le stupide chiacchiere che riempiono giornali, trasmissioni televisive e siti di autentiche castronerie e aspettiamo fatti concreti e consistenti: solo su questi ultimi esprimero', con la consueta onesta' e liberta' intellettuale le mie valutazioni, sempre con la speranza di vedere il "mio" Napoli sempre piu' forte.

domenica 20 maggio 2012

Coppa Italia 2012 / Finale / Juventus - Napoli 0 - 2 (63' rig. Cavani, 83' Hamsik)

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Domenica 20 Maggio 2012, ore 22,59, Roma: l'arbitro Brighi sancisce la vittoria della coppa Italia per il Napoli a quasi 22 anni di distanza dall'ultima vittoria azzurra, la Supercoppa Italiana sempre contro la Juventus a Napoli nel settembre 1990.

Posso ora confessare che più di una volta, la scorsa estate, ho avuto un qualcosa a metà tra una visione e un sogno, con Paolo Cannavaro che solleva un trofeo...pensavo fosse lo scudetto, è arrivata una Coppa Italia che comunque rende la stagione azzurra contraddittoria ma importante: un campionato insufficiente rispetto alle ambizioni della vigilia, ma anche una Champions oltre ogni aspettativa e una vittoria in Coppa Italia che come ogni vittoria non è mai banale, visto che alla fine, scusate la banalità, ma vince uno solo e, ricordiamolo, il Napoli ha battuto una Juve giunta imbattuta fino a oggi!

La vittoria del Napoli è la vittoria di chi aveva più fame: la Juve, tranne dopo il vantaggio azzurro, ha giocato a ritmi molto più bassi rispetto alle sue giornate migliori: gli azzurri iniziano molto bene, concentrati, e arrivano sempre primi sul pallone.

Già dopo appena due minuti Zuniga sfiora il gol di testa su splendida iniziativa sulla fascia destra di Campagnaro e subito dopo mette al centro un cross che Cavani devia di tacco sul fondo.

La Juve non gioca, Pirlo è totalmente fuori partita e gli azzurri continuano a macinare gioco e occasioni: all'11' Lavezzi semina tutta la difesa juventina e dal limite, solo davanti a Storari, mette a lato, con Cavani e Hamsik liberi ai suoi lati.

I bianconeri cominciano a svegliarsi dopo il quarto d'ora, appena Pirlo riesce ad accendersi e al 18' Marchisio fa partire una bordata da fuori area respinta a fatica da De Sanctis.

La partita ora è più equilibrata: oltre a Pirlo salgono di più anche Estigarribia e Lichsteiner sulle fasce, ma il motore bianconero viaggia con un paio di cilindri in meno per le opache prestazioni di Marchisio e Vidal.

Ancora il Pocho accende la manovra offensiva azzurra al 28': cross tagliato in mezzo dalla destra e Hamsik, nonostante la lunghissima cresta, non riesce a impattare di testa.

A questo punto la Juve riesce ad alzare i ritmi: Borriello (38'), fino a quel momento annullato totalmente dalla difesa azzurra, si libera di Aronica e fa partire uno splendido tiro di sinistro a giro dal limite che si spegne di poco alla destra di De Sanctis.

Poi Morgan si disimpegna egregiamente nel recupero del primo tempo su punizione dal limite di Del Piero.

Il secondo tempo comincia come il primo: Juve intorpidita e azzurri insidiosi. Al 49' Dzemaili avvia una incursione delle sue, triangola con Lavezzi e si presenta in area juventina con una conclusione a metà tra un tiro e un cross.

La partita è equilibrata e sembra che nessuno riesca ad imporre la giocata decisiva, poi (62') un lampo improvviso: da una rimessa laterale lunga di Campagnaro, difesa juventina colta di sorpresa, incertezza di Caceres, Lavezzi spunta alle sue spalle e Storari gli piomba addosso: rigore! Nettissimo!

Il Matador arriva deciso sul dischetto e spiazza nettamente l'ex portiere azzurro.

Da quel momento la Juve, punta sul vivo, si scatena come mai prima: gli azzurri vengono schiacciati nella propria area e non riescono ad uscire: al 67' Pirlo pesca in area Estigarribia alle spalle di Maggio ma lo juventino mette la palla a lato; al 71' De Sanctis salva su frontale di Bonucci e poi, due minuti dopo, si salva miracolosamente su Pepe, appena entrato con Vucinic al posto di Del Piero e Lichsteiner.

