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sabato 27 novembre 2010

Biglietti di Utrecht-Napoli...siamo uomini o caporali?

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(Anche) questa è Napoli, purtroppo...inutile nasconderselo: questa città è fatta di uomini (che si mettono onestamente in fila dall'una di notte al freddo e sotto una pioggia torrenziale per un pezzetto di carta con cui assecondare la nostra passione) e di caporali, che si autoproclamano "i titolarissimi" del tifo e con modi di fare prepotenti e delinquenziali e si arrogano il diritto di svegliarsi con comodo, farsi i comodi porci loro e poi presentarsi, contando sulla consueta impunità, scavalcare file, calpestare piedi, dignità e civiltà e fare quello che in tante parti di Napoli, ogni giorno fanno inzozzandola.

L'unica cosa che mi domando in tutta questa vicenda è: ma gli 800 e passa che stavano in fila, oltre che protestare e mandare mail, non hanno pensato di organizzarsi e fare una civile denuncia collettiva al commissariato di zona? Possibile che il commissariato di Fuorigrotta debba essere oggetto di assalti di facinorosi (magari gli stessi di ieri mattina) e non di una protesta civile e di una denuncia collettiva che ponga fine a questo scempio?

E possibile che le forze dell'ordine abbiano ritenuto più conveniente chiudere un occhio che far rispettare la civiltà e la legalità?

E' chiaro che il Napoli più di tanto da solo non può fare, per non rischiare che questo manipolo di delinquenti metta a ferro e fuoco lo stadio e rovini i sogni di tutti i tifosi azzurri in giro per il mondo, ma la Napoli che si professa "civile" e le forze cosa vogliono fare? Vogliono darla vinta per l'ennesima volta alla prepotenza?

Insomma, siamo uomini o caporali?


martedì 23 novembre 2010

SONDAGGIO SUL MERCATO 2011...e uno sguardo al futuro...

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Da oggi sul mio blog trovate un sondaggio che nasce dalle dichiarazioni del Presidente De Laurentiis rilasciate nei giorni scorsi, all'indomani della vittoria casalinga sul Bologna.

Il mio amico e affezionato lettore, Flavio, mi ha quasi "sfidato": "Antò, ma perchè non metti un sondaggio sul tuo blog? Molto semplice: secondo voi dove si deve rafforzare il Napoli innanzitutto? In difesa, in centrocampo o in attacco?"

A voi la parola...e ricordate che oltre al sondaggio potete sempre lasciare, sui post che scrivo, i vostri commenti, anche per spiegare meglio il motivo del voto da voi espresso.

Io invece utilizzo questo spazio per cercare di "giocare al dirigente", cioè cercando di indovinare, in base ai parametri che il Napoli segue con maggior attenzione nel decidere se tenere o no un giocatore, ossia il rapporto tra età, ingaggio, rendimento sul campo, peso nello spogliatoio e possibile redditività di una sua eventuale cessione, quali potrebbero essere ruoli e nomi più esposti al cambiamento:

