L'urlo di Auriemma sulla parata di Marchetti al 94' rappresenta davvero lo stato d'animo di tutti i tifosi azzurri in quel momento.
Va detto che l'ottimo Auriemma si e' scusato pubblicamente col suo omologo "cronista-tifoso" laziale, Guido De Angelis, chiamandolo oggi nella sua trasmissione romana e chiarendo il senso del suo "anatema".
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lunedì 21 novembre 2011
sabato 19 novembre 2011
Serie A 2011-12: 12ª - Napoli - Lazio: 0 - 0
Ci sono anni come la stagione scorsa , all'insegna dello "Storta va, diritta viene!" e stagioni come quella di quest'anno, dove tutto inizia e finisce storto.
Basterebbe sovrapporre le due "Napoli-Lazio" della scorsa primavera e di questa sera: la scorsa primavera una partita vinta in rimonta negli ultimi secondi partita, subendo tre reti e con un gol non visto a sfavore, mentre questa sera la Lazio che non fa un tiro in porta, vien graziata da un fuorigioco inesistente ravvisato a Maggio lanciato a rete e Marchetti al 94' va a compiere l'ennesimo miracolo sul Pocho, dopo averne fatti un altro paio durante la ripresa.
Diventa quindi arduo tirar fuori argomentazioni quali il poco convincente assetto del centrocampo azzurro, i 9 punti raccolti nelle ultime 8 partite di campionato, l'insufficiente apporto dei nuovi acquisti e delle alternative azzurre o la lentezza complessiva della manovra azzurra che determina un primo tempo totalmente privo di emozioni: critiche che almeno per stasera reggono lo spazio di un tempo a fronte di una prestazione, nella ripresa, fatta di tanto orgoglio e di tantissime occasioni fallite per un soffio.
Addirittura tre occasioni per il Pocho in un solo minuto tra il 48' e il 49', con due parate di Marchetti (splendida la seconda su tiro a giro dell'argentino dal limite) e una sforbiciata di poco alta sempre del Pocho su ponte di testa del Matador.
Al 50' persino un quasi inguardabile Dzemaili diventa "quasi" Maradona, indovinando una punizione a giro che sfiora il palo alla sinistra di Marchetti.
Il vantaggio azzurro sembra maturo, anzi fatto al 53': Hamsik sulla tre quarti destra vede sopraggiungere sulla fascia a tutta manetta Maggio e gli serve un pallone con straordinario tempismo: Cristian aggancia perfettamente il pallone ben al di qua della linea difensiva laziale e la supera in tromba presentandosi solo davanti a Marchetti con Cavani al suo fianco: ma il guardalinee Nicoletti ha già alzato la bandierina al momento in cui Maggio riceve palla da Hamsik per cui è inutile il successivo gesto di altruismo di Cristian per il Matador. Gol non valido e partita non sbloccata nel momento peggiore per la Lazio, già in crisi per le assenze maturate prima della partita e per le difficoltà fisiche di alcuni suoi uomini tra la fine del primo tempo e l'inizio della ripresa (Cissè, Lulic e Hernanes su tutti).
Il Napoli però dopo questa fiammata tra il 48' e il 53' deve aspettare l'eternità di 20 minuti per riproporis pericolosamente di fronte a Marchetti: altre tre colossali occasioni tra il 74' e il 94' e altre tre splendide parate di Marchetti su Cavani (74' tiro a volo su splendida combinazione Hamsik-Lavezzi), ancora Cavani (86') e Lavezzi (94').
Intanto però siamo qui, con domande sempre più pressanti sull'assetto azzurro, laddove pare non riuscito il "trapianto" di svizzeri a centrocampo e sempre più evidente la "crisi di rigetto tattica", con le giornate che passano e con i punti di distacco dalla vetta che aumentano (potrebbero essere ben 9 domani sera in caso di vittoria dell'Udinese)...e intanto il Manchester City continua ad asfaltare i suoi avversari, eccellenti e non, a suon di gol... E' vero, ci abbiamo scherzato tanto con Balotelli e Aguero, ma adesso gli azzurri di Manchester appaiono davvero uno spauracchio!
De Sanctis: 6,5 - Solo una presa agevole su tiro per nulla insidioso di Cissè nel primo tempo, mentre nella ripresa l'intervento più difficile Morgan deve farlo in uscita su...Campagnaro con un impatto tra i due che poteva avere conseguenze più pericolose.