La Juve è ormai molto sbilanciata: Conte, con i due nuovi ingressi, la schiera con uno spregiudicato 3-4-3 e poi fa entrare pure Quagliarella.

Ma gli spazi si intasano e i bianconeri vanno sempre più a sbattere contro un autentico muro azzurro...e da quel muro parte l'azione della vittoria: Inler recupera palla sulla sua tre quarti, parte veloce e innesca Pandev in posizione centrale, mentre ai suoi lati si allargano Cavani a sinistra e Hamsik a destra. Il macedone "sceglie" Marek che si presenta solo davanti a Storari e lo supera con uno scavetto dei suoi, glaciale come sempre.

Mancano sette minuti alla fine e la Juve si disunisce sempre di più: non bastano nemmeno i cinque minuti di recupero...gli azzurri terminano in trionfo nella metà campo juventina, metaforico simbolo dell'imbattibilità juventina violata.

E' una vittoria importante sotto molto aspetti: perchè dà un senso ad una stagione difficile da valutare, fatta di cocenti delusioni (in campionato), ma anche di serate indimenticabili (in Champions), perchè offre un riconoscimento tangibile al lavoro fatto in questi anni dalla nuova società, pur con gli errori di gioventù e quelli commessi negli ultimi due anni sul mercato, perchè indirizza al meglio anche l'organizzazione della prossima stagione nella quale il Napoli entrerà in Europa League dalla porta principale, iniziando direttamente dai gironi il prossimo 20 settembre, evitando le insidie dei turni preliminari e potendo prepararsi al meglio anche per la Supercoppa, probabilmente a Pechino...e ci andremo con la coccarda tricolore che è pur sempre il simbolo di una serata che aspettavamo da oltre venti anni.

...ed è incredibile ma proprio stasera con oltre 300 visite, dopo tre anni di vita, questo blog supera la fatidica quota delle 50.000 visite: un meraviglioso segno del destino e chissà magari cosa succederà quando arriveremo a 100.000!

***

De Sanctis: 8 - Attentissimo e concentrato: nel primo tempo due interventi impegnativi su tiri da fuori di Marchisio (18') e Del Piero (punizione nel recupero), nella ripresa eccellente su Bonucci e prodigioso e fortunato su Pepe

Campagnaro: 8 - Prestazione eccezionale: attento in fase difensiva, nella prima metà del primo tempo e in un paio di situazioni anche nella ripresa si rende protagonista di ottime incursioni fin sulla linea di fondo avversaria che creano scompiglio nella difesa juventina

Cannavaro: 6,5 - La Juve attacca molto spesso centralmente e Paolo se la cava con alterne fortune, talvolta rintuzzando, talvolta invece consentendo rimpalli e seconde palle molto pericolose dal limite

Aronica: 6,5 - Tra i centrali difensivi è quello che soffre di più e che commette più errori nel primo tempo. Letteralmente graziato dal mediocre Brighi quando al 42' rifila un calcione in area a Marchisio che sta per tirare in porta: sarebbe stato un rigore netto e giusto. Molto meglio nella ripresa quando riesce in molti casi a giocare d'anticipo specie nella fase più delicata e convulsa dell'assedio juventino. Fa scattare la solita trappola della provocazione facendo saltare il fragile sistema nervoso di Quagliarella

Maggio: 7 - Dialoga discretamente con Campagnaro nel costruire le migliori iniziative del Napoli, ma non riesce a trovare il tempo giusto per lo spunto in velocità. Eccellente , specie nella ripresa, in fase difensiva

Dzemaili: 7 - Non nella sua posizione preferita, offre una prestazione di grande dedizione e cresce vertiginosamente nella ripresa, contrando e rilanciando l'azione appena possibile

Inler: 6,5 - Il solito Inler specchio di questa contraddittoria stagione azzurra: alterna buoni contrasti a ingenuità talvolta anche imbarazzanti che creano problemi alla fase difensiva azzurra. Dai suoi piedi parte l'azione del gol del trionfo azzurro