  • centrale di destra: al momento in rosa abbiamo Grava, Campagnaro e Santacroce. Se il primo, fino all'inizio di quest'anno rappresentava una garanzia assoluta, il secondo un punto fermo importante e il terzo un'incognità sia da un punto di vista fisico che caratteriale, oggi la situazione appare se possibile più complessa. Grava non è più giovanissimo e quest'anno non si sta ripetendo sui livelli, peraltro "spaziali" dello scorso anno e Mazzarri sta tentando di approfittarne per tentare di recuperare Santacroce, il quale alterna prodezze da far strabuzzzare gli occhi a ingenuità legate a una sua eccessiva sicurezza nei suoi pur notevoli mezzi. Certo per età e potenzialità, Santacroce potrebbe, se finalmente maturasse calcisticamente e umanamente, tenersi il posto per i prossimi 10 anni senza problemi. Qui non vedo una vera e propria "emergenza di cambiamento", anche se forse Grava potrebbe essere convinto a lasciare a fine stagione, specie se il suo rendimento dovesse rimanere su livelli modesti come quelli attuali. Insomma, non è la zona di campo che necessita degli interventi più urgenti, a mio avviso, ma credo che se Santacroce non dissiperà le attuali perplessità sul suo conto, a fine anno (luglio) qualcosa si farà anche qui;
  • centrale di mezzo: con Cribari e Cannavaro in ballo, la situazione sembra ancora fluida. La mia sensazione è che la società valuti che Paolo è arrivato ad un'età in cui potrebbe essere più conveniente cederlo piuttosto che rinnovargli un contratto troppo lungo in relazione al rendimento atteso. Brutalmente, non vuole trovarsi a dover corrispondere un ingaggio pesante fino a 34 anni, magari non più all'altezza del progetto tecnico che la società prevede di sviluppare da qui a 4 anni...di qui la proposta che ho sentito qualche settimana fa di fargli un triennale con opzione sul quarto anno che scatterebbe automaticamente se Paolo nel terzo anno di contratto giocasse un numero minimo di partite. Cribari è ancora tutto da valutare anche se dopo un inizio molto difficile sembra stia recuperando credibilità e fiducia. Ho la sensazione che questo sia uno dei ruoli su cui, sempre a giugno, la società interverrà con più probabilità, magari cercando un centrale che possa alternarsi al centro e sul centro-destra con disinvoltura
  • centrale di sinistra: qui il gioco è facilissimo! E' un obiettivo dichiarato da circa sei mesi, ma evidentemente la dirigenza non ha trovato un soddisfacente rapporto qualità-prezzo (vedi Britos) nei profili esaminati in questi mesi. Qui l'urgenza è evidente: è vero che Aronica è un fedelissimo di Mazzarri e ha qualità tattiche, più che tecniche che non dispiacciono al mister, ma l'età avanza e, soprattutto, quando manca lui, Mazzarri deve adattare Grava o Campagnaro. Credo che di sicuro per gennaio si voglia tentare di integrare finalmente un uomo che possa anche avere un livello da titolare. E' da capire, data l'età di Aronica, un po' fuori standard rispetto ai "range di interesse" della soocietà azzurra, se magari a giugno si voglia lavorare per un rincalzo giovane di prospettiva che possa però creare già un minimo di concorrenza rispetto al titolare del ruolo.
Sulla difesa urge anche un'altra riflessione tencico-tattica: premesso che io non amo la difesa a 3, ma che Mazzarri difficilmente se ne libererà, riterrei necessario, se si decide di mantenere l'attuale livello qualitativo dei mediani, che uno dei centrali avesse attitudini alla costruzione della manovra. Se ci fate caso, specie nelle partite dove gli avversari si schierano compatti dietro, spesso il gioco deve essere impostato dai centrali difensivi. Ciò accade oggi con Mazzarri e accadeva anche ai tempi di Reja (qualche volta l'ho evidenziato su questo blog). Il motivo è che quando gli avversari si chiudono bene dietro e cercano di bloccare tutte le fonti di gioco azzurre, pressando a centrocampo e bloccando le fasce, molto spesso uno dei centrali si trova la palla tra i piedi ed è costretto ai lanci lunghi. Nel corso degli anni Paolo è diventato abbastanza bravo ad aprire il gioco con lanci di 30-40 metri, ma non sarebbe male acquisire in rosa un altro giocatore con caratteristiche di questo tipo, sia che Paolo rimanga, sia che vada via, per avere più varianti nel gioco azzurro. Meglio ancora, specie se Paolo rimanesse, sarebbe un centrale, magari quello di sinistra che dovrebbe arrivare presto, che sappia dialogare sullo stretto (non portando palla come Campagnaro) con i mediani per stanare l'assetto difensivo avversario.