Campagnaro: 6 - Gladiatorio in difesa e talvolta anche in avanti. Per poco, da una sua rimessa laterale lunga, non si ripete il gol di Lavezzi a Cesena, ma Maggio non approfitta del dono generoso di Hugo. Nel finale di partita cerca fortuna spingendo in avanti, ma crea più confusione che altro.
Cannavaro: 6,5 - Insuperabile per Cissè, tenta troppo spesso e con troppo poca precisione di saltare il centrocampo con imprecisi lanci lunghi.
Aronica: 6,5 - Nessun particolare imbarazzo in difesa. Nel finale del primo tempo e nella ripresa incrocia ogni tanto Cissè che prova a svicolarsi dalla marcatura asfissiante di Cannavaro.
Maggio: 6 - Puntuale nelle chiusure difensive, in avanti invece mostra qualche balbettio di fronte ad un cliente difficile come Lulic che viene anche aiutato dai compagni a raddoppiare l'esterno azzurro. Fallisce un paio di cross per troppa sufficienza, non sfrutta una rimessa laterale lunga di Campagnaro e nel finale di partita spreca una palla vagante in area di rigore tirandola in curva B.
Dzemaili: 5 - Nel primo tempo troppe volte in imbarazzo nel controllo di palla veloce, fallisce un paio di appoggi nel cuore del centrocampo cercando soluzioni difficili...appare impari lo scontro fisico, tecnico e tattico con un monumentale Ledesma. Migliora leggermente nella ripresa e poco prima di uscire dal campo sfodera una punizione a giro dai 20 metri che si spegne di pochissimo al lato alla destra di Marchetti. Suscita sempre più perplessità il suo acquisto e il relativo non indifferente investimento economico per "strapparlo" nientemeno che al Parma (dal 58' Gargano: 6 - Dà più ritmo al gioco azzurro, conquista palloni utili e commette pochi errori in fase di appoggio, ma certo non erano i suoi piedi a dover "salvare" la serata azzurra)
Inler: 5,5 - Partita di grande sacrificio difensivo su Hernanes che lo sottrae al gioco azzurro, ma gli imbarazzi di Dzemaili condizionano anche la sua prestazione. Nel finale, con qualche spazio in più, cerca di dare miglior ritmo e qualità alle sue giocate anche con qualche interessante ma imprecisa verticalizzazione verso le punte. Emblematico il suo errore all'ultimo secondo di partita, forse il simbolo degli attuali imbarazzi del Napoli.
Dossena: 6 - Tanto correre e qualche buon cross non sfruttato dalle punte azzurre (dal 73' Pandev: 5 - Non tocca palla...ingresso in campo inutile)
Hamsik: 6,5 - A differenza delle ultime prestazioni, si muove tra il centrocampo e il lato sinistro dell'attacco azzurro (bellissimo nel primo tempo un suo spunto da ala sinistra con cross in mezzo), spostandosi sul lato opposto verso la fine del primo tempo dove trova un tiro da fuori e un taglio in area dove non raggiunge una interessante verticalizzazione di Inler. Grande continuità di gioco nella ripresa dove cambia continuamente posizione e offre qualità alla manovra azzurra, chiudendo il match da esterno sinistro al posto di Dossena dalla cui posizione ispira al 74' una delle manovre più belle degli azzurri chiusa con un cross del Pocho e un tiro al volo di Cavani
Lavezzi: 7 - Corre tantissimo, copre immense zone di campo, ma alla fine del primo temo non si ricorda nè un suo tiro nè un suo assist. A volte, in fase difensiva, sembra correre "sulle uova" con la paura di beccarsi un cartellino giallo che significherebbe squalifica...nella ripresa mi smentisce creando tre occasioni in un minuto (tra il 48' e il 49') , ispirando il tiro al volo di Cavani al 74' e sfiorando il colpo della vittoria al 94' negato da Marchetti con una autentica prodezza
Cavani: 6 - Nel primo tempo sembra davvero notte fonda per il Matador: nonostante limiti il suo raggio di azione più del solito e non si sfianca in profondi ripiegamenti difensivi, taglia molto sulla linea offensiva azzurra, ma nessuno sfrutta i suoi tagli, per cui non trova mai un pallone giocabile sotto porta. Decisamente meglio nella ripresa dove sfodera un paio di provvidenziali rientri difensivi e trova anche un paio di pregevoli conclusioni verso la porta...ma stasera c'è Marchetti.