Zuniga: 6,5 - Parte benissimo e sfiora il gol dopo appena due minuti, mettendo in grossa difficoltà Lichsteiner. Col passare del tempo però il colombiano rincula troppo (anche se completa un paio di preziose diagonali difensive) e lo juventino trova più spazio in avanti, ma senza rendersi mai davvero pericoloso

Hamsik: 7 - E' sempre un rompicapo dover giudicare Marek! A parte un colpo di testa mancato di un soffio su splendido cross di Lavezzi, totalmente nullo e fuori partita...poi però gli basta una delle sue incursioni e lo slovacco regala il gol del trionfo agli azzurri non sprecando l'occasione della vita (dall 85' Dossena: 6,5 - Una manciata di minuti, ma grande intensità e grande spirito di sacrificio nel tamponare gli ultimi tentativi degli juventini)

Lavezzi: 7,5 - Ci mette l'impegno: un cross delizioso non sfruttato da Hamsik e, soprattutto, un gol mancato all'11' che grida vendetta: il Pocho salta tutti e ingolosito dalla possibilità di chiudere in porta non serve Hamsik o Cavani ai suoi lati...è l'unico che nel primo tempo regge la manovra offensiva azzurra ed è il fattore che spezza l'equilibrio della finale con un guizzo dei suoi: per la prima volta decisivo negli appuntamenti che contano...ci voleva la gara di addio per una prestazione così decisiva? (dal 72' Pandev: 6,5 - Entra nel momento più difficile per gli azzurri, con il Napoli in vantaggio e la Juve che assalta all'arma bianca. Soffre i ritmi altissimi degli avversari ma alla prima occasione mette sui piedi di Hamsik il pallone della vittoria)

Cavani: 6 - Imbarazzante nel primo tempo: nervosissimo e non tocca palla. Troppo preoccupato per Olimpiadi e ritocco di ingaggio? Nella ripresa trasforma il rigore più importante da quando è a Napoli e grazie a questo rigore vince la classifica dei marcatori del torneo (dal 92' Britos: SV - In campo giusto per spezzare il ritmo e far rifiatare i compagni)

All. Mazzarri: 8 - Imposta la squadra con equilibrio e la presenta in buona condizione fisica. Purtroppo nel primo tempo davanti solo il Pocho regge la tensione dell'impegno e non basta la buona organizzazione strutturata a centrocampo e in difesa a far prevalere gli azzurri. Riesce però a tenere compatta e concentrata la squadra controbattendo bene nelle zone di campo maggiormente temute alla vigilia, in mezzo al campo e sulle fasce. Bene anche nelle sostituzioni, sia negli uomini che nei tempi

Arbitro Brighi: 4 - L'uomo più triste e sfigato del mondo che ci fa in una serata così bella? L'emblema della modestia e della tristezza arbitrale si distingue anche stasera per una infinita serie di errori: ferma al 10' Cavani per un fuorigioco molto dubbio (ma nel dubbio non si deve lasciare giocare, per la miseria??), non fischia un nettissimo fallo da rigore di Aronica su Marchisio, aspetta quasi a fine primo tempo per tirare fuori il primo cartellino giallo, fischia falli dove non si sono e non ne fischia dove ce ne sono, fischia un fuorigioco inesistente a Del Piero, lascia correre un contrasto in area juventina tra Caceres e Maggio...insomma il "solito" Fantozzi la cui fine carriera, prevista questa sera, non lascerà alcun rimpianto. Almeno imbrocca il rigore a favore del Napoli e l'espulsione a Quagliarella...

lunedì 14 maggio 2012

Napoli, ecco dove e perchè hai perso la Champions

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Primi bilanci di una serie di riflessioni per le quali vi condurro' per mano nei prossimi giorni per capire cosa non ha funzionato quest'anno e cosa potrebbe non funzionare nei prossimi anni se il Napoli e il presidente non aprono gli occhi e non apportano alcuni ormai indispensabili correttivi.

Iniziamo con l'individuare in quali (e quante!) partite gli azzurri hanno lasciato punti non lasciati dalle sue dirette concorrenti nella corsa Champions: sono tante partite e tanti punti.