  • centrocampo: mi piace quello che negli ultimi giorni va dicendo Gianni Di Marzio su un ipotetico "mediano dai piedi buoni" che dovrebbe integrare la rosa dei mediani attuali, dove Blasi sembra avviarsi ad un definitivo accantonamento.  Intendiamoci: il tecnico, e io sono d'accordo, non dice di rinunciare a quantità per qualità, ma trovare un mediano che sappia garantire quel lavoro di copertura indispensabile nel modulo di Mazzarri ma che, conquistata palla, sappia far ripartire sapientemente il gioco, specie sugli esterni, esaltando le qualità di Maggio e Dossena che ad oggi non verrebbero sfruttate appieno vista la non eccezionale visione di gioco di Pazienza e Gargano. Forse anche per questo negli ultimi tempi abbiamo visto qualche "mal di pancia" del procuratore di Pazienza perchè sembra evidente che, avendo un Gargano che ha più dinamismo e più visione di gioco di Pazienza, se vuoi migliorare là in mezzo, devi tenerti Gargano (che ti rende già per due da un punto di vista dinamico e che è un leader dello spogliatoio) e "ridimensionare" Pazienza, pur apprezzatissimo sia da Mazzarri che dai compagni. Credo che anche qui, dunque, qualcosa si farà, lo si farà la prossima estate, Blasi andrà via e, forse, anche Pazienza se la società dovesse fare un ragionamento analogo a quello che ho la sensazione stia facendo su Cannavaro.
  • attacco: l'infortunio prematuro di Lucarelli ha scombinato tutti i piani che la società si era prefigurata ad inizio stagione, ossia puntare sul trio terribile che sta facendo faville e ogni tanto far tirare loro il fiato mettendo dentro Sosa e Lucarelli, dando spazio a Dumitru nelle situazioni più "tranquille". Se la società a gennaio far più di un intervento sul mercato, il secondo sarà quasi certamente in questo reparto. Potrebbe esserci uno scenario di questo tipo, specie se il Napoli dovesse passare il turno di Europa League, ossia: cedere Dumitru in prestito, forse in B, per farlo giocare, prendere una riserva di un certo spessore, tipo un Acquafresca, un Marilungo o un Pozzi per intenderci, da alternare in attacco considerando che Lucarelli sarà certamente recuperato da un punto di vista fisico ma con l'incognita di un rendimento tutto da verificare dopo un infortunio così serio ad un'età non certo giovane. E poi a giugno si vedrà!
Quindi, riepilogando:
  • in difesa un titolare (centrale sinistro) a gennaio e uno, forse, a luglio;
  • a centrocampo: un titolare, più probabile a giugno che a gennaio;
  • in attacco: una prima punta, come buona riserva a gennaio e, tutto da verificare, un colpo importante a luglio.
Sarò lontano dalla verità? Chi lo sa...io ci ho provato, sulla base di ciò che osservo e di tutta una serie di sensazioni. Indovinerò o sbaglierò? Vedremo...ma intanto, per pochi minuti, ho provato il brivido di diventare in piccolo il Direttore Sportivo del Napoli...così è divertente...farlo per lavoro, non ne sarei così sicuro!

Concludo lasciandovi le dichiarazioni di Gianluca Di Marzio di Sky rilasciate oggi a Radio Marte: vi chiarirà molte idee sugli scoop, veri o presunti, che si stanno susseguendo in questi giorni (fonte: Tuttonapoli.net):

"Ci sono delle liste che inizialmente prevedevano 15 giocatori a ruolo. Adesso sono state scremate a 5-6 e adesso questi calciatori verranno monitorati dal vivo. Il Napoli prenderà uno-due giocatori. Il difensore è la priorità. Per l’attaccante è da vedere la situazione di Lucarelli e se Dumitru verrà mandato a giocare in B. Pozzi è da escludere visto che la Samp ha perso Cassano. Su Ruiz la situazione è complicata perché il Manchester City ha fatto un’offerta di 10 milioni all’Espanyol. Se l'operazione non dovesse andare in porto la clausola rescissoria a giugno toccherebbe la cifra di 18 milioni di euro quindi bisogna cercare di prenderlo entro gennaio. Britos è un buon giocatore, non un super giocatore. E’ interessante ma non credo che il Napoli spenda 5 milioni per la metà. Traorè è extracomunitario e quindi non potrà mai arrivare a gennaio. Non scherziamo nemmeno su Cicinho. In quel ruolo ci sono Maggio e Zuniga. Fabbrini è un giocatore che il Napoli ha trattato molto lo scorso anno. Ha perso il ballottaggio con Dumitru. E' stato scelto quest’ultimo perché l’Empoli aveva esigenza di tenerlo più a lungo. Prenderlo adesso è complicato visto che l'Empoli sta lottando per salire in A. Non ci sono incontri programmati per quanto riguarda il rinnovo dei contratti di Pazienza e Cannavaro".

lunedì 22 novembre 2010

Ufficiale! Napoli retrocesso in B nel 2001 per una combine tra Parma e Verona

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L'inchiesta sul fallimento della Parmalat sta scoperchiando sempre nuovi filoni (e nuove inchieste) sul'ex impero dell'ex cavaliere Callisto Tanzi.

L'ultimo filone, rilanciato ieri dalla trasmissione di Rai 3 Report, rispolvera fatti e sospetti a suo tempo vergognosamente censurati dall'establishment calcistico e politico dell'epoca, che ebbe facilmente gioco di un Napoli senza ormai più "protettori" calcistici e politici e, soprattutto, lacerato al suo interno dall'assurda diarchia Corbelli-Ferlaino.

Mi astengo da ogni commento: ricordo solo che a Campania Sport, su Canale 21, la settimana prima del vergognoso epilogo di Parma-Verona, il giornalista Peppe Iannicelli ebbe il coraggio di affermare davanti alle telecamere che con certezza si sarebbe consumata la combine che avrebbe spedito in serie B il Napoli.