All. Mazzarri: 5 - Prima e durante la sosta abbiamo sollevato alcuni interrogativi tattici che appaiono ancora irrisolti in tutta la loro evidenza durante un primo tempo con una qualità di manovra imbarazzante, specie nella coppia di centrocampo che appare amalgamabile come olio e acqua. Si vede qualcosa di più nella ripresa dove Mazzarri osa Hamsik come esterno sinistro e l'ingresso di Pandev, ma l'accurato disegno tattico di Reja e uno strepitoso Marchetti rendono vane le (poche) idee tattiche del Mister azzurro
Arbitro: Rizzoli: 4 - Nel primo tempo partita correttissima e senza situazioni "scottanti", ma nella ripresa al 53' viene tradito dall'assistente Nicoletti che ferma Maggio in un inesistente fuorigioco in un frangente dove Maggio e Cavani sarebbero andati tranquillamente in porta. Errore gravissimo e decisivo ai fini del risultato.
Basterebbe sovrapporre le due "Napoli-Lazio" della scorsa primavera e di questa sera: la scorsa primavera una partita vinta in rimonta negli ultimi secondi partita, subendo tre reti e con un gol non visto a sfavore, mentre questa sera la Lazio che non fa un tiro in porta, vien graziata da un fuorigioco inesistente ravvisato a Maggio lanciato a rete e Marchetti al 94' va a compiere l'ennesimo miracolo sul Pocho, dopo averne fatti un altro paio durante la ripresa.
Diventa quindi arduo tirar fuori argomentazioni quali il poco convincente assetto del centrocampo azzurro, i 9 punti raccolti nelle ultime 8 partite di campionato, l'insufficiente apporto dei nuovi acquisti e delle alternative azzurre o la lentezza complessiva della manovra azzurra che determina un primo tempo totalmente privo di emozioni: critiche che almeno per stasera reggono lo spazio di un tempo a fronte di una prestazione, nella ripresa, fatta di tanto orgoglio e di tantissime occasioni fallite per un soffio.
Addirittura tre occasioni per il Pocho in un solo minuto tra il 48' e il 49', con due parate di Marchetti (splendida la seconda su tiro a giro dell'argentino dal limite) e una sforbiciata di poco alta sempre del Pocho su ponte di testa del Matador.
Al 50' persino un quasi inguardabile Dzemaili diventa "quasi" Maradona, indovinando una punizione a giro che sfiora il palo alla sinistra di Marchetti.
Il vantaggio azzurro sembra maturo, anzi fatto al 53': Hamsik sulla tre quarti destra vede sopraggiungere sulla fascia a tutta manetta Maggio e gli serve un pallone con straordinario tempismo: Cristian aggancia perfettamente il pallone ben al di qua della linea difensiva laziale e la supera in tromba presentandosi solo davanti a Marchetti con Cavani al suo fianco: ma il guardalinee Nicoletti ha già alzato la bandierina al momento in cui Maggio riceve palla da Hamsik per cui è inutile il successivo gesto di altruismo di Cristian per il Matador. Gol non valido e partita non sbloccata nel momento peggiore per la Lazio, già in crisi per le assenze maturate prima della partita e per le difficoltà fisiche di alcuni suoi uomini tra la fine del primo tempo e l'inizio della ripresa (Cissè, Lulic e Hernanes su tutti).
Il Napoli però dopo questa fiammata tra il 48' e il 53' deve aspettare l'eternità di 20 minuti per riproporis pericolosamente di fronte a Marchetti: altre tre colossali occasioni tra il 74' e il 94' e altre tre splendide parate di Marchetti su Cavani (74' tiro a volo su splendida combinazione Hamsik-Lavezzi), ancora Cavani (86') e Lavezzi (94').
Intanto però siamo qui, con domande sempre più pressanti sull'assetto azzurro, laddove pare non riuscito il "trapianto" di svizzeri a centrocampo e sempre più evidente la "crisi di rigetto tattica", con le giornate che passano e con i punti di distacco dalla vetta che aumentano (potrebbero essere ben 9 domani sera in caso di vittoria dell'Udinese)...e intanto il Manchester City continua ad asfaltare i suoi avversari, eccellenti e non, a suon di gol... E' vero, ci abbiamo scherzato tanto con Balotelli e Aguero, ma adesso gli azzurri di Manchester appaiono davvero uno spauracchio!