L'estratto che vi propongo e' a firma di Vincenzo Perrella ed e' tratto da un articolo pubblicato da Tuttonapoli.net:


Tirando le somme, il Napoli termina a quota 61 punti, ben 9 in meno rispetto all’anno scorso, frutto di 16 vittorie, 13 pari e 9 sconfitte, con 66 gol segnati (ben 7 in più dello scorso torneo) e 46 gol subiti (ben 7 in più dello scorso campionato). Inoltre, il Napoli ha segnato 4 rigori sui 9 assegnati, con Cavani che ne ha realizzati 3 su 6! Se ne fossero stati realizzati almeno la metà, chissà, forse qualche punticino in più sarebbe giunto. Ma il Napoli ha in sostanza perso il terzo posto finale (dell’Udinese) per soli 3 punti. Tra le partite “incriminate”, ci sono Chievo-Napoli 1-0 (tra le prime 6 classificate, solo il Napoli ha perso al Bentegodi!), Napoli-Fiorentina 0-0, Napoli-Parma 1-2 (tra le prime 6 classificate, il Napoli è l’unica ad aver perso in casa coi ducali!), Catania-Napoli 2-1 e Napoli-Catania 2-2 (gli etnei hanno tolto ben 4 punti su 6 agli azzurri. E nel match del San Paolo il Napoli vinceva 2-0 a circa 10’ minuti dal termine. La partita poi è finita 2-2), Napoli-Juventus 3-3 (praticamente lo stesso andamento di Napoli-Catania), Napoli-Atalanta 1-3 (tra le prime 6 classificate, solo il Napoli ha perso in casa coi bergamaschi!), Napoli-Roma 1-3 (tra le prime 6 classificate, solo il Napoli ha perso in casa contro i giallorossi!) e infine Bologna-Napoli 2-0, la partita che di fatto ha strappato i preliminari Champions agli azzurri (tra le prime 6 classificate, solo il Napoli ha perso al Dall’Ara!). 

domenica 13 maggio 2012

Serie A 2011-12: 38ª - Napoli - Siena 2 - 1 (3' Dossena, 6' Destro, 34' Dossena)

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Certo la delusione c'è, come c'è il rimpianto per le innumerevoli occasioni nelle quali il campionato si è letteralmente fermato per aspettarci, ma la stagione ha anche posto ostacoli e sfide oggettivamente ai limiti delle possibilità di questa squadra e di questa società e 61 punti e un quinto posto in campionato (9 punti e due posizioni in meno rispetto allo scorso anno), un quarto di Champions mancato di un soffio e una finale di Coppa Italia sono risultati nel complesso importanti.

Questo non significa approvare in toto il rendimento di squadra, staff tecnico e società: Cavani a parte, sono due anni che il Napoli, pur investendo tantissimo sul mercato, vive ancora sugli acquisti di Marino, sprecando anche qui innumerevoli opportunità di crescita nel tempo e mettendosi nella difficile posizione di dover rinnovare e ringiovanire ampiamente la rosa non potendo però contare sui succosi proventi della Champions.

Siccome torneremo su questi argomenti dopo la finale di Coppa Italia, concentriamoci sulla partita col Siena.

L'acciaccato Sannino schiera molti dei suoi ragazzi che hanno giocato meno ma i bianconeri sono combattivi: Bolzoni aggredisce subito altissimo Dossena e sembra la solita partita complicata tatticamente in cui Sannino riesce a imbavagliare gli esterni, ma stasera Andrea mostra tutto il suo valore bruciando subito il portiere Farelli con un guizzo da centravanti su assist di Hamsik.

Sembra tutto in discesa, ma anche la partita di questa sera rappresenta in piccolo la stagione del Napoli: palla lunga e profonda verso l'area azzurra, De Sanctis sembra poter anticipare Destro, ma la palla rimbalza maligna, Morgan manca l'intervento e Cannavaro (che non si aspettava il liscio del suo portiere) viene bruciato di un soffio da Destro che per giunta nel calciare in porta colpisce Paolo al costato.

1 a 1, morale a terra e Cannavaro out per infortunio!

Gli azzurri però hanno il merito e la forza di rialzare la testa e ripartire: Dossena continua a sciorinare meraviglie sulla fascia sinistra, ma il gol che riporta gli azzurri in vantaggio nasce stavolta sulla destra con una straordinaria progressione di Campagnaro: tunnel a Terzi, palla radente dal fondo, Farelli tocca e ancora una volta Dossena (!) ci mette lo zampino da autentico centravanti di rapina.