Ma veniamo ai materiali:
  1. A questo link potete trovare il servizio trasmesso ieri sera da Report. Il passaggio che riguarda la vicenda Parma-Verona-Napoli inizia dopo 13 minuti e 55 secondi dall'inizio del filmato.
  2. Sul sito del Mattino, oggi è apparsa un'intervista a firma di Francesco De Luca, dove l'ingegner Ferlaino ripercorre l'atmosfera e le sensazioni vissute in quei giorni, intervista che riporto integralmente in calce a questo post.
  3. Dal sito de Il Fatto Quotidiano, uno sdegnato commento di Oliviero Beha sull'accaduto:

Certo padri di quella retrocessione furono anche le divisioni e le continue ripicche tra i due soci, ingenuità in certi momenti cruciali del campionato (il fallo di Fresi in Napoli-Brescia che consentì a Baggio di togliere due punti agli azzurri che avrebbero significato salvezza quasi certa, la partenza ad handicap con Zeman e via andare), ma quello fu anche il campionato di Passaportopoli, dove l'Inter venne graziata da una retrocessione certa per il passaporto falso di Recoba e dove si "normalizzarono" una serie di situazioni imbarazzanti in corso d'opera (vedi il caso Roma-Nakata).

Pagine di rara vergogna che sarebbero state solo il prologo di anni, quelli di Calciopoli, di cui il nostro calcio e il nostro paese dovrebbero solo vergognarsi!

Quello non era il calcio che volevo ...e me ne andai disgustato sempre di più, ma temo che questo di oggi, per ragioni parzialmente diverse, non sia molto migliore.

***

Ferlaino e la combine tra Parma e Verona
«Il Napoli fallì per quella partita»/ Video

                     
Ferlaino e Corbelli in una foto del 1999
di Francesco De Luca

NAPOLI (22 novembre) - «Quell’imbroglio ha provocato il fallimento del Napoli». Corrado Ferlaino è uscito dal calcio nel 2002, quasi due anni dopo la presunta combine tra Parma e Verona, club controllati da Tanzi, ex patron della Parmalat, secondo i magistrati emiliani. La denuncia arriva da un servizio di Report. GUARDA «In oltre 30 anni le cose più brutte che ho visto sono state due e una delle due è quel match che costò la retrocessione al Napoli in B».




Dopo la vittoria del Verona a Parma, Patrizia Boldoni, sua ex moglie e socia, presentò un esposto alla Procura di Parma. 
«Denunciò Tanzi, non avrei potuto farlo io perché ero tesserato. Ma quella denuncia è incredibilmente sparita, cestinata da qualche magistrato forse amico di Tanzi. Io parlai con Carraro, invece».


Cosa le disse il presidente della Lega?
«Che perdevamo tempo sulla storia della doppia proprietà, invece assolutamente vera. Il Napoli venne imbrogliato. Se il Verona fosse retrocesso, Tanzi avrebbe perso tanti miliardi ed ecco perché venne organizzata quella operazione da Pastorello».


Lei è stato per molti anni amico di Tanzi: con lui parlò mai di quella partita? «Sì, più volte. Però lui cambiava discorso, era chiaro che non voleva trattare l’argomento. Tanzi ha tutelato i suoi interessi, però io non capisco invece il comportamento di Carraro: era una situazione non lecita, eppure da lui ci venne detto che era regolare. Tanzi era un uomo molto potente anche nel calcio: si diceva che suo figlio Stefano dovesse diventare presidente della Lega».

Ferlaino, cosa ha provato leggendo i documenti della Procura emiliana e ascoltando il servizio di «Report» sui rapporti Parma-Verona?



«La stessa sensazione di dieci anni fa: il Napoli fu imbrogliato e danneggiato. Il Verona vinse in trasferta soltanto quella partita su diciassette, decisiva per la sua salvezza, ai nostri danni. Io faccio l’ingegnere, sono stato a lungo presidente di una squadra di calcio, non sono esperto di questioni legali, però credo che questa vicenda possa meritare l’attenzione dei magistrati che hanno indagato sul fallimento del Napoli».


Qual è il nesso tra quel crac del 2004 e quella combine del 2001?
«Se non fossimo retrocessi, non saremmo mai falliti. Lo spiego con le cifre. In serie A avremmo incassato dalle tv molti miliardi di lire, almeno 40 o 60. Invece, in serie B ne ottenemmo 10. Pagammo a carissimo prezzo la furbata del Parma e del Verona, non soltanto sotto l’aspetto calcistico. Da quanto mi risulta, in caso di fallimento c’è la possibilità di approfondire fatti accaduti fino a quindici anni prima, quindi quell’episodio gravissimo dovrebbe essere valutato, come i comportamenti di Tanzi e Pastorello».