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De Sanctis: 6,5 - Solo una presa agevole su tiro per nulla insidioso di Cissè nel primo tempo, mentre nella ripresa l'intervento più difficile Morgan deve farlo in uscita su...Campagnaro con un impatto tra i due che poteva avere conseguenze più pericolose.
Campagnaro: 6 - Gladiatorio in difesa e talvolta anche in avanti. Per poco, da una sua rimessa laterale lunga, non si ripete il gol di Lavezzi a Cesena, ma Maggio non approfitta del dono generoso di Hugo. Nel finale di partita cerca fortuna spingendo in avanti, ma crea più confusione che altro.
Cannavaro: 6,5 - Insuperabile per Cissè, tenta troppo spesso e con troppo poca precisione di saltare il centrocampo con imprecisi lanci lunghi.
Aronica: 6,5 - Nessun particolare imbarazzo in difesa. Nel finale del primo tempo e nella ripresa incrocia ogni tanto Cissè che prova a svicolarsi dalla marcatura asfissiante di Cannavaro.
Maggio: 6 - Puntuale nelle chiusure difensive, in avanti invece mostra qualche balbettio di fronte ad un cliente difficile come Lulic che viene anche aiutato dai compagni a raddoppiare l'esterno azzurro. Fallisce un paio di cross per troppa sufficienza, non sfrutta una rimessa laterale lunga di Campagnaro e nel finale di partita spreca una palla vagante in area di rigore tirandola in curva B.
Dzemaili: 5 - Nel primo tempo troppe volte in imbarazzo nel controllo di palla veloce, fallisce un paio di appoggi nel cuore del centrocampo cercando soluzioni difficili...appare impari lo scontro fisico, tecnico e tattico con un monumentale Ledesma. Migliora leggermente nella ripresa e poco prima di uscire dal campo sfodera una punizione a giro dai 20 metri che si spegne di pochissimo al lato alla destra di Marchetti. Suscita sempre più perplessità il suo acquisto e il relativo non indifferente investimento economico per "strapparlo" nientemeno che al Parma (dal 58' Gargano: 6 - Dà più ritmo al gioco azzurro, conquista palloni utili e commette pochi errori in fase di appoggio, ma certo non erano i suoi piedi a dover "salvare" la serata azzurra)
Inler: 5,5 - Partita di grande sacrificio difensivo su Hernanes che lo sottrae al gioco azzurro, ma gli imbarazzi di Dzemaili condizionano anche la sua prestazione. Nel finale, con qualche spazio in più, cerca di dare miglior ritmo e qualità alle sue giocate anche con qualche interessante ma imprecisa verticalizzazione verso le punte. Emblematico il suo errore all'ultimo secondo di partita, forse il simbolo degli attuali imbarazzi del Napoli.
Dossena: 6 - Tanto correre e qualche buon cross non sfruttato dalle punte azzurre (dal 73' Pandev: 5 - Non tocca palla...ingresso in campo inutile)
Hamsik: 6,5 - A differenza delle ultime prestazioni, si muove tra il centrocampo e il lato sinistro dell'attacco azzurro (bellissimo nel primo tempo un suo spunto da ala sinistra con cross in mezzo), spostandosi sul lato opposto verso la fine del primo tempo dove trova un tiro da fuori e un taglio in area dove non raggiunge una interessante verticalizzazione di Inler. Grande continuità di gioco nella ripresa dove cambia continuamente posizione e offre qualità alla manovra azzurra, chiudendo il match da esterno sinistro al posto di Dossena dalla cui posizione ispira al 74' una delle manovre più belle degli azzurri chiusa con un cross del Pocho e un tiro al volo di Cavani
Lavezzi: 7 - Corre tantissimo, copre immense zone di campo, ma alla fine del primo temo non si ricorda nè un suo tiro nè un suo assist. A volte, in fase difensiva, sembra correre "sulle uova" con la paura di beccarsi un cartellino giallo che significherebbe squalifica...nella ripresa mi smentisce creando tre occasioni in un minuto (tra il 48' e il 49') , ispirando il tiro al volo di Cavani al 74' e sfiorando il colpo della vittoria al 94' negato da Marchetti con una autentica prodezza
Cavani: 6 - Nel primo tempo sembra davvero notte fonda per il Matador: nonostante limiti il suo raggio di azione più del solito e non si sfianca in profondi ripiegamenti difensivi, taglia molto sulla linea offensiva azzurra, ma nessuno sfrutta i suoi tagli, per cui non trova mai un pallone giocabile sotto porta. Decisamente meglio nella ripresa dove sfodera un paio di provvidenziali rientri difensivi e trova anche un paio di pregevoli conclusioni verso la porta...ma stasera c'è Marchetti.