Il Siena non crea altri pericoli nel primo tempo, mentre il Napoli si rende pericoloso con Pandev (ancora grazie a Dossena) e Lavezzi (toh, chi si vede?) impegna (?) Farelli con un tiro fiacco da posizione favorevole.

Nella ripresa gli azzurri, evidentemente timorosi di non essere perfettamente a punto fisicamente, tenta di alternare momenti di attacco a momenti di palleggio per congelare ritmi, partita e risultato.

Il gioco riesce con alterne fortune: Hamsik mette alto su bello schema avviato da una punizione di Pandev (50'), Inler impegna Farelli da fuori area (51'), Hamsik, con deviazione di Vitiello, sfiora il gol con un bellissimo tiro da fuori (56'), ma poi c'è anche il clamoroso errore in appoggio di Gargano sul successivo angolo per gli azzurri (57') che rilancia il Siena in contropiede e ci vuole un super De Sanctis per impedire a Destro di pareggiare!

Passa un minuto e ancora panico totale in area azzurra su percussione di Brienza e poi (62') D'Agostino la mette di pochissimo a lato su punizione dal limite.

Ultima occasione azzurra (71') con Hamsik, a ncora con un bellissimo tiro dal limite di poco a lato, e poi il quasi infarto finale con splendida sforbiciata volante di D'Agostino alla quale si oppone De Sanctis da campione assoluto a salvare risultato e quinto posto.

Nel frattempo derby tra i vari settori dello stadio con un alternarsi di applausi e fischi per il Pocho (beccato soprattutto sui calci d'anolo tanto che l'ultimo corner lo va a battere Hamsik...)  a conferma di un incanto che sembra essersi rotto.

Archiviamo questo contraddittorio campionato, proiettiamoci sulla finale di coppa in cui la Juve parte indubbiamente da favorita e aspettiamo il risultato di Roma e gli sviluppi della giustizia sportiva sullo scandalo delle scommesse che potrebbe riscrivere classifiche e posizioni.

Speriamo che la società apprenda la lezione di questa stagione: un altro mercato come gli ultimi due e il futuro azzurro rischia di essere davvero destinato a ridimensionarsi.


***

De Sanctis: 7 - Errore grave in occasione del gol di Destro, sfavorito anche da un rimbalzo anomalo che gli scombina il tempo dell'uscita, si riscatta alla grande mettendo i guantoni su un insidioso tiro frontale dal limite di Vergassola (30') e compiendo due paratissime nella ripresa su Destro (57') e su D'Agostino (89') che salvano la vittoria azzurra, due autentiche prodezze con livello di difficoltà elevatissimo

Campagnaro: 7 - Appare recuperato e in buona condizione: nessuna difficoltà in fase difensiva e un'autentica prodezza tecnica in fase offensiva con tunnel su Terzi e palla in mezzo per il 2 a 1 di Dossena (dal 90' Grava: SV - Meritata passerella finale per un "eroe" delle scorse stagioni azzurre)

Cannavaro: 5 - Davvero sfortunatissima prestazione: concorre con De Sanctis al pasticcio del gol di Destro e si infortuna al costato proprio in occasione del calcio a rete dell'attaccante senese che lo costringe a uscire dal campo (dal 16' Fernandez: 5,5 - Incerto e falloso, ennesima prestazione poco convincente di un prospetto che quest'anno ha deluso le aspettative) 

Britos: 6 - Tutto bene fino agli ultimi minuti del primo tempo, pasticcia con De Sanctis su un banale disimpegno difensivo, per fortuna senza conseguenze. Per il resto ordinaria amministrazione.

Inler: 6,5 - Ancora luci e ombre, in linea con la sua difficile stagione, ripresa in crescendo con continui break offensivi e conclusioni insidiose

Gargano: 5,5 - Si vede che la botta influenzale  ne ha in parte minato il fisico, ma l'impegno è sempre massimo e ammirevole, anche se un suo errore in fase di impostazione con gli azzurri tutti avanti per un calcio d'angolo rischia di compromettere la vittoria 

Maggio: 6 - Marcato praticamente a uomo da Rossi, tocca palla per la prima volta dopo 9 minuti esatti di gioco. Pur faticando a entrare in  partita si mostra utile, anche se più in fase difensiva che offensiva dove riesce a incidere poco