Cosa sarebbe cambiato per il Napoli se Parma-Verona fosse stata una partita regolare?
 «Tanto, tutto. Per la società, per chi la dirigeva, per i tifosi. Ma fu un disastro. Anzi, una vergogna».

    domenica 21 novembre 2010

    Serie A 2010-11: 13ª - Napoli-Bologna 4-1

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    Sul velluto...e il campionato si accende!

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    La giornata numero 13 infiamma il campionato: dopo un inizio tecnicamente modestissimo, con partite inguardabili e squadre senza identità, comincia a mostrare un aspetto finalmente più gradevole.

    E mentre l'Inter sembra sprofondare in una crisi sempre più profonda, un gruppo di squadre lancia segnali importanti al campionato, allungando la classifica rispetto alle "piccole" e accorciando le distanze nelle posizioni di alta classifica, complice la mezza battuta d'arresto della Lazio a Parma pur sempre continua nei risultati.

    Squilli importanti vengono dalla Roma, che regola un'Udinese apparsa in netta ripresa, dal Milan, che da quando ha rinunciato a Ronaldinho per un centrocampista in più è meno spettacolare, ma tremendamente più solido ed efficace, dalla Juve che, con un Krasic devastante, asfalta un Genoa volenteroso ma deludente.

    Crescono anche Sampdoria e soprattutto Palermo che si avvicinano alla zona Champions. Insomma, anche se questa sera sulla carta l'impegno degli azzurri appariva "facile", i concomitanti risultati delle concorrenti e l'apparente fragilità dell'avversario di stasera potevano creare difficoltà inaspettate soprattutto da un punto di vista mentale.

    Ma sin dai primi secondi dell'incontro, appare evidente la concentrazione e l'aggressività degli azzurri che passano subito con Maggio e mette subito la partita sul binario più favorevole da un punto di vista tattico, ossia riconquistare palla e ripartire.

    Il Bologna mostra tanta volontà, ma anche una fragilità tecnica, tattica e mentale imbarazzante e gli azzurri, Lavezzi in cima, devastano lo schieramento difensivo bolognese.

    Si gioca dunque sul velluto: ogni attacco azzurro pare devastante, Viviano e i suoi difensori combinano disastri uno dietro l'altro, per cui il 2 a 0 con cui si conclude il primo tempo appare perfino stretto.

    Nel secondo tempo Malesani butta nella mischia Meggiorini e Siligardi che sono gli unici davvero vivi in una squadra moribonda. Il Napoli però trova subito il 3 a 0 e tira leggermente i remi in barca, lasciando l'iniziativa ai due nuovi entrati che provano in tutti i modi a lasciare almeno un segno in una partita da dimenticare.

    Ci riesce Meggiorini, ma si tratta di un fuoco di paglia, subito spento dal 4 a 1 di Cavani.

    Alla fine festa per tutti in casa azzurra e tanta tristezza nel vedere una squadra gloriosa come il Bologna trovarsi in una situazione che sembra avviarsi verso quelle dolorose strade già da noi percorse giusto qualche anno fa.

    Prestazione positiva e impegno da parte di tutti, grande spirito di sacrificio di tutti gli azzurri, con importanti rientri difensivi anche degli uomini del tridente, Cavani in testa.

    Temevo molto l'inutile mercoledì internazionale e i lunghissimi viaggi dei sudamericani, ma, almeno stavolta, tutti i reduci rendono al meglio, ben oltre le mie più rosee aspettative. Restano i miei timori sulle lunghe distanze, vista la lunghezza estenuante di questo torneo...e qui entra in gioco l'importanza di un mercato intelligente a gennaio, che permetta di accrescere sia il livello tecnico della difesa titolare, sia la qualità media delle alternative ai cosiddetti "titolarissimi".

    E domenica prossima si va a Udine. Qualche settimana fa sarebbe potuta essere un'altra piacevole scampagnata, ma l'Udinese vista nelle ultime settimane è una squadra tosta e temibile dalla cintola in su con i soliti Sanchez, Di Natale e Floro Flores in grande spolvero...ma i bianconeri concedono sempre ben più di qualche varco là dietro ed è da lì che gli azzurri dovranno tentare di costruire l'ennesima grande impresa in trasferta.