All. Mazzarri: 5 - Prima e durante la sosta abbiamo sollevato alcuni interrogativi tattici che appaiono ancora irrisolti in tutta la loro evidenza durante un primo tempo con una qualità di manovra imbarazzante, specie nella coppia di centrocampo che appare amalgamabile come olio e acqua. Si vede qualcosa di più nella ripresa dove Mazzarri osa Hamsik come esterno sinistro e l'ingresso di Pandev, ma l'accurato disegno tattico di Reja e uno strepitoso Marchetti rendono vane le (poche) idee tattiche del Mister azzurro
Arbitro: Rizzoli: 4 - Nel primo tempo partita correttissima e senza situazioni "scottanti", ma nella ripresa al 53' viene tradito dall'assistente Nicoletti che ferma Maggio in un inesistente fuorigioco in un frangente dove Maggio e Cavani sarebbero andati tranquillamente in porta. Errore gravissimo e decisivo ai fini del risultato.
sabato 12 novembre 2011
I punti interrogativi tattici del Napoli: Inler, Hamsik e Cavani
La pausa internazionale (a proposito, bellissimo il gol di Lavezzi in nazionale!) permette qualche prima riflessione approfondita dopo circa due mesi di partite a ritmo infernale sulla stagione azzurra: capisco e apprezzo Mazzarri quando "invita" la critica a criticarlo (scusate il gioco di parole) dopo però essersi confrontati con lui.
Io sono un semplice tifoso, appassionato (sempre meno, in verità) di calcio e del Napoli, non sono un tecnico, non mi vanto di capirne molto di calcio e soprattutto non ci guadagno un euro mantenendo questo blog, ma mi piace tentare di osservare le cose con attenzione, in modo non superficiale, come provo a fare del resto anche nella vita.
Per cui, caro Mister, sarei felicissimo di discutere con lei di quanto sto per scrivere in queste poche righe di un week end senza Napoli, alla luce di alcune riflessioni che avevo già iniziato da tempo e che il dottor Chiariello, nella sua deliziosa trasmissione ormai ventennale di Canale 21, Campania Sport, domenica scorsa ha rinfocolato con incisive argomentazioni.
A parte il gruppo delle "riserve", profondamente rinnovato rispetto allo scorso anno, in teoria rinforzato, ma che finora (Fernandez a parte) ha contribuito ancora poco ai risultati della stagione azzurra, il telaio dei titolari, tra l'anno scorso e quest'anno, ha visto soltanto una variazione, cioè Inler al posto di Pazienza.
In teoria un notevole salto di qualità: un ottimo centrocampista, con grandi doti tattiche, che si integrava perfettamente con Gargano e con il resto della squadra come Michele avvicendato con un nazionale svizzero, uno dei centrocampisti di maggior rendimento della scorsa stagione come Gokhan, dotato di piedi e fisicità in teoria migliori di quelli di Michele.
Un solo cambio, dunque, e tutti a immaginare un Napoli fatalmente più forte dello scorso anno, eppure, nonostante gli eccellenti risultati in Champions e quelli altalenanti in campionato sono emerse sempre più evidenti alcune contraddizioni tattiche che sembrano aver reso meno "perfetto" il meccanismo tattico del gioco di Mazzarri che tanta ammirazione aveva suscitato la scorsa stagione.
Domenica sera, in trasmissione, il dott. Chiariello ha usato per Inler, quasi avesse letto le mie pagelle di questa stagione, la stessa espressione ("pesce fuor d'acqua") che ho usato spesso per tentare di descrivere nella modestia della mia poca competenza calcistica le prestazioni del nuovo arrivato.
Inler ha quasi sempre convinto in quelle partite o frangenti di partite (vedi Cesena, secondo tempo, o Inter, secondo tempo) quando il centrocampo avversario è andato calando o addirittura si è trovato in inferiorità numerica, stentando invece tantissimo a trovare ritmo e a dare ritmo alle giocate azzurre contro centrocampi dinamici e/o in superiorità numerica.