Dossena: 8 - Mai visto un Dossena così! Sicuramente la miglior partita dell'anno, a mia memoria la migliore partita da quando è a Napoli e certamente una delle migliori della sua carriera: due gol di grande freddezza e opportunismo, discese travolgenti sulla fascia, pur contrastato da Bolzoni, giocate sempre ispirate, rientri difensivi provvidenziali, una prestazione "totale" ed entusiasmante! Leggero ma comprensibile calo nella ripresa quando comunque resta tra i migliori in campo

Hamsik: 7,5 - Di gran lunga il migliore del tridente azzurro: cuce gioco con continuità, offre un assist splendido a Dossena dopo un lussuoso controllo di palla e nella ripresa riesce anche a rendersi pericoloso sotto porta

Lavezzi: 5,5 - Solo nel finale di primo tempo si rende davvero pericoloso. Approccio alla partita complicato dall'atmosfera dello stadio nei suoi confronti e anche da un arbitraggio che lo penalizza clamorosamente in un paio di situazioni...appare preso più dai suoi pensieri futuri che da un presente ancora importante...se è un addio al San Paolo è davvero un addio malinconico.

Pandev: 5,5 - Appare in calando già da qualche partita: qualche spunto, come in occasione del primo gol quando imbecca Hamsik avviando l'azione del primo gol, un tiro alto, ma poco altro. Ci si aspetta ben altro dalla classe del macedone (dal 68' Zuniga: 6 - Non fa mirabilie ma almeno dà più vivacità di Pandev alla manovra offensiva azzurra anche se talvolta la vivacità socia nella confusione)

All.Mazzarri: 5,5 - Sannino lo fa sempre soffrire, ma stavolta il tecnico ha il merito di rilanciare un Dossena in autentico stato di grazia. Solite sofferenze però dalla cintola in giù, su cui purtroppo il tecnico non ha mai voluto lavorare per trovare correttivi tattici convincenti

Arbitro Celi: 4 - Si intravedono in lui potenzialità da arbitro di primo livello, ma poi si perde in fischi e cartellini sconcertanti da un lato e in mancati fischi su falli che appaiono evidenti, per cui resti davvero sgomento di fronte a certe scelte così discutibili. Per fortuna non incide in modo pesante sul risultato del match 

domenica 6 maggio 2012

Serie A 2011-12: 37ª - Bologna - Napoli 2 - 0 (17' Diamanti, 64' Rubin)

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Difficile commentare una partita le cui difficoltà sono state da me già annunciate alla vigilia: per chi come me segue il calcio da oltre 35 anni e ha visto migliaia di partite, non si tratta di essere menagrami o cosa, ma di avere la lucidità di andare oltre la accecante passione del tifo e capire che la fortuna e la sfortuna servono a poco per favorire la vera crescita di questa squadra e della società.

Il risultato, ai fini della qualificazione in Champions, appare (quasi) irreparabile, ma c'è ancora un barlume di speranza, laddove, battendo il Siena, la Lazio non battesse l'Inter e il Catania battesse l'Udinese: risultati francamente non impossibili anche se gli azzurri dovranno ricostruire un minimo di condizione fisica e morale per il minimo sindacale della vittoria contro il Siena.

Alla vigilia avevo auspicato un gol nei primi minuti e l'aver sprecato grosse occasioni (5' Hamsik, 7' traversa Cannavaro, 24' traversa di Cherubin) ha invertito i rapporti di forza in campo, con un Napoli sempre più balbettante, nervoso e insicuro e un Bologna sempre più roccioso e compatto nel difendersi tanto da concedere sempre di meno col passare dei minuti.

Per cui se nel primo tempo la sconfitta appare immeritata, a fine partita appare invece (purtroppo) meritatissima, visti i troppi errori sotto porta e gli svarioni difensivi pagati neppure troppo nella ripresa quando Di Vaio ha fallito più di una occasione.

Ci sono molti segnali che ci vengono dati dalla disfatta di Bologna (il fallimento totale dei nuovi acquisti, il declino di molti giocatori, Dossena in primis, il totale distacco emotivo di Lavezzi dalla maglia che lo ha portato alla notorietà a livello mondiale), ma ritengo che dobbiamo aspettare la conclusione della stagione per un bilancio definitivo di una stagione comunque di grande crescita per la squadra e per la società.