Più di un commentatore comincia a ricordare che Inler nell'Udinese giocava in un centrocampo a tre con Asamoah e Pinzi a dargli manforte e che quindi nell'attuale modulo di Mazzarri, sottoposto anche a marcature strette spesso a lui dedicate, lo escludono dal gioco e lo mettono in difficoltà quando, in possesso di palla, fa fatica a trovare il compagno smarcato velocemente.
La manovra azzurra quindi appare così più lenta e involuta e quindi si rifugia spesso nel lancio del centrale difensivo (Cannavaro o Aronica) a scavalcare il centrocampo.
C'è poi Hamsik di cui appare (scusate quest'altro gioco di parole) evidente il lavoro oscuro di raccordo tra centrocampo e attacco: Marek ha il pregio di non perdere mai palla che però, in alcuni frangenti di partita, diventa anche il suo enorme limite: quando durante la partita c'è da dare pulizia al gioco, c'è da mantenere palla lontano dalla porta avversaria, quando c'è da tessere con pazienza la tela dei passaggi per far "muovere" le difese avversarie e poi trovare un varco in cui infilare Maggio, Cavani o Pochi, Marek svolge un lavoro straordinario e poco apprezzato dal pubblico, ma noto anche che quando la partita richiederebbe maggiori rischi, Marek fatica a cambiare "registro" alle sue giocate (salvo quando decide, raramente purtroppo, di puntare verso la porta avversaria e sfruttare le sue notevoli doti balistiche): ci sono frangenti, attimi, in cui senti che uno con la classe di Marek potrebbe e dovrebbe rischiare di più la giocata non "spaventandosi" di fallirla, sbagliando il passaggio o la verticalizzazione: spesso vedo Pocho o Matador che scattano sul filo del fuorigioco suggerendo il passaggio e sono costretti a rialzarsi perchè Marek o qualcun altro in possesso non li vede scattare o non ha la personalità di provare la verticalizzazione.
Inoltre, come sottolineava Chieriello, Marek riesce sempre più raramente a fare ciò che gli riusciva naturale già dal suo primo anno di Napoli, ossia apparire all'improvviso partendo da lontano, davanti alla porta avversaria: il suo gioco e i suoi movimenti sembrano diventati meno vari e più prevedibili.
E allora, si domandava Chiariello domenica, non può esserci una relazione tra il calo di rendimento di Cavani (che come ha detto Mazzarri fa oggi quel che faceva anche lo scorso anno, ossia marcare la fonte di gioco avversaria all'inizio del loro possesso palla, con la differenza che l'anno scorso faceva semplicemente più gol), la crisi di identità di Hamsik e le difficoltà tattiche di Inler a centrocampo?
Viste le dfficoltà di Inler a centrocampo, visto che Hamsik vedeva esaltate le sue qualità nel 3-5-2 di Reja come interno sinistro dei tre mediani, chiedeva Chiariello a Mazzarri, non sarebbe interessante provare a riportare Marek sulla linea dei centrocampisti in linea con Inler in modo da dargli maggiore aiuto in fase sia di filtro che di impostazione e lasciare Lavezzi libero sulla tre quarti di girare intorno al Matador, tenendo quest'ultimo più vicino alla porta avversaria?
Io non so dare una risposta alla interessantissima domanda del dottor Chiariello, ma sarei felice se potessi ascoltare Mazzarri discutere di questa ipotesi in termini di fattibilità (o non fattibilità) tattica.
Quello che appare evidente è che il Napoli attuale è in "crisi" nel senso originario, greco, della parola: per gli antichi greci la "crisis" era sinonimo di "trasformazione", "evoluzione": ciò che si vede, specie nelle ultime settimane, è che,a fronte di un presunto "integralismo" tattico di Mazzarri, il mister in realtà sta sperimentando con sempre maggiore continuità nuove soluzioni come lo scivolamento sulla linea dei centrali di uno degli esterni di centrocampo per creare una linea a 4 dietro quando serve fronteggiare un certo tipo di avversari che col loro gioco tentano di allargare i centrali azzurri.
Ma questo meccanismo, sempre meglio applicato dai ragazzi di Mazzarri, crea la necessità di "riassorbire" a centrocampo Cavani e/o Hamsik e di attenuare le loro indubbie capacità offensive e di dare meno fluidità al gioco sulle fasce tradizionale punto di forza del gioco di Mazzarri.