Ora gli azzurri hanno due doveri: prepararsi al meglio per la finale di Coppa Italia e battere il Siena, sperando in un miracolo dalle parti di Catania e che l'Inter fermi la Lazio.

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De Sanctis: 6,5 - Un paio di parate di ordinaria amministrazione finchè la partita resta in bilico. Incolpevole sui due gol, salva l'onore degli azzurri con alcune parate che evitano una ancora più ingloriosa disfatta

Cannavaro: 5 - Purtroppo il gol di Diamanti nasce da un suo errore di posizionamento che costringe tutta la difesa a scalare verso destra aprendo il varco giusto per Diamanti. E' un gran peccato perchè da Paolo partono un paio di azioni davvero importanti tra le quali quella che porta alla traversa colpita dallo stesso Paolo (7') e a quella colpita da Cavani (28'). Ed e' anche un suo movimento sulla punizione di Pandev (24') a costringere Cherubin ad una deviazione quasi fatale che anch'essa si stampa sulla traversa. Tanto orgoglio, ma poca lucidità.

Aronica: 5,5 - Sorpreso anche lui dall'inserimento di Diamanti in occasione del gol, alterna cose positive a buchi nei quali gli attaccanti rossoblù si infilano con facilità

Britos: 5 - Colpevole anche lui nella scarsa capacità di presidiare la difesa in occasione della rete di Diamanti. Appare non al massimo della condizione (dal 62' Dossena: 4,5 - Inutile sia in difesa sia in avanti, una colonna dello scorso anno completamente persa)

Maggio: 5 - Scende molto ma conclude poco e crea soprattutto confusione e proprio dalla sua zona parte l'azione del vantaggio bolognese (dal 54' Lavezzi: 4,5 - Illude i tifosi con una punizione di poco a lato, ma poi soltanto tanta confusione anche nelle giocate più elementari, appare ormai non più in sintonia col resto della squadra)

Gargano: 5 - Molta generosità, ma anche poca lucidità e tanta confusione, simboleggiata dalla insensata conclusione da fuori area a fine primo tempo

Inler: 5 - Ancora una volta molla il trequartista e il non seguirlo crea il solito fatale risultato già visto molte, troppe volte quest'anno: incursione centrale del trequartista avversario e autostrada aperta verso la porta azzurra (dal 67' Dzemaili: 3 - Non soltanto offre un contributo nullo sul piano tecnico e tattico, ma si fa anche cacciare dal campo al termite di indegna gazzarra finale)

Zuniga: 5 - Errori di misura in avanti, pur rendendosi spesso pericoloso, ma anche una diagonale di chiusura non tempestiva su Diamanti in occasione del gol

Hamsik: 5 - Ce la mette tutta, ma non riesce a incidere quanto vorrebbe come al 5' quando si fa parare in modo incredibile una conclusione che di solito sarebbe trasformata in gol. Sparisce totalmente nella ripresa.

Pandev: 4,5 - Qualche sprazzo di classe pura, ma il peso delle sue giocate stavolta appare lontano dagli standard mostrati dal macedone negli ultimi tempi

Cavani: 4 - Si presenta svariate volte davanti ad Agliardi ma sbaglia gol che non sbaglia mai! E i continui errori sotto porta lo innervosiscono a fine primo tempo e lo portano a farsi ammonire determinando la fine anticipata del suo campionato

All. Mazzarri: 5 - In fin dei conti la squadra, pur poco lucida in molti suoi elementi, costruisce tantissime occasioni, fallendole tutte, e ne concede solo una, subendo gol. Tatticamente gli azzurri riescono a sviluppare gioco e creare occasioni in serie a differenza di quanto temuto alla vigilia. Stavolta prova subito a cambiare le sorti tattiche della partita, ma i rimedi sembrano peggiori del male

Arbitro Bergonzi: 5 - Non commette errori clamorosi, ma talora appare incerto in più di una occasione nella applicazione della regola del vantaggio, come nell'occasione gol fallita da Hamsik nata da un fallo di Loria su Cavani con palla che va verso Zuniga e poi verso Hamsik. Anche nella distribuzione dei cartellini appare discutibile non penalizzando alcuni interventi e viceversa penalizzando oltre misura altri interventi, fino a lasciarsi sfuggire di mano la partita con rissa finale