Insomma un bel rebus tattico, dalla cui soluzione dipenderà l'eventuale svolta positiva di questa stagione: svolta a cui la squadra sarà chiamata sin dal ritorno in campo in casa dopo la pausa internazionale contro una lanciatissima Lazio e un altrettanto lanciatissimo ManCity, con una serie di partite molte delle quali in casa contro avversari difficilissimi e in teoria tutte da vincere per mantenersi in corsa in campionato e (che straordinario miracolo!) in Champions.
Reja ancora grida vendetta per la bruciante sconfitta della scorsa primavera: quel 4 a 3 fu l'ultima vittoria del Napoli all'ultimo respiro, di una squadra che proprio quel giorno mostrò segni di affanno che si sarebbero manifestati con chiarezza nelle settimane successive... quella fu una svolta, verso la crisi di fine stagione, ma anche verso la conquista della zona Champions...e questa volta?
martedì 8 novembre 2011
Napoli, vendita biglietti on line estesa a tutti i settori
La SSC Napoli è lieta di comunicare che la vendita on line dei biglietti per le partite casalinghe del Napoli è estesa a tutti i Settori del San Paolo: Tribune, Distinti e Curve.
È sufficiente collegarsi al sito web ufficiale della SSC Napoli, www.sscnapoli.it e cliccare nella sezione "insieme allo stadio" oppure accedere direttamente dal banner “ ticket on line” presente nella home page del sito ufficiale SSC Napoli.
L'unico sportello autorizzato dalla SSC Napoli per la vendita on line è quello di Lottomatica/Listicket.
Gli utenti saranno indirizzati al sito Listicket di Lottomatica, nel quale, dopo essersi registrati, potranno acquistare il biglietto caricandolo elettronicamente sulla Club Azzurro Card ( Tessera del Tifoso). Alla transazione potranno essere aggiunte, da Listicket, commissioni di pagamento.
Questa modalità di vendita prevede che il titolo di accesso venga associato alla Club Azzurro Card, che, quindi, dovrà essere utilizzata sia per inserire il numero identificativo al momento dell’acquisto, sia per l’accesso ai tornelli dello stadio tramite la lettura del codice a barre.
Il posto assegnato allo stadio sarà indicato sul documento segnaposto la cui stampa, è disponibile all’indirizzo internet:
https://biglietteria.listicket.it/utilizzatori/indexdigitali.php
inserendo le informazioni richieste sulla pagina e procedendo, nella pagina successiva, attraverso il link Stampa Segnaposto.
Il documento segnaposto deve essere obbligatoriamente stampato e presentato ad ogni richiesta del personale di controllo presente allo stadio, ma il documento segnaposto, da solo, non rappresenta titolo d’accesso valido per l’ingresso.
Infatti per accedere allo stadio, è indispensabile portare con sé la propria Club Azzurro Card , il documento segnaposto ed un documento di riconoscimento.
La SSC Napoli ricorda che per gli utilizzatori della Club Azzurro Card ( sia abbonati, che utenti di singolo evento), per ogni settore vi sono degli ingressi riservati.
SSC Napoli S.p.A. Direzione Commerciale e Marketing
È sufficiente collegarsi al sito web ufficiale della SSC Napoli, www.sscnapoli.it e cliccare nella sezione "insieme allo stadio" oppure accedere direttamente dal banner “ ticket on line” presente nella home page del sito ufficiale SSC Napoli.
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Gli utenti saranno indirizzati al sito Listicket di Lottomatica, nel quale, dopo essersi registrati, potranno acquistare il biglietto caricandolo elettronicamente sulla Club Azzurro Card ( Tessera del Tifoso). Alla transazione potranno essere aggiunte, da Listicket, commissioni di pagamento.
Questa modalità di vendita prevede che il titolo di accesso venga associato alla Club Azzurro Card, che, quindi, dovrà essere utilizzata sia per inserire il numero identificativo al momento dell’acquisto, sia per l’accesso ai tornelli dello stadio tramite la lettura del codice a barre.
Il posto assegnato allo stadio sarà indicato sul documento segnaposto la cui stampa, è disponibile all’indirizzo internet:
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inserendo le informazioni richieste sulla pagina e procedendo, nella pagina successiva, attraverso il link Stampa Segnaposto.
Il documento segnaposto deve essere obbligatoriamente stampato e presentato ad ogni richiesta del personale di controllo presente allo stadio, ma il documento segnaposto, da solo, non rappresenta titolo d’accesso valido per l’ingresso.
Infatti per accedere allo stadio, è indispensabile portare con sé la propria Club Azzurro Card , il documento segnaposto ed un documento di riconoscimento.
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lunedì 7 novembre 2011
Napoli Juve il 29, Atalanta Napoli anticipata al 26
Adesso è ufficiale: Napoli Juventus si recupera martedì 29 novembre alle 20,45.
Inizialmente si era pensato al giorno 30, sempre alla stessa ora, ma non potendo sovrapporre la partita in contemporanea al turno di Europe League per un preciso regolamento Uefa, si sarebbe dovuto giocare in orario pomeridiano, scontentando così molti tifosi...e soprattutto le televisioni.
Si è quindi ritenuto utile anticipare alla serata del martedì, soluzione che ha però costretto a far anticipare a sabato 26 alle 20.45 anche la disputa dell'incontro tra Atalanta e Napoli, inizialmente pianificato domenica 27 alle 15.
Mi asterrei volentieri dal commentare troppo le assolute idiozie che, oltre ai lutti e alle difficoltà di questo week end a Napoli e in altre regioni d'Italia ci siamo dovuti sorbire dal mondo del calcio che in molte sue componenti (giornalisti, tifosi, dirigenti sportivi e lega calcio...con la minuscola) ha dimostrato quanto sia avvilente il livello culturale e di sensibilità civica e umana di questo ambiente... sono disgustato!
In queste situazioni, con 60.000 persone "in ballo", la prudenza non è mai troppa e troppe volte le nostre istituzioni pubbliche statali e locali si sono distinte per scarsa capacità di prevenzione del rischio e di sottovalutazione dello stesso: per una volta che si è adottata una decisione responsabile, ecco il coccodè dei gallinacci calcistici da cortile...gallinacci appunto, che meriterebbero solo di razzolare negli "escrementi" che essi stessi quotidianamente generano in copiosa abbondanza...e li pagano pure!
Cari tifosi e cittadini onesti, che non ci mangiate sul calcio e che, come me, vi portate a casa uno stipendio onesto e sudato...ebbene sì! Avete sbagliato tutto nella vita, fessi come me! I "gallinacci" e i loro volgari "coccodè" trionfano, sulla pelle di chi muore e di chi piange certe morti insensate.
Inizialmente si era pensato al giorno 30, sempre alla stessa ora, ma non potendo sovrapporre la partita in contemporanea al turno di Europe League per un preciso regolamento Uefa, si sarebbe dovuto giocare in orario pomeridiano, scontentando così molti tifosi...e soprattutto le televisioni.
Si è quindi ritenuto utile anticipare alla serata del martedì, soluzione che ha però costretto a far anticipare a sabato 26 alle 20.45 anche la disputa dell'incontro tra Atalanta e Napoli, inizialmente pianificato domenica 27 alle 15.
Mi asterrei volentieri dal commentare troppo le assolute idiozie che, oltre ai lutti e alle difficoltà di questo week end a Napoli e in altre regioni d'Italia ci siamo dovuti sorbire dal mondo del calcio che in molte sue componenti (giornalisti, tifosi, dirigenti sportivi e lega calcio...con la minuscola) ha dimostrato quanto sia avvilente il livello culturale e di sensibilità civica e umana di questo ambiente... sono disgustato!
In queste situazioni, con 60.000 persone "in ballo", la prudenza non è mai troppa e troppe volte le nostre istituzioni pubbliche statali e locali si sono distinte per scarsa capacità di prevenzione del rischio e di sottovalutazione dello stesso: per una volta che si è adottata una decisione responsabile, ecco il coccodè dei gallinacci calcistici da cortile...gallinacci appunto, che meriterebbero solo di razzolare negli "escrementi" che essi stessi quotidianamente generano in copiosa abbondanza...e li pagano pure!
Cari tifosi e cittadini onesti, che non ci mangiate sul calcio e che, come me, vi portate a casa uno stipendio onesto e sudato...ebbene sì! Avete sbagliato tutto nella vita, fessi come me! I "gallinacci" e i loro volgari "coccodè" trionfano, sulla pelle di chi muore e di chi piange certe morti insensate.
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